Berlusconi al Tg4: “Basta con l’odio, la sinistra faccia le riforme con noi”

By on maggio 5, 2013
Silvio Berlusconi al Tg4

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Silvio Berlusconi sceglie il Tg4 per lanciare un invito “distensivo” alle forze politiche della nuova maggioranza a sostegno di Enrico Letta. L’appoggio al progetto delle larghe intese non è in discussione, ma la stabilità dell’esecutivo appena entrato in carica resta legata all’attuazione di alcuni punti programmatici dirimenti, tra i quali l’abolizione dell’Imu, vero e proprio cavallo di battaglia elettorale del centrodestra. Come emerso in queste ultime ore, l’asse Pd-Pdl rischia di scricchiolare ben prima dei 18 mesi preventivati per il “tagliando” del governo di unità nazionale. L’affaire Biancofiore (“amazzone berlusconiana” al centro di vibranti polemiche dopo la contestata designazione alle Pari Opportunità) prima e la querelle sul Cavaliere al vertice della nascente Convenzione per le Riforme poi, hanno rimesso prepotentemente  al centro del dibattito politico il tema della stabilità istituzionale, mai uscito di scena dal giorno seguente al voto delle elezioni politiche del 24 e 25 Febbraio scorsi.

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Al Tg4 Berlusconi è tornato a parlare della “guerra civile fredda e dell’odio della sinistra italiana”, evidentemente riferendosi al veto posto da alcuni settori dei democratici nei suoi confronti per impedire la nomina al vertice del costituendo organismo parlamentare per il riassetto della Costituzione: “Spero che possa cominciare una stagione di riappacificazione, anche se per loro non sarà facile venire fuori dalla condizione precedente”. Se l’abile gestione (curata in prima persona dal premier in carica Enrico Letta) delle nomine di ministri e sottosegretari ha garantito un iniziale via libera da parte della quasi totalità delle componenti interne di Pd e Pdl, sulla tenuta della maggioranza peseranno in misura crescente nei prossimi mesi una serie di fattori, tra i quali il congresso del Pd e le pressioni dell’elettorato sui vertici dei partiti in maggioranza.

Uno dei protagonisti indiscussi di questa controversa fase politico-istituzionale è proprio Silvio Berlusconi, intenzionato a sfruttare al meglio il tempo a disposizione per un eventuale ritorno anticipato alle urne, a distanza di sicurezza dalle più dirette responsabilità di governo, sulla scia del fortunato exploit di consensi del dopo-Monti. Il cerino della Convenzione per le Riforme, così come dell’Imu, resterà in mano al presidente del Consiglio ed all’ala di centrosinistra della coalizione filo-governativa, mentre toccherà alle “colombe” del Pdl come il neo-ministro Gaetano Quagliariello (già incluso tra i “saggi” scelti da Giorgio Napolitano prima dell’incarico a Palazzo Chigi per Letta) mantenere vivo il filo del dialogo con la parte più “riformista” del Partito Democratico per impedire che l’esperimento delle larghe intese conosca lo stesso epilogo della Bicamerale di “dalemiana” memoria.

About Marco Franco

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