Come un delfino 2, Ricky Memphis interpreta Don Luca: “Raoul ha realizzato il mio desiderio” (Intervista esclusiva)

By on maggio 16, 2013

text-align: justify”>ricky memphisRICKY MEMPHIS IN ESCLUSIVA – Per molti è l’ispettore Mauro Belli che in “Distretto di polizia” aveva la battuta pronta in ogni occasione. In certi aspetti, però, Ricky Memphis dichiara di distaccarsi da un personaggio che, comunque, gli ha dato tanto affetto da parte del pubblico, prendendo le distanze anche “dal suo essere eroe”. Ma, sparatorie a parte, si può anche essere eroi di tutti i giorni lottando quotidianamente per la propria libertà: questo è ciò che si propone di raccontare la fiction “Come un delfino” (la cui prima puntata andata in onda ieri sera su Canale 5 ha registrato 3.815.000 di spettatori e il 14,9% di share) in cui Ricky Memphis veste i panni di Don Luca, il migliore amico di Alessandro Dominici interpretato da Raoul Bova che, per l’occasione, si è calato anche nei panni di regista.

E dire che quello del sacerdote era un ruolo che Ricky ha sempre sognato di fare e ora, finalmente, il suo amico e collega gliene ha dato la possibilità chiamandolo sul set assieme anche a Giulia Bevilacqua, Maurizio Mattioli, Simonetta Solder, Paolo Conticini, Tony Sperandeo, Marco Falaguasta e molti altri. Come ha infatti rivelato in una recente intervista, nonostante fosse Cattolico ha iniziato ad avvicinarsi alla Fede solo negli ultimi anni grazie all’incontro con un sacerdote che ormai considera un padre spirituale. Così, durante la conferenza stampa della fiction che si è tenuta presso le piscine del Foro Italico di Roma lunedì 13 Maggio, quando Ricky Memphis ha rivelato che uno dei suoi sogni era quello di interpretare un sacerdote, si sono alzate le risa dei presenti, forse anche a causa del suo simpatico accento romano. “Voi ridete ma è così!” ha replicato l’attore per cui un ruolo di questo tipo era davvero importante, e anche in questa intervista esclusiva rilasciata al nostro blog ha sottolineato l’importanza della Fede. Fatto sta, Memphis ha finalmente avuto la possibilità di interpretare un parroco, Don Luca, un uomo dai modi risoluti ma anche dalla grande umanità.

Ricky Memphis e Raoul Bova in una scena sul set

Durante la conferenza stampa hai dichiarato che avresti voluto interpretare un sacerdote e Raoul Bova te ne ha dato la possibilità: perché questo desiderio?

Perché sono colpito dalle persone che si consacrano a Gesù, sono Cristiano Cattolico e chi dona totalmente la propria vita a Dio e al prossimo nel nome di Gesù mi commuove e mi affascina. Io non ce la farei. Ma quella, come tutto del resto, e’ Grazia di Dio.

“Come un delfino” proclama valori importanti. Quali credi siano i più significativi?

E’ vero, i valori raccontati nella fiction sono molti, ma soprattutto questa storia ci parla del diritto, ma anche dovere, di lottare con ogni mezzo lecito per la propria libertà e quella altrui.

Veniamo ad alcuni tuoi colleghi. Com’è stato essere diretti da Raoul Bova, attore come te, e ritrovare sul set Giulia Bevilacqua?

Essere diretti da Raoul è stato stimolante e divertente, oltre ad essere un mio amico e collega è anche un professionista preparato e un fine conoscitore del racconto filmico. Giulia è un’amica di lunga data e ovviamente lavorare con lei è sempre un piacere.

Molti si lamentano della televisione e della fiction italiana. Vuoi toglierti anche tu qualche sassolino dalla scarpa? 

Grazie a Dio non ho sassolini nella scarpa, ho fatto la tv per anni e, se mi chiameranno, tornerò felicemente a farla. Per ora sto lavorando molto nel cinema e non mi dispiace affatto.

Legami e differenze con Mauro Belli? Ti è mai capitato di reputare un peso questa associazione a lui?

E’ inevitabile che avendo interpretato per tanto tempo un personaggio molte delle sue caratteristiche siano anche le mie, come ad esempio la tendenza a sdrammatizzare e spoetizzare. Tra me e Mauro ci sono però anche molte differenze, come il suo coraggio e la sua predisposizione ad essere un eroe. Per quanto riguarda il carattere poi, una differenza su tutte è la sua invadenza nei rapporti d’amicizia, da cui io mi distacco!

Grazie a Raoul Bova hai potuto vestire i panni di un sacerdote, come desideravi. Un altro ruolo, anche improbabile, che ti piacerebbe interpretare?

Rilancio: un Santo!

Non hai mai pensato di avvicinarti al teatro?

Ho provato ad avvicinarmi a un teatro ma m’hanno cacciato via. Scherzo! Mi propongono spesso cose a teatro ma non fa’ per me, credo ci voglia il fuoco sacro, e io non ce l’ho. 

“Come un delfino – Il coraggio di essere liberi”: cosa significa questa frase per te, cos’è la libertà?

Purtroppo spesso nel mondo, come accade ai protagonisti di questa fiction, per essere sempre e comunque liberi ci vuole coraggio e voglia di combattere, a volte rischiando la propria vita, altre volte anche solo dovendo rinunciare a cose allettanti. Io mi sento libero quando faccio il mio dovere di padre, di marito, di figlio, di fratello, di amico. Poi mi sento libero quando prego e so che, anche in catene, Gesù non me lo toglie nessuno, così come a Gesù nessuno può togliere me, a meno che non sia io stesso a volerlo.

 “Come un delfino” racconta la storia di un riscatto: hai mai avuto bisogno di un riscatto nella tua vita?

Di certo non del livello di quello dei Ragazzi del Sole, nè di quello di Alessandro Dominici: solo piccole rivincite sulla sorte e sui piaceri sani della vita.

LaNostraTv ringrazia Ricky Memphis per la disponibilità e vi invita a seguire la serie “Come un delfino 2” la cui seconda puntata andrà in onda Mercoledì 22 Maggio su Canale 5.

About Vanessa Colella

Nata a Roma nel 1989, ha conseguito la laurea triennale in Scienze Statistiche presso la “Sapienza”, e sta proseguendo i suoi studi con la laurea specialistica in “Statistica, assicurazioni e finanza”. Si è inoltre diplomata presso l’accademia di Roma “La maschera in soffitta”, prendendo successivamente parte ad alcuni spettacoli teatrali. Ama leggere i gialli e soprattutto d’estate…altrimenti lo studio passa totalmente in secondo piano.

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