Maurizio Mattioli in esclusiva a Lanostratv.it: “In questo momento non consiglierei ai giovani di intraprendere la mia stessa strada”

By on maggio 24, 2013
Maurizio Mattioli Intervista

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MAURIZIO MATTIOLI, INTERVISTA – La lista di film, fiction e rappresentazioni teatrali alle quali ha preso parte dagli anni ’80 ad oggi è infinita, e in questo periodo lo stiamo vedendo recitare al fianco di Raoul Bova e Ricky Memphis ( leggi QUI l’intervista) in “Come un delfino”, nel ruolo di Spartaco. Stiamo parlando del simpatico e versatile Maurizio Mattioli, da decenni uno dei volti più rappresentativi e rassicuranti della nostra televisione, oltre che del nostro cinema.

Maurizio Mattioli, intervista – L’attore romano si è gentilmente prestato a rilasciare un’intervista per il nostro blog, raccontando la sua recente esperienza in “Come un delfino”; ma anche le altre attuali collaborazioni che lo vedono impegnato tra cabaret nelle piazze, teatro, cinema e tv (anche nella nuova serie de “I Cesaroni”). Mattioli dopo tanto tempo non perde le energie e l’entusiasmo, continuando a tenersi impegnato su più fronti: vorrebbe collaborare con Pupi Avati, e sconsiglia vivamente ai più giovani di intraprendere oggi la sua stessa strada, quella della recitazione. Ecco l’intervista completa a Maurizio Mattioli per Lanostratv.it.

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In queste settimane la stiamo vedendo sul piccolo schermo nel ruolo di Spartaco in “Come un delfino”: potrebbe raccontarci qualcosa sulle peculiarità del suo personaggio?

È un personaggio molto umano, un padre fallito. Con un passato pieno di sofferenze, con un figlio che inizia col fare rapine e poi muore. Un personaggio che si prende cura di questi ragazzi come fossero tutti figli suoi, e guai a chi li tocca.

Lei è un attore di grande esperienza, e ha lavorato per qualunque tipo di produzione collaborando con molti registi e attori. Alla luce di questo, cosa pensa di questa recente esperienza?

La colloco sicuramente tra le prime. È un personaggio che a me piace, che è completamente diverso da quelli che solitamente interpreto. Fa delle cose importanti.

Quali sono i punti di forza della serie secondo lei?

I punti di forza sono il senso della famiglia, vista da chi non la ha e riesce a farsene una stando insieme agli altri. Sicuramente c’è l’amore e la ricerca dell’onestà anche a rischio della propria pelle. C’è la voglia di vivere in un nucleo.

Preferisce recitare al cinema, in tv o a teatro? Perché?

Indistintamente tutti. Sono tre tipologie di spettacolo che sanno darmi tutte indistintamente emozioni diverse. Non riesco a sceglierne una in particolare proprio per questo motivo.

Si trova maggiormente a suo agio nel recitare ruoli comici o drammatici?

Diciamo che io mi trovo a mio agio facendo l’attore. E’ chiaro, su dieci richieste, sette sono per un ruolo comico, ma io in tutto ciò che faccio e che interpreto metto dentro l’essere attore, o quanto meno ci provo sempre.

Quale episodio della sua carriera ricorda con positività? Cosa invece non rifarebbe tornando indietro?

Tanti, anzi… il prossimo, quello che deve ancora venire. Non amo guardarmi molto indietro, guardo con fiducia al futuro.

Come sceglie i soggetti da interpretare? Cosa la colpisce di un copione in fase di scelta?

Cerco di capire cosa sto dicendo. Cerco prima di tutto di capire cosa pensa questo personaggio prima ancora di capire ciò che dice. Cerco di calarmi nella parte e vedere in che modo il personaggio pensa, e se mi piace, il gioco è fatto!

Con quale regista le piacerebbe lavorare prossimamente?

Con Pupi Avati mi piacerebbe molto. Mi dà sempre l’idea di cercare tutto ciò che una persona ha dentro e che ancora non è riuscito a tirare fuori, mi affascina.

Consiglierebbe ai più giovani di intraprendere la sua stessa strada, oggi? Per quale motivo?

In questo momento no. Non lo consiglierei. Non lo vedo un mondo sicuro, che può garantirti un futuro certo.

Dopo “Come un delfino” che progetti professionali ha in serbo?

Sicuramente continuerò a portare nelle piazze il mio cabaret. Continuo poi ad essere a teatro con Stefano Reali, con uno spettacolo dal nome “Era ora”. Poi mi vedrete al cinema con un film di VanzinaSapore di te” e in tv con un’altra serie de “I Cesaroni”. L’importante è non fermarsi mai!

About Mara Guzzon

Nata nei pressi di Lodi, si è laureata in Scienze e Tecnologie della comunicazione presso lo IULM di Milano. Nella stessa città ha frequentato il Master in Giornalismo e critica musicale del CPM Centroprofessionemusica e ha iniziato ad intraprendere i primi passi nel mondo del giornalismo scrivendo e fotografando. Appassionata di musica, cinema e televisione, attualmente collabora con siti appartenenti al settore dell'intrattenimento e con una web radio.

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