Il Commissario Montalbano: il riassunto del quarto episodio, “Una lama di luce”

By on maggio 7, 2013
Il commissario Montalbano - Una lama di luce

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IL COMMISSARIO MONTALBANO – Ieri sera è stata trasmessa su Rai 1 la quarta ed ultima puntata in prima visione della serie incentrata sulle avventure del Commissario Montalbano, prodotta da Palomar per Rai Fiction e Sveriges Television e diretta da Alberto Sironi. L’episodio di chiusura di questo primo ciclo – da lunedì verranno riproposti quattro episodi del 2011 in replica – è stato tratto dal romanzo di Andrea Camilleri intitolato “Una lama di luce”, e ha registrato la presenza di ben 10.715.000   telespettatori davanti allo schermo, totalizzando uno share del 38,13%.

 Il Commissario Montalbano, Una lama di luce”Le intricate indagini di Salvo Montalbano, realizzate in collaborazione con il fido Fazio, hanno dato vita ad un ultima coinvolgente puntata, nella quale come al solito tutto sembrava portare ad un colpevole, che in realtà si è rivelato innocente grazie all’intuito del Commissario. Nel cast erano presenti Luca Zingaretti (Salvo Montalbano)Cesare Bocci (Mimì Augello)Peppino Mazzotta (Fazio)Dajan Roncione (Valeria Bonifacio)Angelo Russo (Catarella)Roberto Nobile (Nicolò Zito),  Marcello Perracchio (Pasquano)Ivan Alovisio (Salvatore Di Marta)Valentina Reggio (Loredana Di Marta), , Fabio Costanzo (Pasquale), Giacinto Ferro (Bonetti Alderighi)Davide Lo Verde (Galluzzo), , Hamza Choukri (François), Santo Pennisi (Gaspare Intelisano)Lina Perned (Livia). Vediamo nel dettaglio quello che è successo nell’episodio “Il Commissario Montalbano, una lama di luce”.

 

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Salvatore di Marta, proprietario di un grande supermercato di Vigata si reca in commissariato accompagnato dalla giovane moglie per denunciare una rapina: la donna infatti, mentre si recava in banca a depositare 30 mila euro (l’incasso della giornata appena trascorsa) è stata derubata. La versione dei due però non convince Montalbano, che indagando scopre che Loredana, prima di sposare Di Marta, era legata ad un piccolo delinquente suo coetaneo, Carmelo Savastano. Parlando con la migliore amica della donna, Valeria Bonifacio (Dajan Roncione), dalla quale Loredana si era recata prima di subire il furto, il commissario viene a sapere che la donna non è solo stata derubata: questa notizia sconvolge il marito, che non era stato informato poiché è solito essere molto geloso.

Anche in questo caso Montalbano vuole vederci chiaro, e unendo i vari indizi a propria disposizione, aiutato anche dalle doti da donnaiolo di Augello, viene a sapere che è tutta una messa in scena. Un ladro che stava compiendo un furto in una vicina gioielleria infatti, gli conferma di non aver visto nessuna macchina nei paraggi della banca, questa testimonianza però non è riportabile in tribunale. Le due donne stanno cercando di imbrogliare tutti; e pochi giorni più tardi Savastano viene trovato ucciso a bordo di una macchina bruciata, con polsi e caviglie legati (viene riconosciuto a causa della mancanza di due dita dei piedi, che gli erano state amputate). Dopo questo episodio Di Marta confessa che la moglie gli aveva rivelato di essere stata violentata proprio da Savastano, e di aver pensato lui stesso di ucciderlo ma di essere stato preceduto. Il Pm Tommaseo fa arrestare l’uomo accusandolo di omicidio nonostante Montalbano cerchi di spiegargli che è innocente: il Commissario però prosegue nella complicata ricerca della verità. Durante le indagini si scopre che Rosario, fratello di Valeria, è in realtà l’amante di Loredana. Dopo altri approfondimenti Montalbano comprende che le due donne, aiutate da Rosario, avevano organizzato tutto per vendicarsi si Savastano, ed erano decise ad incolpare Di Marta.

Il contemporanea si svolge una vicenda parallela; il proprietario terriero Gaspare Intelisano denuncia uno strano fatto: alla sua piccola casa diroccata sono state aggiunte porte e finestre da ignoti: quando Montalbano si reca a controllare la situazione scopre che presso il luogo erano state depositate delle armi: gli unici che lavorano in quel luogo sperduto sono due braccianti tunisini. Montalbano parla nuovamente con Intelisano, che poco dopo lo informa che i due tunisini sono scappati: da questa fuga si comprende che i due erano coinvolti nel traffico d’armi e che erano stati avvisati da un terzo complice presente nel fienile. La prima pista, quella del terrorismo, viene abbandonata: i tre infatti, sono patrioti che cercano di fare arrivare le armi ai ribelli che che cercano di liberare dalla dittatura la Tunisia. I colpevoli vengono individuati ma il terzo complice viene trovato morto: purtroppo si tratta di François, il bambino (ormai ragazzo) che per Livia e Salvo era quasi un figlio, e che anni prima stavano per adottare (nel corso del primo episodio, “Il ladro di merendine”).

Da lunedì prossimo, 13 maggio, verranno riproposti su Rai 1 quattro episodi del Commissario Montalbano in replica, datati 2011.

About Mara Guzzon

Nata nei pressi di Lodi, si è laureata in Scienze e Tecnologie della comunicazione presso lo IULM di Milano. Nella stessa città ha frequentato il Master in Giornalismo e critica musicale del CPM Centroprofessionemusica e ha iniziato ad intraprendere i primi passi nel mondo del giornalismo scrivendo e fotografando. Appassionata di musica, cinema e televisione, attualmente collabora con siti appartenenti al settore dell'intrattenimento e con una web radio.

One Comment

  1. Rossella

    maggio 7, 2013 at 10:40

    Nell’immaginario collettivo lo scrittore Camilleri è il padre di un pezzo della fiction italiana.
    Mi sembra un segnale molto bello che ci fa capire che il libro non è morto!
    Questo mese se non sbaglio ricorre l’anniversario dello storico “Rogo dei libri” (Berlino, 1933); dovrebbe trattarsi della risposta alla libertà di stampa assicurata dalla costituzione della Repubblica di Weimer. Se ne potrebbe parlare a maggior ragione: magari da Fazio! Fahreneit 451 di Ray Bradbury potrebbe essere interessante per creare un minimo di dibattito. Ma anche la lotta sanguinosa per riuscire a conoscere un manoscritto ne “Il nome della rosa” o la Rivoluzione Francese che consentì di accedere agli archivi dell’amministrazione e dello Stato. Ci sono mille spunti per aprire un dibattito sul libro, sul testo scritto. Un tema molto contemporaneo se pensiamo agli incidenti diplomatici che ancora oggi può scatenare la scelta di un vocabolo su un manuale di storia. Penso alle proteste della Cina, nel 2005, per la questione dell’occupazione nipponica nella Nanchino del 1937.

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