Saverio Costanzo: “Le serie tv italiane sono impresentabili”

By on aprile 8, 2013

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SAVERIO COSTANZO: “LE SERIE TV ITALIANE SONO IMPRESENTABILI”– Nell’ultimo periodo sembra tornato di moda un aggettivo nei salotti televisivi e cioè “impresentabili”. Dopo essere stato usato da Lucia Annunziata contro il gruppo dei parlamentari PdL, un regista torna a pronunciare la parola, rivolta però alle serie televisive made in Italy. Lui è Saverio Costanzo, figlio d’arte, che si scaglia contro le produzioni di fiction del nostro paese.

Costanzo è il regista della serie In treatment, adattamento di un format israeliano venduto in tutto il mondo e in onda su Sky con protagonista Sergio Castellitto. La serie è realizzata in modo molto preciso, con tutte le accortezze necessarie e si presenta un prodotto di grande qualità. Anche gli attori, tra cui Sergio Castellitto, sono veramente superiori rispetto a molte produzioni nostrane.

Ebbene il regista, forte di questo lavoro, si è scagliato contro le fiction italiane dicendo che spesso sono “impresentabili”. Sergio Castellitto, a Tv Talk nella puntata di sabato 6 Aprile ha cercato di ridimensionare l’affermazione di Costanzo, dicendo che non è vero che tutte le serie del BelPaese siano impresentabili, ma è soprattutto un problema di scrittura.  Spesso Rai e Mediaset sono riuscite a creare, infatti,  dei prodotti di grande successo. Questo tema è ormai annoso. Ciclicamente torna la polemica sulle fiction nostrane. In realtà, ridimensionando il discorso senza generalizzazioni, Castellitto ha cercato di dimostrarsi diplomatico verso quella tv che in più occasioni l’ha reso celebre (Padre Pio, Ferrari), essendo la prova lampante di come non tutti i prodotti siano da scartare.

La tv generalista ci ha abituato a fiction sperimentali e di grande successo (Tutti pazzi per amore), ma è pur vero che grandi prodotti della serialità sono nati proprio da Sky (Boris, Romanzo Criminale, Il mostro di Firenze). Proprio Boris ironizza sulla fiction Made in Italy, spesso stretta tra la soap-telenovelas e storie di santi e preti. Anche in questo caso, non possiamo che ribadire un’ovvietà: se fanno fiction di questo tipo vuol dire che c’è gente che le guarda. In effetti i 7 milioni e mezzo di Che Dio ci aiuti 2 dimostrano l’interesse verso queste tematiche. Il problema è che forse in Rai e Mediaset manca il coraggio di sperimentare, puntando invece su certezze acchiappa ascolti che possano attecchire su un pubblico di un certo tipo, soprattutto in un’Italia dove la Chiesa è parte del tessuto sociale. E dall’altra parte è anche vero che manca una certa originalità nella scrittura, connessa alla scarsa qualità dei prodotti confezionati. Soprattutto la lunga serialità finisce per ammorbare e i sequel infiniti delle serie tv di maggiore successo finiscono per diventare delle macchiette.

La tv italiana ha bisogno di un modello seriale come quello americano? Voi ce la vedreste una serie simile ad American Horror Story trasmessa da Rai Uno? Noi, purtroppo, ancora no…

About Dario Ghezzi

Dario Ghezzi nasce il 28 Giugno 1988. Fin da bambino matura la passione per la scrittura e il mondo dell’arte. Dopo il Liceo Classico si iscrive alla facoltà di Letteratura musica e spettacolo dell’Università la Sapienza di Roma laureandosi nel 2011. Nel 2012 si iscrive alla magistrale di Cinema Televisione e Produzione Multimediale dell’università Roma 3 e nello stesso anno ha frequentato una scuola di recitazione. E’ autore di tre romanzi usciti con ilmiolibro.it

One Comment

  1. Rossella

    aprile 8, 2013 at 13:45

    Secondo me ci vuole molto coraggio a fare un affondo del genere! Soprattutto quando l’opinione pubblica potrebbe arrivare a credere che hai un interesse in prima persona: sei un regista!
    Però alla fine non succede niente: al massimo ti sgonfiano le ruote della bicicletta! 🙂

    Scherzo! Penso tuttavia che le opinioni quando vengono condivise possano comunque sollecitare quella parte di pubblico che magari la pensa allo stesso modo ma non avendo termini di paragone si accontenta di quello che propongono i palinsesti delle televisioni generaliste. Almeno io non seguo la programmazione di Sky però alle volte mi rendo conto che la fortuna di una fiction dipende da qualche attore carismatico o da qualche soggetto che nell’immaginario collettivo è già storia!

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