Fabio Troiano, dopo The Voice of Italy una full immersion nel cinema

By on giugno 1, 2013
Fabio Troiano, conduttore di The Voice

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Per Fabio Troiano l’esperienza a The Voice of Italy 2013 è stata un’importante prova di maturità, nel ruolo non facile di conduttore televisivo, che non tutti gli “esordienti” riescono ad interpretare al meglio. Il live show di Rai Due ha raccolto discreti risultati a tutti i livelli ed ha confermato il buono stato di salute del genere “talent” sulle reti generaliste, riuscendo in buona misura nell’impresa di non far rimpiangere X Factor al pubblico più giovane appassionato di spettacoli musicali dal vivo in tv. In finale ha prevalso la diciannovenne albanese Elhaida Dani, apprezzata da addetti ai lavori e telespettatori per grinta e capacità artistiche, ma sono tanti i concorrenti diventati popolari nel giro di poche settimane, grazie alla preziosa vetrina offerta dal programma che ha al contempo lanciato nelle insolite vesti di giurati-allenatori Piero Pelù, Riccardo Cocciante, Noemi e l’inossidabile primadonna del varietà nazionale Raffaella Carrà.

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Fabio Troiano con The Voice of Italy si è tuffato in un esperimento dagli esiti non scontati in partenza, non essendo semplice per un attore abituato a set di film e fiction intraprendere la strada della conduzione in diretta e di una trasmissione peraltro nuova e rivolta ad una fascia di pubblico assai esigente. Il bilancio, a detta del diretto interessato, è senza ombra di dubbio positivo, anche se non sono mancati dall’inizio fino alla serata finale di giovedì scorso pareri discordanti sulla scelta di affidare ad un personaggio estraneo al “giro” dei presentatori e degli spettacoli musicali un compito così delicato:Il mio mestiere è un altro, sono contento di fare l’attore. I risultati di The Voice sono buoni, perchè oltretutto il programma funziona a prescindere. Il punto di forza sono i ragazzi che cantano, io soffrivo per loro e li capivo quando sostenevano i provini.

Collettivo è stato il lavoro portato a termine con professionalità ed entusiasmo dai vari tasselli dello show, a partire dalla componente “tecnica” dei coach affiancati ai giovani concorrenti. Nessuno degli artisti messi in giuria è sembrato fuori posto, nonostante i dubbi della vigilia sull’accostamento di personaggi sulla carta incompatibili tra loro per storia ed orientamento culturale/musicale. La prova del nove sul complessivo risultato dell’esperimento, ad ogni modo, sono stati i download e le ricerche in rete dei brani interpretati sul palco di The Voice of Italy: non solo la canzone vincitrice “When Love Calls Your Name”, ma anche “Nati Liberi” di Veronica De Simone e “A Fuoco” di Timothy Cavicchini, hanno incontrato il favore di migliaia di ascoltatori, facendo ben sperare per il futuro dei partecipanti al talent appena concluso.

 

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

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