Lino Banfi confermato in Un Medico in Famiglia 9: per lui altri 13 episodi

By on giugno 3, 2013
lino banfi un medico in famiglia scena

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LINO BANFI FIRMA PER ALTRE 13 PUNTATE TORNANDO IN UN MEDICO IN FAMIGLIA 9 – Notizia confermata in anteprima assoluta dal blog LoSpaccaTv.it: contrariamente a quanto si vociferava nelle scorse settimane, Lino Banfi tornerà a vestire i panni di Nonno Libero anche nella nona stagione di Un Medico in Famiglia. Il noto attore pugliese ha siglato un nuovo accordo con il gruppo Rai lo scorso 1° giugno con il quale riconferma i suoi impegni nella serie tv del Primo Canale. Le riprese dovrebbero ripartire a breve e, il nonnino più famoso d’Italia, dovrebbe prendere parte a ben 13 puntate.

Nel frattempo, la vita pubblica di Lino Banfi continua senza sosta. Infatti, in questi giorni il protagonista di pellicole memorabili con “Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio” tornerà nella sua terra natia (Andria, provincia di Barletta-Andria-Trani) dove riceverà la cittadinanza onoraria del luogo e dove assieme ad altri andriesi d’eccellenza (il giornalista di RaiUno Francesco Giorgino e l’attore Riccardo Scamarcio) si dedicherà ad un evento di beneficenza.

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In merito alla prossima stagione di Un medico in Famiglia 9, sono pochissime le anticipazioni pubblicate sul web. Si è accennato all’arrivo di Flavio Parenti nel cast, che dovrebbe ricoprire l’inedito ruolo di Lorenzo Martini; si è detto anche che la coppia composta da Giulio Scarpati e Francesca Cavallin non saranno sul set per questa edizione.

Una grossa perdita per la serie tv italiana potrebbe essere anche la “scomparsa” di Maria Martini (alias Margot Sikabonyi) accennata nell’ultima puntata dell’ottava stagione per via di una convivenza a New York con il ricongiunto Marco Levi. Ultimo, ma non per importanza, pare confermato anche l’abbandono di Beatrice Fazi, Melina.

Tutto questo ricambio gioverà alla serie? Probabilmente no.

About Gigi

Gigi, classe 1989, pugliese doc. Figlio della generazione 2.0 e appassionato di Social Media, coltiva moltissimi hobby: il video editing, la recitazione, bloggare online, cimentarsi nella fotografia e nel web-design.

3 Comments

  1. rossella

    giugno 3, 2013 at 19:49

    Dal mio punto di vista Banfi rappresenta ancora l’avanguardia degli artisti. Si mette sempre in discussione. Il Medico senza di lui perde la famiglia. Basti pensare a Il padre delle spose. Ancora una volta ha portato in scena il senso della famiglia e ha sfatato il luogo comune che vuole che solo i figli debbano rispettare le scelte sentimentali dei genitori. Il nostro ordinamento ci insegna questo quando esplora il diritto di famiglia. Questo soggetto invece pone l’accento sulla liberta’ di un figlio di esprimere quello che sente. Purtroppo non ho potuto seguirlo la prima volta che e’ andato in onda ma lo seguiro’ senza ombra di dubbio giovedi’.
    Mi sembra l’approccio giusto e per me vale piu’ di mille coming out!

  2. Chris

    giugno 4, 2013 at 23:32

    Io adoro Un medico in famiglia. Li seguo dalla prima serie, mi hanno sempre appassionato tutte le stagioni, sono state tutte molto interessanti. Questa fiction io la ritengo come una delle fiction italiane più belle che sono state mai create. Perché in questi anni mi sono reso conto, che ogni stagione, tratta un argomento basa. Ad esempio quest’ultima, l’ottava ha trattato come argomento la crisi che vive, purtroppo, l’Italia. E penso anche che Lino Banfi, sia uno degli attori migliori. E mi fa moltissimo piacere che abbia deciso di partecipare a tutti gli episodi della nona stagione. Io lo seguirò come sempre, perché io sono cresciuto con la famiglia Martini.
    Buona fortuna per tutto Lino 😉

  3. rossella

    giugno 5, 2013 at 10:09

    Sposo il punto di vista di Chris in merito alla lettura di questa stagione. Banfi ha chiuso magistralmente. Tuttavia penso che certe analisi si dovrebbero lasciare alla storia.
    Adesso siamo ancora immersi in questa cultura decadente e un soggetto di questa natura corre il rischio di diventare un manifesto programmatico. Dipende tutto dal contesto e dai generi. In una televisione generalista non e’ il massimo. Dal mio punto di vista prevale il meccanismo dell’identificazione.
    L’immagine della donna andava inquadrata dalla prospettiva di chi liquida un uomo alla prima mancanza di rispetto e non da quella della donna che si vuol confrontare con la sua rivale. Margot/Maria che in una scena incontra Carolina/Antonia: assurdo!
    I bambini poi che diventano il discrimine per continuare o interrompere una storia d’amore! Il personaggio di Anna era fuori dal mondo. Ha lasciato il fidanzato quando ha scoperto che stava per diventare padre e poi quando si e’ venuto a sapere che non era suo figlio ci e’ tornata insieme incurante del fatto che comunque in quei mesi di separazione lui aveva fatto coppia con un’altra donna e si preparava ad accogliere un bambino, immagino con molta gioia! Erano una famiglia. Adolescenti ma mica tonti!
    Ma cosa avranno di tanto speciale questi uomini? Queste cose non accadevano neanche ai tempi di mia nonna.
    Meno male che almeno Ligabue canta: ” Non va piu’ via l’odore del sesso che hai addosso”
    I personaggi di questa sceneggiatura sono fuori da questa logica anche quando dovrebbero trasmettere il loro potenziale erotico durante tutta la storia. Una scena di sesso non significa niente in termini di passione. Zero erotismo e sospetta autostima: troppa o troppo poca?
    Spesso a me sembrano solo dei cartoni animati; il metro utilizzato oscilla tra la vita e la morte. In mezzo c’e’ una voragine.
    Non leggo la distanza tra l’essere e il non essere. Manca sempre quella terza dimensione caratterizzata dalla storia, dall’ etica e dalla dignita’ di un protagonista!

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