Massimo Giletti ricorda Don Pino Puglisi, questa sera dalle 21.10 su Rai1 con Luca Zingaretti e Nicola Piovani

By on maggio 25, 2013
foto di massimo giletti

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SPECIALE DI PRIMA SERATA. Questa sera alle 21.10 su Rai1 andrà in onda uno speciale dal titolo Don Puglisi-Martire di Brancaccio, dedicato alla figura di Don Pino Puglisi, a 20 anni dalla morte. In diretta dal quartiere Brancaccio di Palermo, verrà ricordato il sacerdote, ucciso dai killer di Cosa Nostra il 15 Settembre 1993, proprio nel giorno del suo 56esimo compleanno. Massimo Giletti, conduttore della serata evento, accoglierà sul palcoscenico diverse testimonianze ed ospiti illustri tra i quali figurano gli attori: Luca Zingaretti– che gli ha dato il volto nel film Alla luce del sole di Roberto Faenza- e Tony  Sperando, i quali leggeranno dei brani scritti da Don Puglisi, tra i quali spicca “Il Padre Nostro dei Mafiosi”. I momenti musicali della serata saranno curati dal maestro Nicola Piovani, accompagnato da quattro suoi musicisti. Nel corso della diretta saranno mostrati inoltre dei filmati, realizzati nel quartiere Brancaccio, relativi a fatti realmente accaduti. Il prete, che a lungo si era battuto contro il crimine organizzato, fu freddato da alcuni colpi alla nuca, davanti al portone della sua abitazione. Il 15 Settembre 1999, l’allora arcivescovo di Palermo, il cardinale Salvatore De Giorgi, ha aperto ufficialmente la causa di beatificazione, proclamandolo Servo di Dio.

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Fino a qualche ora fa, Rai1 ha trasmesso dal prato del Foro Italico  di Palermo, la cerimonia di beatificazione. Don Puglisi è considerato il primo martire della Chiesa a causa della mafia. Oltre all’evento di prima serata, Rai1 trasmetterà a seguire un documentario realizzato da Roberto Faenza e Filippo Macelloni dal titolo: Padre Pino Puglisi l’uomo che sparava dritto. Con queste celebrazioni si concludono le giornate dedicate al tema della Legalità, promosse dalla Rai e partite lo scorso 23 Maggio in occasione dell’anniversario della Strage di Capaci, in cui persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Appuntamento questa sera a partire dalle 21.10 su Rai1 per le celebrazioni dedicate a Don Pino Puglisi.

About Salvatore Petrillo

Avellino gli ha dato i natali, sotto il segno del Toro. La sua passione per la conduzione televisiva e tutto quanto fa spettacolo è nata con lui e fin da piccolo partecipa a feste, recite e saggi. All’età di 8 anni comincia lo studio del pianoforte frequentando poi il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Laureatosi prima in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e poi in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti, continua ad approfondire e conoscere meglio tutte le varie sfaccettature del mondo televisivo. Collabora con il quotidiano a tiratura regionale Corriere dell’Irpinia scrivendo di attualità, cronaca, spettacolo e con l’agenzia di organizzazione eventi ADVS di Roma. Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Londra, dove ha cercato di rubare i trucchi del giornalismo anglosassone, torna in Italia per frequentare un corso di dizione e uso della voce e uno di conduzione televisiva presso l’Accademia 09 di Milano. In futuro sogna di farsi strada nel mondo della conduzione televisiva e dello spettacolo.

One Comment

  1. rossella

    maggio 26, 2013 at 11:26

    Un contributo molto eloquente! Giletti ha condotto egregiamente questa serata e il riscontro del pubblico e’ stato buono. La regia di Caccamo ha un carattere quasi “visionario”, fornisce molti punti di fuga che corrispondono ad altrettante riflessioni. Ad esempio a me ha suscitato una riflessione sull’incompatibilita’ tra vita consacrata e la possibilita’ di avere moglie e figli. L’esperienza di Padre Puglisi – dal mio punto di vista – e’ tutt’ora feconda proprio perche’ si e’ conclusa con lui e si e’ conclusa nella grazia del Signore! In un certo senso anche un ateo rimane rapito dal senso di giustizia che avvolge la sua storia; giustizia che non viene meno neanche dopo una morte tanto drammatica. Infatti e’ beato in valore assoluto, senza “se”! Secondo me la vocazione sacerdotale dovrebbe conservare quest’esclusivita’ per non essere tradita e per non mettere in gioco la liberta’ di un figlio che magari si colloca fuori da quella prospettiva di fede. La testimonianza mi sembra piu’ efficace.

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