Le Iene, servizio-denuncia sulla “Casta dei furbetti” al Senato

By on maggio 6, 2013
Filippo Roma negli uffici del Senato

text-align: justify”>Filippo Roma negli uffici del Senato

Lo scoop de Le Iene negli uffici del Senato riapre la polemica sui dipendenti pubblici “fannulloni” sorpresi a “beggiare” impunemente in barba alle leggi. Il vizio, tutto italiano a detta di molti, di abbandonare il posto di lavoro dopo aver provveduto a timbrare il cartellino ad inizio giornata, continua evidentemente ad essere coltivato da alcune fasce privilegiate di lavoratori statali, abili nel coprirsi a vicenda grazie ad un collaudato sistema di aggiramento delle più elementari regole contrattuali: lo ha dimostrato con imbarazzante evidenza l’inviato Filippo Roma, nel reportage (ben documentato da inequivocabili riprese con telecamera nascosta) realizzato negli uffici centrali e periferici del Senato della Repubblica e andato in onda domenica scorsa.

Fin troppo facile, per i non pochi furbetti della Casta” immortalati da Le Iene uno dopo l’altro in rapida successione con le mani nel sacco, trasformare la giornata di lavoro in una sorta di vacanza retribuita (a spese dei contribuenti), con tanto di sosta al bar, giro di shopping nelle vie commerciali della Capitale e scampoli di vita da “turista” spensierato. Tra le prerogative degli impiegati di Palazzo Madama, una delle più invidiate è la retribuzione di circa 150 mila euro all’anno, integrati da relativa tredicesima, quattordicesima e quindicesima mensilità, cifre che li pongono su un livello decisamente superiore rispetto alla media degli altri colleghi del pubblico impiego in Italia ed anche rispetto agli omologhi del resto d’Europa.

testimone-accusa-i-fannulloni-del-senato

Preziosa, ai fini dell’inchiesta-denuncia diffusa in grande stile dal programma di Italia Uno, la testimonianza di una “talpa” interna ai palazzi istituzionali romani, decisa a smascherare i “furbetti” del Senato raccontando (dietro rigorosa tutela di anonimato) per filo e per segno le loro malefatte perpetrate nel tempo senza conseguenze legali o disciplinari. Come spesso accade nei servizi delle Iene, la toppa messa dai diretti interessati durante le interviste a caldo sul posto è stata peggio del buco, essendo talmente evidente la gravità dei fatti da non consentire giustificazioni plausibili: molte le ammissioni a mezza bocca, poche e trascurabili le “conversioni” con solenne promessa di redenzione, tanti (ovviamente) i maldestri tentativi di fuga dalle domande di Filippo Roma, da sempre spietato nel mettere a nudo le contraddizioni degli interlocutori di turno, siano essi vip (vedi l’ormai leggendaria rissa estiva a Filicudi con l’attore e politico Luca Barbareschi, allora finito nel mirino della trasmissione targata Mediaset per lo scandalo dell’assenteismo in Parlamento) o cittadini più o meno comuni.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *