Il divo stasera 7 maggio in prima serata su La7: Andreotti tra bene e male

By on maggio 7, 2013
La locandina de Il divo

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ALL’INDOMANI DELLA SCOMPARSA DI GIULIO ANDREOTTI andrà in onda stasera  7 maggio alle 21,10 su La7 “Il Divo” per la regia di Paolo Sorrentino, film ispirato alla figura controversa del Senatore a vita che si è spento ieri all’età di 94 anni nella sua casa romana. Un omaggio, in verità, che va ben oltre l’esaltazione della figura del politico che per 60 anni è stato al Potere dell’Italia, infatti Sorrentino, con il suo ineccepibile piglio internazionale ricostruisce la figura di Andreotti in bilico tra due antitesi: luce e ombra, verità e menzogna, bene e male che riconsegnano allo spettatore la sintesi più azzeccata delle complessità e delle controversie che hanno da sempre accompagnato la vita e la figura di Giulio Andreotti.

IL DIVO, uno dei tanti soprannomi che erano stati conferiti al Senatore, è ambientato nel periodo tra 1991 e 1993, tra la presentazione del VII Governo Andreotti e l’inizio del maxiprocesso di Palermo per collusioni con la mafia. Le allusioni piuttosto evidenti che collegano Andreotti alla carrellata di omicidi e alle amicizie con noti mafiosi (come la scena in cui viene messo in scena il bacio emblematico con Totò Riina) rendono il film suggestivo e ricco di significati simbolici in cui Andreotti, interpretato magistralmente da un asciutto e ipercontrollato Toni Servillo, appare come il grande carnefice ma allo stesso tempo come la vittima di un sistema quasi divino secondo il quale è necessario “perpetuare il male per garantire il benessere del Paese”, la dicotomia del potere secondo la quale è necessario realizzare un piccolo male per ottenere un grande bene.

andreotti-toni-servillo

Ed è probabilmente questa la grandezza del cinema quando è arte, che pur mettendo in evidenza allusioni piuttosto forti, che fino ad allora si era stati capaci solo di sussurrare, riesce allo stesso tempo ad arrivare nel suo complesso come opera simbolica, tanto che, pur avendo indipettito il Senatore a vita dopo la sua visione in forma privata, Andreotti non decise mai di querelare il regista o di apportare dei tagli alla pellicola proprio perché come dichiarò successivamente: “Se uno fa politica pare che essere ignorato sia peggio che essere criticato, dunque..”.

Dotato di una grande forza evocativa, con una regia dinamica e attenta, sarcastica e allo stesso tempo esaltante, Paolo Sorrentino con Il Divo riesce nell’intento di affermare, in poche meno di due ore, quello che nessuno mai prima, aveva avuto il coraggio di dire. E lo fa con le immagini caricate di senso, con l’utilizzo del cinema come simbolo e come metafora, con un’asciutta consapevolezza che il significante è forse più importante, in arte, del significato, poiché se il cinema si eleva al rango di forma artistica, e purtroppo in Italia è qualcosa di molto raro, niente può essere volgare, niente può essere deprecabile e anche la verità può apparire simbolica e con essa la menzogna.

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

One Comment

  1. rossella

    maggio 7, 2013 at 13:59

    Da quando in qua un politico suggerisce tagli? Non capisco la meraviglia. Se non sbaglio partecipo’ ad un film di Sordi. Ma questa e’ un’altra storia.
    Diceva: ” Il potere logora chi non ce l’ha!”
    Questa espressione e’ stata mutuata dal nostro linguaggio. Capita spesso di sentirla o di pronunciarla senza citare la fonte! E’ come se inconsciamente la sentissimo nostra. Forse i nostri figli continueranno ad adoperarla. Pero’ da bambina non avevo pensato a cosa intendesse per “logora”… Nell’immaginario collettivo mi sembra che si sia formata l’idea di “anela ad averlo”. A che proposito’ conio’ quello che e’ diventato una sorta di aforisma?
    Una curiosita’!

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