Franca Rame, polemica in rete contro servizio del Tg2: “Usava la bellezza fisica finchè fu stuprata”

By on maggio 29, 2013

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Franca Rame è scomparsa da poche ore, ma già il suo ricordo suscita polemiche amare. In particolare quello di certi giornalisti che hanno usato parole dall’effetto ambiguo e spiacevole per annunciare la sua morte e ricordarla al pubblico. Che sia intenzionale o meno, il ritratto che il Tg2 diretto da Marcello Masi ha fatto dell’attrice e drammaturga che si è spenta ad 84 anni nella sua casa di Milano è indubbiamente di cattivissimo gusto. L’edizione finita al centro delle proteste in rete è quella delle 13, il servizio è a firma di Carola Carulli. E ricorda così Franca Rame:

Una donna bellissima, amata a e odiata: tra chi la definiva una donna di talento che sapeva mettere in gioco la propria carriera teatrale per un ideale di militanza politica totalizzante, chi invece una pasionaria rossa che approfittava della propria apparenza fisica per imporre attenzione; finché il 9 marzo del 1973 fu sequestrata e stuprata“.

Parole che hanno scatenato le proteste delle associazioni femministe e dei gruppi antifascisti, ma in generale degli utenti della rete e dei telespettatori che hanno giudicato offensive le farsi usate per descrivere Franca Rame, alla luce del fatto che la bellezza dell’attrice e la sua passione politica sono state accostate allo stupro, quasi a dare la sensazione che il suo aspetto fisico inducesse gli uomini ad usarle violenza. Senza peraltro specificare che quello stupro era stato perpetrato da gruppi di militanti neofascisti protetti da settori dell’Arma dei carabinieri, come ha raccontato anni dopo la stessa attrice mettendo in scena un monologo drammatico dal titolo Lo stupro.

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E’ assurdo pensare che il servizio, quantomeno fuoriluogo, sia andato in onda nella stessa giornata che Rai1, con i programmi di informazione e le diverse edizioni del tg, ha dedicato alla lotta alla violenza sulle donne, dopo la ratifica della Convenzione di Istambul dalla Camera dei deputati e nei giorni in cui si infiamma più che mai il dibattito sul femminicidio dopo gli ultimi atroci casi di cronaca. Dopo la denuncia del webmagazine Globalist, si sono moltiplicati i messaggi di protesta contro il Tg2 su Facebook e Twitter. Molte associazioni a difesa delle donne si sono indignate e hanno manifestato il loro disappunto nei confronti dei giornalisti Rai, come la redazione di www.zeroviolenzadonne.it, che hanno scritto una lettera al direttore del tg:

Del suo stupro ha parlato la stessa Franca Rame in più di un’occasione, indicando nella matrice fascista i suoi aggressori. Metterla in discussione o peggio – come è stato fatto nel vostro servizio – ometterla, è sicuramente una scelta ben precisa di cui ci stupiamo. Ma ciò che più ci fa rabbrividire è la giustificazione neppure troppo velata degli stupratori, perchè questo è stato fatto! Incolpare Franca Rame di ‘approfittare della propria bellezza fisica per imporre attenzione“.

Il direttore del Tg2, Marcello Masi, ha rilanciato respingendo le accuse al mittente ed esprimendo “rammarico per il fatto che qualcuno possa solo immaginare che ci sia qualsiasi giustificazione a ogni forma di violenza nei confronti delle donne e in particolare di Franca Rame, che ha segnato la mia crescita umana. Mi vergogno per quelli che pensano una cosa del genere“. Intanto però in rete è partita una vera e propria azione di mailbombing, con l’invio massiccio di messaggi di protesta alla pagina Facebook del Tg2, alla redazione e al profilo Twitter di Marcello Masi.

Foto: Repubblica.it

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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