La7 e i tagli di Cairo: a rischio Santoro, Formigli, Telese e Gruber?

By on giugno 16, 2013
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La7 costa troppo e bisogna “chiudere i rubinetti che perdono“: parola di Urbano Cairo, neoproprietario dell’emittente tv, che aveva già annunciato una spending review nella prima conferenza stampa dopo la cessione. Ora l’editore è alle prese con la preparazione del piano industriale e stando alle indiscrezioni di Dagospia.com, la scure dei tagli si sarebbe già fatta sentire. In particolare, denuncia il sito di Roberto D’Agostino, a pagare la riduzione dei costi aziendali sarebbero i giornalisti di La7: ritardi dei pagamenti, collaboratori dei programmi di rete come In Onda o L’aria che tira senza stipendio da 15 giorni e un generale richiamo all’austerità che potrebbe incidere anche sui programmi di punta dell’informazione.

La7 deve certamente tenersi stretti i volti simbolo della rete come Lilli Gruber, Corrado Formigli, Luca Telese e Mirta Merlino (che col suo programma mattutino L’aria che tira macina ascolti più di tanti altri), ma la riorganizzazione delle risorse avrebbe imposto un drastico ridimensionamento dei loro compensi. Secondo Dagospia la proposta di rinnovo del contratto per i volti della rete sarebbe stata ritoccata al ribasso del 30%. In calo anche le retribuzioni dei giornalisti delle varie redazioni dei programmi tv, con un taglio di almeno il 10% sul rinnovo di contratto. In totale le riduzioni agli stipendi dovrebbero coinvolgere tra il 20 e il 50% dei dipendenti.

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La7 può puntare su molte risorse interne di qualità per ridurre i costi e mantenere alta l’offerta (ne è l’esempio l’ottimo TgLa7 di Enrico Mentana). In particolare, pare che Urbano Cairo sia interessato a dare più risalto a programmi che hanno dimostrato di tenere alta la fascia degli ascolti, come Coffee break di Tiziana Panella: la giornalista campana conduce il talk di approfondimento ogni mattina dalle 9.50 alle 11 e lo ha trasformato in poco tempo nel programma più visto in questa fascia oraria. Già conduttrice del telegiornale durante la direzione di Lerner, formatasi in Rai nella scuola di Michele Santoro ai tempi di Il raggio verde e Sciuscià, con Coffe break ha fatto registrare nei primi mesi del 2013 una share media del 5% con punte anche oltre il 9%. Numeri importanti per un programma che costa molto meno rispetto a quelli delle sorelle Parodi, peraltro deludenti negli ascolti.

Ma a fare rumore nelle rivelazioni di Dagospia è lo spettro della spending review anche su Michele Santoro e il suo Servizio pubblico: “Ci rivediamo a settembre, qui o da qualunque altra parte” ha detto il giornalista chiudendo l’ultima puntata di quest’edizione, ma il sito di D’Agostino lancia l’allarme. Il programma costerebbe circa 400mila euro a puntata,  un costo elevato per l’emittente, che comunque ottiene ricavi importanti in termini di introiti pubblicitari. Santoro è riuscito a mandare in onda il suo programma un anno fa in multipiattaforma solo con le donazioni spontanee degli spettatori e i proventi degli spot pubblicitari. Considerando la buona media degli ascolti di Servizio pubblico di quest’anno e perfino degli speciali Servizio pubblico più senza la diretta (come l’ultimo avvincente reportage Giallo Vaticano), sembra strano che con Cairo non si trovi un accordo per trattenere il giornalista e la sua valida squadra di lavoro su La7. Anche perchè altre fonti parlano invece di un contratto già firmato per la prossima stagione.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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