Antonio Banderas e i tour nelle piazze. Il mulino dei record che sta in tv da più tempo della D’Urso

By on maggio 26, 2013

text-align: justify”>Ora che se ne va in giro con una maglia sgualcita che sembra ricavata da un sacco di patate e conversa amabilmente con galline che hanno il nome di calienti amanti latino americane, Antonio Banderas sembra aver perso parte del suo sex appeal su cui ha costruito un pezzo della sua carriera. Almeno questo è quello che pensa Luciana Littizzetto. Chissà quante donne sono d’accordo con lei e quante altre, invece, vedono in quel tavolo sporco di farina, la location ideale di un nuovo “Ultimo tango a Parigi” in versione familiare. Poco importa che abbia lo stesso accento di Miguel Bosè, il mugnaio del Mulino Bianco Antonio Banderas sembra aver fatto centro. Il suo gradimento è alto, la sua credibilità pure e scommetto che, anche voi, almeno una volta, avete rallentato il classico zapping pubblicitario non appena l’avete visto in video (anche solo per conoscere la sua ultima avventura tra biscotti e pale da far girare).

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Già, le pale del mulino si che continuano a girare, e sempre più vorticosamente:  Banderas sembra essere un ottimo nuovo testimonial per il brand che continua così a crescere in termini di credibilità e guadagni. Brand che, ricordiamoci, della pubblicità ha sempre fatto una delle sue più alte bandiere: dalla maestra che, negli anni 80, dichiarava di “voler vivere nel verde”, ai cartoon di Clementina fino alla tipa che ruba le stelle per farci dei biscotti e i vari “chi mangia sano trova la natura” o “il mulino che vorrei” (se anche voi avete un televisore in casa ricorderete almeno uno di questi spot).

Grazie a questa costanza comunicativa oggi Mulino Bianco non è un semplice brand ma un lovebrand: voi lo amate, lo difendete, credete in lui e nei suoi valori familiari. Vi fidate e vi fate portavoce dei suoi valori. Un’ottima prassi di comunicazione che, va ben oltre il semplice spot. Mulino Bianco, infatti, come una superstar se ne va in tour.

In tutte le piazze italiane si innalzano mulini e tendoni dove il Banderas de noartri ti insegna a fare i biscotti, i bambini possono divertirsi a fare il pane e libri magici in cui le pagine sono degli schermi a led, mostrano storie interattive. Dentro il mulino della tua città ti fanno assaggiare dei biscotti appena sfornati e ti fanno tornare a casa con un bottiglietta del nuovo frullato da “provare per comprare”. Tu lo stringi forte al tuo petto come il più prezioso dei regali e te ne torni dalla tua famiglia con tanta voglia di “buono e genuino”.

Esiste, oggi, un politico che riesca a trasmettere, con la stessa forza e lo stesso risultato, certi valori? Ci sono dei programmi tv che hanno occupato le reti per tre decenni, continuativamente, facendosi ricordare a distanza di anni come quegli spot? La risposta la conoscete bene.

Mulino Bianco sta alla comunicazione come Gerry Scotti sta ai quiz, sta alla televisione come la De Filippi sta a Uomini e Donne. È un pezzo di storia mediatica dalla quale non si può scappare. E puoi anche non credere che le Macine siano impastate da Antonio in persona ma quando vedi uno di quegli spot hai tanta voglia di chiamare mamma per sapere come sta.

About Simone Rausi

Quando nacque a Catania nel 1986, Pippo Baudo urlò “Fantastico!”. Già, la settima edizione era in onda su Raiuno in quel momento. Ha divorato decenni di fiction e programmi tv prima di laurearsi in Scienze della comunicazione. Ha fatto lo speaker, il giornalista, il blogger e attualmente è copywriter presso un’agenzia di pubblicità (ma sua nonna dice in giro che fa il copriwater). Ha scritto un romanzo sui carciofi ma non ne mangia uno da anni. Lo trovate su tutti i social network del mondo… o davanti qualche schermo.

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