Piazzapulita, Cirino Pomicino si commuove per Andreotti (VIDEO)

By on maggio 7, 2013
Le lacrime di Cirino Pomicino

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Non ha resistito alla commozione Paolo Cirino Pomicino durante Piazzapulita, nel ricordare l’amico Andreotti morto dopo una lunga ed intensa carriera politica. Ex ministro e plenipotenziario della Democrazia Cristiana negli anni ’80, l’anziano politico irpino si è concesso alle telecamere per tessere le lodi del “Divo Giulio”, un simbolo per l’intera classe dirigente della “Balena Bianca” forgiatasi negli anni del Pentapartito e delle “convergenze parallele” di dorotea memoria. Strategia della tensione, compromesso storico, lotta al terrorismo, infiltrazioni della criminalità nelle istituzioni ed altro ancora hanno fatto da parole-chiave di una discussione cominciata su tv e giornali a poche ore dalla scomparsa del 94enne statista romano e destinata a durare a lungo.

Lo storico simbolo dello scudo crociato oggi non è una calamita di consensi, ma non pochi tra i dirigenti di vario livello di Pd e Pdl rivendicano con orgoglio le loro radici democristiane, citando spesso e volentieri i vecchi “padri costituenti” centristi come modelli di buon governo e pluralismo democratico: lo stesso neo-premier in carica Enrico Letta, tanto per citare l’ultimo esempio di ex dc approdato ai vertici dello Stato abbondantemente dopo la fine della Prima Repubblica, ha dalla sua una breve ma significativa esperienza formativa all’interno della “parrocchia” che fu di Don Sturzo e De Gasperi.

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Piazzapulita ha aperto ieri con le significative lacrime di Paolo Cirino Pomicino per la scomparsa dell’amico e “maestro” Giulio Andreotti, facendo seguire all’introduzione ad hoc di Corrado Formigli l’intervista-copertina di Manuela Iatì al fedelissimo seguace di un uomo pubblico “che divide ancora l’Italia”. Ospiti del programma de La7 erano il direttore del Fatto Quotidiano Antonio Padellaro, il direttore di Europa Stefano Menichini, l’economista Tito Boeri, l’onorevole Paola De Micheli del Partito Democratico, l’europarlamentare del Popolo della Libertà Lara Comi e l’esperta di economia Lidia Undemi.

Se da un lato le forme ed i contenuti della politica sono ormai cambiati, essendo finita pochi anni dopo la caduta del muro di Berlino l’epoca dei grandi partiti di massa espressione di ideali e culture profondamente radicati nella storia del secolo scorso, dall’altro non si può dire che manchino i nostalgici della Democrazia Cristiana, del Partito Comunista ed ingenerale dei vecchi “riti” di una partecipazione alla vita pubblica mai definitivamente rimpiazzata da nuovi modelli: in questa chiave, l’ombra di Andreotti sembra continuare a stagliarsi su premier e ministri dei recenti e futuri governi, soggetti alle fluttuazioni di una vita istituzionale tutt’altro che facile, oggi come ieri.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

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