La guerra dei vent’anni: Ruby, ultimo atto. Domenica in prima serata su Canale 5

By on maggio 10, 2013

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IL CASO RUBY RACCONTATO DA CANALE 5. ED E’ GIA’ POLEMICA. “La guerra dei vent’anni: Ruby, ultimo atto”. Canale 5 propone un titolo dall’impatto forte e chiaro per presentare un excursus sul caso giudiziario più seguito dagli Italiani. Domenica alle ore 21.10, la rete Mediaset lancia in prima battuta il chiacchieratissimo caso Ruby, per iniziare un ciclo di racconti d’attualità in prima serata. Racconti sul caso, retroscena inediti, luoghi mai visti e audio originali; sono questi i principali elementi che hanno permesso di raccontare il caso Ruby a 360°. Una ricostruzione televisiva di un caso di cronaca iniziavo la notte del 27 maggio 2010 e non sembra voler volgere al termine. L’obiettivo è riuscire a riassumere nel migliore dei modi l’intricata vicenda, rendendola comprensibile al pubblico. Il programma presenterà in esclusiva anche le testimonianze rese in aula dal Pm dei minori Anna Maria Fiorillo, dal Capo di Gabinetto Piero Ostuni, dal medico Alberto Zangrillo, dal giornalista Carlo Rossella e dall’eurodeputata Licia Ronzulli. Per la prima volta Silvio Berlusconi risponde sui fatti di Karima El Mahroug, meglio nota come Ruby Rubacuori.

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La guerra dei vent'anni. Ruby, l'ultimo atto. In onda domenica su Canale 5

Tale esperimento, proposto dalla rete Mediaset, ha già fatto indignare numerosi telespettatori. La delusione serpeggia costante in rete, in molti evidenziano un palese conflitto d’interessi. Una caduta di stile per la rete del Cavaliere, da sempre fiera della propria informazione libera e imparziale. Alcune malelingue accusano Silvio Berlusconi di monopolizzare la rete Mediaset, discorso non proprio utopistico se pensiamo che il processo Ruby è stato rinviato al 13 maggio, il giorno dopo la messa in onda del programma. Coincidenze? Chissà.

Sono tempi duri per il Cavaliere del Pdl. Pochi giorni fa infatti, Silvio Berlusconi  è stato condannato in appello per il processo Mediaset. La Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna in primo grado a quattro anni per frode fiscale. Ma non è ancora detta l’ultima parola. L’ex premier potrebbe ricorrere infatti alla cassazione come ultima ancora di salvataggio. Il processo, risalente al 2006, potrebbe inoltre essere annullato per un conflitto di attribuzione tra i poteri dello stato.

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