Vinicio Marchioni si confessa su Max: “Dopo Romanzo Criminale stavo per montarmi la testa”

By on maggio 5, 2013

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VINICIO MARCHIONI, “IL FREDDO” DI ROMANZO CRIMINALE SI RACCONTA –  Salito alla ribalta della popolarità grazie alla fiction Sky Romanzo Criminale, Vinicio Marchioni è ora considerato uno dei migliori attori del nuovo panorama italiano. Calabrese d’origine e con all’attivo un diploma da attore, si fa conoscere dal grande pubblico quando Stefano Solima, regista di Romanzo Criminale, lo sceglie nel cast della propria fiction per interpretare “il freddo“, personaggio letterario del romanzo al quale si rifà la fiction. Prima di lui, lo stesso ruolo era stato rappresentato per il grande schermo da Kim Rossi Stuart nella precedente pellicola di Michele Placido, e Marchioni ha retto ottimamente il confronto raccogliendo intorno a se una buona manciata di complimenti e apprezzamenti alle sue spiccate capacità attoriali. Nel prossimo numero di Max in edicola martedì 7 maggio, si trasforma in modello per il numero del mese e parla delle proprie esperienze professionali e dei suoi nuovi personaggi teatrali in controtendenza con l’antieroe di Romanzo Criminale.  A proposito della fiction, parla di come gli occhi della gente abbiano rischiato di fargli montare la testa.

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Dopo Romanzo Criminale il rischio di montarmi la testa c’era. Prima non ero nessuno, il momento dopo ero bravissimo, il migliore. Ma io non ero cambiato, era lo sguardo degli altri a essere diverso

DA ANTIEROE AD OMUNCOLO MEDIOCRE ED INFEDELE – Eppure la testa non se l’è montata, ma le sue qualità da attore hanno avuto modo di continuare ad esprimersi attraverso le commedie all’italiana come Amiche da morire e Passione sinistra. “Adoro interpretare questo genere di omuncolo, tragico e ridicolo” dice, e  lo definisce “con le dovute proporzioni” come “il discendente dei personaggi di Sordi, Manfredi e Tognazzi“. Oggi si trova impegnato in teatro al fianco di Stanley Kowalsky con il dramma “Un tram che si chiama desiderio“:

Con Stanley Kowalsky condivido gli eccessi d’ira. Impazzisco quando mi va la goccia di sangue al cervello. E poi sono anche io molto fisico, ma non un prevaricatore, certo non con le donne. Ho costruito il personaggio con ironia, puntando sulla sua ignoranza

LA MADRE E’ LA SUA PRINCIPALE ISPIRATRICE – E’ rimasto dunque con i piedi ben saldati per terra ed è riuscito a non montarsi la testa, e questo lo deve in particolar modo alla propria madre, la sua vera e propria “Ancora alla realtà” che ha preso in mano completamente da sola il ménage familiare dal momento della scomparsa del marito. Vinicio aveva soli 15 anni quando il padre è venuto a mancare, ed ha sempre visto la madre, ora sua principale ispiratrice, sacrificarsi per la propria famiglia. Dimostra di avere ancora ben chiaro il senso della realtà quando, sentendosi chiedere cosa farebbe se non fosse un attore, risponde:

Forse lavorerei al ristorante che gestisco con mio fratello. In fondo, sarebbe lo stesso lavoro: far star bene le persone per un paio d’ore. Pagano, e io non posso risparmiarmi: glielo devo

About Vito Tricarico

Nato nel cuore del sud nel 1993, diplomato da non molto come Tecnico della Gestione Aziendale. Curioso osservatore con la voglia di costruirsi ogni cosa con le proprie mani, dedica il proprio tempo a dilettarsi nella scrittura, nel disegno e dare seconda vita ad oggetti comuni.

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