The Voice: gli ascolti della decima puntata. Nessun concorrente convince del tutto

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text-align: center”>foto di fabio troiano e carolina di domenico a the voice

THE VOICE OF ITALY: LA DECIMA PUNTATA. Ieri sera è andato in onda il terzo live show di The Voice, lo spettacolo ha avuto un leggero calo di ascolti rispetto alle puntate passate, totalizzando 2.824.000 telespettatori pari al 13.02% di share. Un risultato non entusiasmante, per una puntata che non ha convinto del tutto. Il meccanismo si è rivelato troppo ripetitivo ed identico a quello dei primi due live, con la sola novità che il pubblico da casa poteva scegliere due cantanti da salvare e non uno. Ai coach l’incarico di decidere il terzo concorrente da portare alla puntata successiva. Anche in questo caso le scelte fatte e le motivazioni a supporto, non sono state differenti da quelle utilizzate nelle nove puntate precedenti. Il rischio noia era dietro l’angolo e in alcuni momenti non si è riusciti ad evitarlo. I vari concorrenti, forse anche a causa di alcune scelte musicali non proprio adatte alla loro personalità, non hanno entusiasmato e convinto del tutto, attestandosi intorno ad un livello medio. Il team più forte resta quello di Cocciante, che vanta tre talenti molto forti vocalmente. La Carrà è riuscita a comporre una squadra carismatica e piena di volti giovani. Pelù può contare su Cavicchini, mentre la squadra più debole è quella di Noemi con la sola eccezione rappresentata da Silvia Capasso.

foto-fabio-troiano

Nella puntata di ieri, i coach si sono esibiti con i propri team omaggiando dei grandi interpreti della musica internazionale. La performance più riuscita è quella del Team Noemi, che hanno intonato dei testi  della indimenticata Amy Winehouse, mentre la Carrà ancora una volta sulle note di We are family, riesce a coinvolgere tutto il pubblico. Bisogna darle atto di essere una numero uno nel suo genere. Ancora una volta Troiano risulta essere troppo ingessato e poco spontaneo. Non riesce a tenere in mano le redini di una diretta, manca di spontaneità e non sottolinea per nulla (cosa che un presentatore dovrebbe saper fare) i momenti salienti o quei particolari che meritano una certa attenzione. Bocciato anche alla decima emissione, ci auguriamo che se The Voice dovesse essere riconfermato il prossimo anno, si pensi ad un volto nuovo, magari da pescare tra le giovani leve della conduzione televisiva.

Promosse invece le coreografie e le scenografie, così come gli arrangiamenti musicali, che danno quel tocco di internazionalità, del quale la trasmissione ha bisogno. Alla vigilia dei live si promettevano esibizioni dei concorrenti, tanto con i coach quanto con i vari ospiti della puntata. Dopo la terza diretta possiamo affermare di non aver ancora visto questa interazione ospite/talento, e ci auguriamo che nelle prossime puntate le varie guests siano inserite maggiormente nel meccanismo dello show. Giovedì prossimo ci sarà l’undicesima puntata del talent nel corso della quale saranno resi noti i nomi dei semifinalisti della prima edizione di The Voice of Italy. Ci aspettiamo dei grandi colpi di scena, onde evitare che il pubblico televisivo cambi nuovamente canale.

About Salvatore Petrillo

Avellino gli ha dato i natali, sotto il segno del Toro. La sua passione per la conduzione televisiva e tutto quanto fa spettacolo è nata con lui e fin da piccolo partecipa a feste, recite e saggi. All’età di 8 anni comincia lo studio del pianoforte frequentando poi il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Laureatosi prima in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e poi in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti, continua ad approfondire e conoscere meglio tutte le varie sfaccettature del mondo televisivo. Collabora con il quotidiano a tiratura regionale Corriere dell’Irpinia scrivendo di attualità, cronaca, spettacolo e con l’agenzia di organizzazione eventi ADVS di Roma. Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Londra, dove ha cercato di rubare i trucchi del giornalismo anglosassone, torna in Italia per frequentare un corso di dizione e uso della voce e uno di conduzione televisiva presso l’Accademia 09 di Milano. In futuro sogna di farsi strada nel mondo della conduzione televisiva e dello spettacolo.
Articolo aggiornato il

One Comment

  1. rossella

    maggio 10, 2013 at 17:56

    Secondo me il pubblico premia lo spettacolo che puntata dopo puntata dimostra di rispettare una liturgia capace di conferire identita’ allo show.
    Questo non accade nel caso di The voice. Basta guardare alla conduzione che assume sempre una caratteristica diversa. Il linguaggio e lo stile sono fondamentali. Bisogna convenire su qualcosa. Ieri ad esempio Troiano spesso occupava lo spazio tra i coach. In un’altra puntata stava anche accanto alla Di Domenico. A me piace sempre meno perche’ e’ stato scelto proprio perche’ in quel programma avrebbe stonato il conduttore. Da attore si prestava bene a fare lo speaker. Mi piaceva di piu’ quando era defilato o comunque distaccato. A questo punto meglio una voce fuori campo! L’unica momento che mi e’ piaciuto e’ stato l’omaggio a Rita Pavone; ha un repertorio che spesso viene dimenticato come quello di Teddy Reno. Questi artisti mi piacciono molto perche’ hanno conservato una notevole eleganza! Tra le esibizioni corali scelgo quella di Noemi.

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