David Parenzo conduce “La guerra dei mondi”: il nuovo talk generazionale di Rai3 in onda da venerdì 14 giugno

By on giugno 7, 2013
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text-align: center”>David Parenzo conduce "La guerra dei mondi" su rai3

David Parenzo approda su Rai3 con un nuovo talk-show in prima serata, quattro puntate per mettere a confronto due universi apparentemente contrapposti: La guerra dei mondi è il titolo del format Rai-Endemol Italia che vuole raccontare l’attualità attraverso il conflitto tra due generazioni diverse, gli under 40 e gli over 60. Il programma, in onda da venerdì 14 giugno su Rai3, non è un talk politico, piuttosto porrà l’accento sul sociale, affidandosi ad ospiti in studio, al pubblico e ai rappresentanti delle diverse generazioni a confronto.

David Parenzo è contrattualmente legato a La7 fino a fine anno, ma la rete di Urbano Cairo gli ha concesso un mese di aspettativa per sperimentare questo nuovo programma su Rai3: tornerà a fare l’inviato di In Onda, il talk condotto da Luca Telese e Nicola Porro (anche lui in procinto di approdare in Rai con Virus – Il contagio delle idee) in onda ogni sabato e domenica dopo il TgLa7. Naturalmente resterà alla conduzione del programma radiofonico La Zanzara su Radio24, insieme a Giuseppe Cruciani. E visto che proprio in radio di scherzi ne ha visti fare a bizzeffe, quando è stato contattato dal direttore di Rai3 Andrea Vianello ha subito pensato che fosse una presa in giro.

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Solo dopo aver realizzato che la proposta era concreta, David Parenzo ha accettato con entusiasmo. Alla stampa ha spiegato che il suo talk metterà faccia a faccia chi rappresenta interessi ed esigenze diverse in merito a temi scelti di volta in volta. Nella prima puntata si parte dalla madre di tutte le emergenze sociali, il lavoro che non c’è, ma anche quello precario e quello garantito. L’obiettivo? Così lo spiega Parenzo:

Spiegare lo scontro in atto tra chi è garantito e chi no, chi è costretto ad andare in pensione e chi non ci andrà mai (…) due tribune, da una parte i giovani, dall’altra i diversamente giovani, con tre testimonial noti per l’uno e l’altro fronte, che svilupperanno con me il racconto e il dibattito. Il pubblico con le sue storie sarà parte integrante della trasmissione. E poi ci sarà una sorta di ‘saggio della terra di mezzo’ in tutte e quattro le puntate: una figura autorevole he ci aiuterà a tirare le fila

Sul suo profilo Twitter il giornalista ha pubblicato una foto del team che lo affianca nella proparazione del programma, tra cui il produttore Endemol Edmondo Conti, l’inviato di Uno Mattina Andrea Di Carlo e Antonio Sofi. Si parte venerdì 14 giugno, dalle 21.10 su Rai3.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

One Comment

  1. rossella

    giugno 7, 2013 at 18:56:35

    Mi sembra interessante anche quando noi giovani ci trovismo in una condizione di vantaggio.
    La nostra famiglia e’ un talk show. Tra di noi c’e’ un divario notevole perche’ ci divide una storia segnata da date che hanno cambiato la famiglia ad esempio. Il sessantotto e’ stato questo. Adesso sembra che la famiglia sia in crisi ma non e’ cosi’; e’ solo caduto quel muro di conformismo che induceva ad avere un certo timore reverenziale e a non conoscersi fino in fondo pur nel reciproco amore.
    Mica il mondo e’ peggiorato? Ci mancherebbe! Infatti dal mio punto di vista non esistono i valori tradizionali, quelli che nell’immaginario collettivo sono un reperto della tradizione e quindi sono da museo. Penso alla famosa Gaudium et Spes, un testo del 1965, che letto adesso ti fa capire che negli anni sessanta il mondo si preparava ad un nuovo umanesimo.
    Ovviamente noi giovani possiamo maneggiare questo materiale con il giusto distacco senza nostalgia. Ma e’ anche giusto che qualcuno pensi al futuro!

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