La Storia siamo noi non chiude? Minoli in polemica con Gubitosi: “La Rai non dica bugie”

By on maggio 17, 2013

text-align: center”>La Storia siamo noi non chiude. Polemica Gubitosi-Minoli

La Storia siamo noi non chiuderà. O almeno è quello che ieri, sull’onda  delle polemiche, aveva annunciato il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, intervenendo nel corso della conferenza stampa a Viale Mazzini sulla convenzione Rai-Presidenza del Consiglio-Provincia Autonoma di Bolzano per la tutela delle minoranze di lingua tedesca e ladina. Gli replica a stretto giro l’ideatore e curatore del programma, Giovanni Minoli, sostenendo che quelle della direzione Rai sono menzogne e che il programma è a tutti gli effetti fuori dal palinsesto della prossima stagione tv.

La Storia siamo noi, programma simbolo del servizio pubblico, era stato dato per defunto da un articolo di Repubblica, scatenando le proteste dei telespettatori in rete e numerose rezioni anche negli ambienti politici. Sulla vicenda erano intervenuti anche i parlamentari del Pd Michele Anzaldi e Andrea Marcucci che avevano chiesto chiarimenti alla Rai, mentre le esponenti del Pdl Mariastella Gelmini e Stefania Prestigiacomo, insieme ai parlamentari Dario Nardella e Paolo Gentiloni, avevano annunciato un’interrogazione al governo per conoscere i motivi della decisione, ritenuta “una grave perdita per la Rai e i suoi telespettatori“, e chiedere che La Storia siamo noi restasse in palinsesto. La dichiarazione, quasi doverosa, di Luigi Gubitosi, era arrivata in serata a tranquillizzare tutti:

La Storia siamo noi non chiude. Termina semplicemente il contratto con Giovanni Minoli che era andato già in pensione tre anni fa ed aveva avuto un contratto triennale per i 150 anni dell’Unità d’Italia che scade il 31 maggio, il format della Storia siamo noi è della Rai, era stato ideato da Renato Parascandolo, poi gestito da Minoli per una fase che adesso si chiude. E’ stato un magnifico periodo questo de ‘La storia siamo noi’, prima e durante la gestione Minoli. Ora tutta la parte di Rai Educational, compresa la storia, è in mano a Silvia Calandrelli. Abbiamo grande fiducia in lei, sta lavorando su cose importanti come la prima guerra mondiale. L’offerta di storia continua”

foto-giovanni-minoli

La Storia siamo noi, ha replicato Minoli, è stata invece cancellata dal palinsesto e non sarà più in onda a prescindere da chi guiderà la struttura che a lui faceva capo E’ quanto sostiene il giornalista che, di fatto, smentisce la ricostruzione di Gubitosi:

La Storia siamo noi non è nei palinsesti, questa è la verità. La Rai può fare quello che vuole, ma non si dicano bugie (…) si sostiene che la trasmissione non è chiusa, mentre nei palinsesti approvati dal cda la trasmissione finisce a giugno e poi non c’é più. Certo le cose si possono cambiare, ma al momento la notizia è che la trasmissione è stata chiusa d’imperio e non mi è stato proposto nulla. E non si dica che si privilegiano gli interni perché Vespa non è un interno, Angela non è un interno, è stato preso da fuori il direttore del Tg1, sono stati assunti cinque top manager esterni (…)”.

Nella lunga dichiarazione all’Ansa, Giovanni Minoli ha anche smentito le ricostruzioni di Flavia Perina, giornalista ed  ex deputata di Fli, secondo la quale Minoli avrebbe chiesto un milione di euro per continuare l’esperienza de La Storia siamo noi. Il giornalista smentisce nettamente, dichiarando di non aver mai chiesto nulla all’azienda, nè ricevuto proposte e annunciando di voler valutare gli estremi per una querela. Allo stesso tempo, Minoli ha fatto notare che il suo programma è trasversalmente riconosciuto come un prodotto di qualità, per questo la notizia della sua chiusura ha sollevato numerose proteste:

Se si tirano fuori aspetti economici, bisogna fare i conti con quello che ho portato alla Rai. Ho portato convenzioni per 50 milioni di euro. Non si dicono bugie, quando parlamentari di tutti gli schieramenti protestano per la chiusura, quando c’é un sentimento collettivo, che emerge in queste ore, contrario alla chiusura del programma. E’ un programma di valore: se ha ricevuto l’Oscar per la tv a febbraio qualcosa vorrà pure dire”.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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