The Voice: gli ascolti della sesta puntata. Battaglie troppo lente e noiose

By on aprile 12, 2013
foto dello studio di the voice

text-align: justify”>foto dello studio di the voiceTHE VOICE OF ITALY: LA SESTA PUNTATA. Ieri sera è andata in onda una nuova puntata del talent show di Rai2: The Voice of Italy. La serata, la seconda dedicata alle battaglie musicali, ha avuto un calo di ascolti rispetto alle puntate precedenti, totalizzando 3.077.000 telespettatori, per uno share del 12,45%. Un risultato al di sotto delle aspettative, considerando che Rai1 ha mandato in onda le repliche della prima serie della fiction Che Dio ci aiuti, e Canale5 la prima puntata della seconda stagione di Benvenuti a Tavola, Nord VS Sud che ha totalizzando nei due episodi, una media di 3.585.000 telespettatori per uno share del 13,49% (anche in questo caso, risultato molto basso per l’ammiraglia Mediaset). Nella puntata di ieri, sono proseguiti i duelli musicali cominciati la settimana scorsa. I quattro coach erano chiamati a scegliere due cantanti della propria squadra, per farli sfidare sulle note di una stessa canzone. Al termine dell’esibizione era lo stesso coach a scegliere chi eliminare e chi portare alla fase finale della trasmissione: il live show. Le varie esibizioni dei cantanti più che delle battaglie, sono apparse dei duetti tra talenti in perfetto stile Star Accademy. Nella maggior parte dei casi le accoppiate sono risultate poco affiatate, con la conseguenza di vedere delle performance di dubbio livello. Se battaglia deve essere che si affilino le armi e si scenda in campo con la giusta grinta per poter sopraffare l’avversario. Anche in questa fase il buonismo imperante del talent l’ha fatta da padrone, con i vari coach che si dilungavano in complimenti superflui e avevano difficoltà nella scelta del concorrente da promuovere. Le battle sono andate avanti in maniera troppo lenta e con un montaggio ripetitivo.

Il pubblico televisivo, ha fatto percepire questa noia, dovuta alla mancanza di colpi di scena, e ieri sera ha preferito altri prodotti a The Voice, che è calato negli ascolti. L’unica fortuna è che di puntate come questa ne resta solo un’altra, quella di giovedì prossimo ancora dedicata ai duelli, in attesa di capire quanto i live show siano innovativi rispetto a quello che siamo abituati a vedere in altri talent. L’unica novità, neppure di grosso rilievo, è stata la scelta di far decidere al coach stesso chi salvare e chi eliminare, senza interpellare gli altri tre allenatori. Anche l’apporto dato dagli special-coach è risultato marginale. Quattro talenti di quel calibro (Morandi, Modà, Godano e Biondi) potevano essere utilizzati meglio, all’interno dei rigidi meccanismi dello show. Per dovere di cronaca ricordiamo che: Piero Pelù ha preso le sue decisioni scegliendo di portare alla fase live Cristina, Marco, Alessandra. Raffaella Carrà ha scelto per la fase finale Manuel, Veronica, Pamela. Riccardo Cocciante ha deciso le sorti dei suoi concorrenti in due occasioni preferendo Lorenzo, Mattia; mentre Noemi ha optato per Nausicaa, Chiara, Giuseppe. Giovedì prossimo nuovo appuntamento con The Voice of Italy, per l’ultima puntata dedicata alle battaglie musicali.

About Salvatore Petrillo

Avellino gli ha dato i natali, sotto il segno del Toro. La sua passione per la conduzione televisiva e tutto quanto fa spettacolo è nata con lui e fin da piccolo partecipa a feste, recite e saggi. All’età di 8 anni comincia lo studio del pianoforte frequentando poi il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Laureatosi prima in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e poi in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti, continua ad approfondire e conoscere meglio tutte le varie sfaccettature del mondo televisivo. Collabora con il quotidiano a tiratura regionale Corriere dell’Irpinia scrivendo di attualità, cronaca, spettacolo e con l’agenzia di organizzazione eventi ADVS di Roma. Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Londra, dove ha cercato di rubare i trucchi del giornalismo anglosassone, torna in Italia per frequentare un corso di dizione e uso della voce e uno di conduzione televisiva presso l’Accademia 09 di Milano. In futuro sogna di farsi strada nel mondo della conduzione televisiva e dello spettacolo.

One Comment

  1. rossella

    aprile 12, 2013 at 14:32

    Assolutamente daccordo sul fattore noia.
    Penso tuttavia che questo elemento abbia salvato dall’effetto evento! Anche il buonismo mi piace… Da casa non si capisce se i giurati hanno una preferenza.
    Ascolti buoni perche’ non esaltanti.
    Spero nella vittoria di Mattia perche’ a Ti lascio una canzone aveva sempre uno zainetto sulle spalle. Questa immagine ancora mi emoziona perche’ non era studiata. Mi sembrava un’esigenza.
    Lo zainetto e’ un simbolo forte.

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