Elezioni comunali a Roma, Andrea Vianello respinto al seggio perché considerato “deceduto”

By on giugno 11, 2013
Elezioni a Roma, equivoco per Andrea Vianello

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Le elezioni comunali di Roma hanno registrato un’affluenza non certo esaltante, ma neanche quest’anno sono mancati episodi paradossali all’interno dei seggi. Una delle “vittime” dei classici qui pro quo burocratici, durante le votazioni per il ballottaggio, è stato il direttore di Rai Tre Andrea Vianello, presente nei registri della sezione di appartenenza con l’inquietante dicitura “dec” (abbreviazione di deceduto). C’è voluto un serrato tira e molla con scrutatori e presidente per risolvere l’equivoco e consentire al giornalista del servizio pubblico di esercitare il proprio diritto di elettorato attivo per la scelta del nuovo sindaco della Capitale.

A Roma le elezioni comunali si sono svolte e concluse ordinatamente, soprattutto in occasione del ballottaggio che da sempre richiede operazioni elettorali assai meno impegnative degli altri turni, come confermato dalla durata limitata dello spoglio (un paio di ore al massimo in tutti i seggi della città) di quest’anno. Non senza ampie dosi di scaramanzia, Vianello ha raccontato all’agenzia nazionale AdnKronos lo strano episodio accaduto nel primo giorno del voto che da lì a qualche ora avrebbe sancito l’incoronazione di Ignazio Marino a primo cittadino del capoluogo laziale.

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“Avevo notato la perplessità dei componenti del seggio dall’inizio, non appena avevo presentato il mio documento. Sugli elenchi il mio nome era stato barrato perché ero considerato defunto. Considerato che mi ero recato a votare dal primo turno, quindi sarei morto negli ultimi 15 giorni, ma ero lì in una situazione tipicamente kafkiana. Poi mi son recato in banca per accertarmi del mio conto corrente e mi hanno confermato che sono vivo e vegeto” scherza coi colleghi della stampa il giorno dopo del disguido il diretto interessato. La curiosità del voto (inizialmente) negato al massimo dirigente della terza rete della tv pubblica è stata riportata dal Messaggero e da diverse testate online, alleggerendo in parte il clima d’attesa dei risultati della contesa elettorale.

Roma era il banco di prova di queste elezioni comunali, vinte a man bassa dai candidati del Pd in tutta Italia, tra primo turno, ballottaggi ed “appendice” finale in Sicilia, ma ad uscire ulteriormente rafforzato dalle urne nella tornata di Maggio e Giugno 2013 è stato ancora una volta il cosiddetto “partito dell’astensione”, spina nel fianco di governi e amministrazioni di ogni colore degli ultimi anni. Sarà compito dei neo-eletti sindaci e delle maggioranze al seguito venire incontro al crescente disagio di laghi settori dell’elettorato locale e nazionale, sfiduciato dalla crisi economica e dalla mancanza di risposte istituzionali ai problemi concreti di tutti i giorni (lavoro in primis).

About Marco Franco

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