La Rai dice no ai reality show. Scelta di servizio pubblico?

By on maggio 27, 2013
foto del logo dell'isola dei famosi

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L’ISOLA DEI FAMOSI CANCELLATA DA RAI2. Qualche giorno fa, vi abbiamo proposto l’intervista che il Presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, ha rilasciato al quotidiano La Stampa, relativa al suo modo di intendere il servizio pubblico. Qualità è la parola d’ordine richiesta da tutti i generi televisivi, con la soppressione delle varie isole e del concorso di bellezza Miss Italia, in quanto “si vuole rappresentare la donna in modo diverso”. Leggendo attentamente le parole della Tarantola, si ha l’impressione che il Presidente abbia studiato bene la lezione e sappia esattamente cos’è la Rai e quali siano i suoi obiettivi, ma non abbia ne gli strumenti ne le competenze giuste per riuscire a mettere in atto la lezione studiata a campanello. Probabilmente la Rai ha bisogno, in un futuro prossimo, di avere dei vertici che capiscano realmente cosa vuol dire fare televisione e abbiano una passione per il mezzo televisivo, oltre a possedere conoscenze adatte nella gestione di un’azienda. Solo in questo modo potrà continuare a fare prodotti di qualità, non avulsi dalla realtà generale sia a livello nazionale che internazionale. Il reality è un genere televisivo come tutti gli altri, che all’estero ha spopolato e continua ad ottenere dei grossi consensi. Decidere di bandirlo del tutto dai palinsesti della Rai è realmente servizio pubblico?

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Con questa scelta, si taglia fuori, un’intera fetta di potenziale pubblico che ha dimostrato di appassionarsi a quel genere. Se in Italia avessimo avuto solo la Rai e non le altre emittenti televisive, l’innovazione dei generi sarebbe arrivata con distanza di molti anni rispetto al resto d’Europa: il reality è approdato nel nostro Paese prima sulla tv commerciale con il Grande Fratello nel 2000 e diversi anni dopo su Rai2 con L’Isola dei famosi, che nelle nove edizioni di messa in onda non ha mai avuto vita facile. Il problema che i vertici Rai dovrebbero porsi non è reality si o no. In questo modo anche la soap o l’infotainment o i programmi comici, potrebbero in futuro essere cancellati dai palinsesti perché ritenuti generi inferiori o trash, in base ai gusti dei vari vertici dell’azienda. Per assolvere al pieno al compito di servizio pubblico si dovrebbe differenziare l’offerta televisiva proponendo tutti i vari generi, con la sola attenzione al modo nel quale i format vengono declinati. In definitiva, anche il reality può trovare spazio sulla Rai servizio pubblico: importante è il modo in cui tale spettacolo viene messo in scena.

Nelle varie edizioni di Isola dei famosi targate Ventura, si è dimostrato di poter fare dei prodotti validi, a volte spensierati e divertenti, abbinando alti ascolti ad una modalità di racconto del prodotto, diversa rispetto alla concorrenza. Da ricordare i compiti della tv: educare, informare ed intrattenere. Il reality assolve al pieno all’ultimo compito, se realizzato senza troppe strumentalizzazioni o accanimenti. Reality, varietà, informazione, fiction, soap, emotaiment, talent, quiz: tutti i generi televisivi dovrebbero essere trattati dalla Rai se realmente si vuole assecondare la pluralità di gusti dello spettatore e non imporre solo alcuni generi, rispetto a quelli che sono i gusti dei vari dirigenti che di volta in volta gestiscono il servizio pubblico.

About Salvatore Petrillo

Avellino gli ha dato i natali, sotto il segno del Toro. La sua passione per la conduzione televisiva e tutto quanto fa spettacolo è nata con lui e fin da piccolo partecipa a feste, recite e saggi. All’età di 8 anni comincia lo studio del pianoforte frequentando poi il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Laureatosi prima in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e poi in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti, continua ad approfondire e conoscere meglio tutte le varie sfaccettature del mondo televisivo. Collabora con il quotidiano a tiratura regionale Corriere dell’Irpinia scrivendo di attualità, cronaca, spettacolo e con l’agenzia di organizzazione eventi ADVS di Roma. Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Londra, dove ha cercato di rubare i trucchi del giornalismo anglosassone, torna in Italia per frequentare un corso di dizione e uso della voce e uno di conduzione televisiva presso l’Accademia 09 di Milano. In futuro sogna di farsi strada nel mondo della conduzione televisiva e dello spettacolo.

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