Premio Carlo Bixio, ritorna il concorso per giovani sceneggiatori

By on giugno 10, 2013
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AL VIA LA SECONDA EDIZIONE DEL PREMIO CARLO BIXIO INDETTO DA MEDIASET, RAI E APT – Dopo il successo dello scorso anno, il “Premio Carlo Bixio” giunge alle seconda edizione grazie alla collaborazione di Mediaset, Rai e APT (Associazione Produttori Televisivi) sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. L’iniziativa porta il nome del produttore di Un medico in famiglia e de I Cesaroni, scomparso nel 2011 a causa di un malore. Una grande opportunità per tutti gli aspiranti sceneggiatori in cerca di un punto di svolta. In un mondo dello spettacolo dove vige ancora la legge del più forte o del più raccomandato, il “Premio Carlo Bixio” appare come un’isola felice per gli amanti del settore. Il concorso punta sui giovani, infatti è riservato ai candidati di età compresa tra 18 e 40 anni, autori di una sceneggiatura originale di fiction in linea con lo spirito delle produzioni già realizzate da Carlo Bixio. Sono ammessi anche elaborati  creati da gruppi di persone, ma i partecipanti dovranno nominare un rappresentante comune. Un requisito fondamentale del progetto è sicuramente l’originalità, in quanto l’elaborato dovrà essere inedito.

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Uno scatto di Carlo Bixio

Inoltre, come recita il bando di concorso, “quest’anno il Premio Carlo Bixio invita i giovani autori a cimentarsi nel genere della commedia con preciso riferimento a quella cosiddetta all’italiana che grande fortuna ebbe nel cinema dalla fine degli anni cinquanta ai primi anni settanta per la sua capacità di cogliere, ben oltre il mero momento di evasione, materiale prezioso dal reale”. Viene riproposta la giuria dell’edizione precedente, presieduta da Gabriella Campennì Bixio e composta da Francesca Galiani per Mediaset, i registi Riccardo Milani e Francesco Vicario, gli sceneggiatori Ivan Cotroneo e Sandro Petraglia. Ai giurati della prima edizione si unisce Leonardo Ferrara per Rai Fiction. Il vincitore otterrà un contratto di licenza con Mediaset della durata di 12 mesi e un corrispettivo di  15.000 Euro. Nel 2012 il premio è stato assegnato a Vlad e lo scudo elfico (My first life) di Davide Aicardi e Marco Renzi, durante il RomaFictionFest 2012. I protagonisti sono degli adolescenti appartenenti alla community di un gioco fantasy online. Insieme impareranno a capire e ad affrontare le difficoltà della vita: quella reale, non la “parallela” vissuta quotidianamente al computer. Il termine ultimo per inviare le sceneggiature è il 29 luglio 2013 alla segreteria del Premio Bixio, presso la Sede dell’Associazione Produttori Televisivi (Via Giunio Bazzoni, 3, 00195 Roma). Per maggiori informazioni è possibile scaricare il modulo d’adesione e il bando all’interno dei seguenti siti: www.fiction.mediaset.itwww.quimediaset.itwww.apt.it,www.rai.it.

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2 Comments

  1. Rossella

    giugno 10, 2013 at 14:40:39

    Mi sembra molto interessante soprattutto perché i lavori premiati mi fanno pensare che infondo avrei fatto bene a partecipare.
    L’anno scorso avevo cominciato a lavorare intorno ad un’idea nata dalla mia passione per Paolo Uccello. Ovviamente si trattava di uno spunto per approdare a temi che attraversano in senso trasversale la nostra vita: l’amore, l’amicizia, la giustizia sociale, il lavoro, l’immigrazione e quindi l’integrazione “oggi” – analizzandone limiti e possibilità d’incontro -, le tele(d)visioni, i ceti sociali e l’omologazione, il rapporto che ciascuno ha con la sua identità e la sua storia, l’autonomia dell’arte e il futuro dell’informazione. Volevo parlare del progresso ma poi qualcosa mi fece desistere perché rispetto alla fiction a cui sono abituata mi sembrava un soggetto a limite del fantasy dal momento che tutta la trama avrebbe avuto come baricentro un manoscritto di Jacopo da Varagine, “La Legenda Aurea”. Secondo me non ci può essere un compromesso tra la cultura e l’intrattenimento proposto dalle generaliste. Sarebbe auspicabile ma ci vogliono anni prima di tornare allo stile della televisione prima maniera, quella che incuriosiva tantissimi intellettuali. Prima nei film c’erano i caratteristi, oggi manca quell’autenticità perché siamo molto televisivi e riportare in video il romano di borgata è anacronistico: semplicemente non esiste. Oggi la commedia all’italiana siamo noi! Infatti nella mia idea c’era la possibilità di poter abbracciare il Mediterraneo nel tentativo di ritrovare quell’autenticità che oggi si può recuperare in un campo di prima accoglienza a Lampedusa. Avevo pensato proprio ad una giovane musulmana, Silene, originaria di Tripoli che si trasferisce in Brianza – in una palazzina che simbolicamente racchiude l’Italia della Seconda repubblica – con la madre e i fratelli per ricongiungersi al padre che lavora come manovale. Ovviamente ho scelto Tripoli per ritornare con flash-back all’infanzia della protagonista che si lega a doppio filo con quella della zia che quando la Libia fu occupata dalle truppe degli Alleati si era dovuta separare dal soldato italiano che avrebbe dovuto sposare. Un personaggio visionario. Oggi la fiction ha bisogno anche di personalità estreme per revisionare la psicologia del personaggio che spesso non è ben definita. Comunque la consegno in esclusiva a voi de La nostra tv! Vi risparmio i dettagli sulla storia d’amore perché questa cornice è una rilettura in chiave contemporanea del famoso quadro di Paolo Uccello, San Giorgio e il drago.

  2. Rossella

    giugno 10, 2013 at 14:46:10

    Vi chiedo scusa perché ho esposto il mio pensiero in maniera indecifrabile. Mi sono fatta prendere la mano e come al solito non ho riletto il commento!

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