Pupetta Maresca, Guia Jelo in esclusiva a Lanostratv.it: “Tra me e Manuela Arcuri c’è stato uno scambio reciproco”

By on giugno 13, 2013
Guia Jelo Intervista

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PUPETTA IL CORAGGIO E LA PASSIONE, INTERVISTA A GUIA JELO – Questa sera tornerà in onda la fiction “Pupetta – Il coraggio e la passione”, in prima serata su Canale 5: per farci raccontare qualcosa di più su questa serie diretta da Luciano Odorisio, abbiamo rivolto qualche domanda ad una delle attrici presenti nel cast, Guia Jelo.

Guia Jelo è un’attrice siciliana di grande esperienza, che abbiamo visto sia in tv, che al cinema , che a teatro. Sul grande schermo ha collaborato, tra gli altri, con Marco Risi e Ricky Tognazzi; e ha preso parte ad importantissime produzioni televisive quali “La Piovra 9”, “Il Commissario Montalbano”, “L’onore e il rispetto” e “Don Matteo”.

Giovedì scorso, 6 giugno 2013, invece, è apparsa nella nuova produzione di Alberto Tarallo per Mediaset, “Pupetta, il coraggio e la passione”, al fianco di Manuela Arcuri. La mini-serie in quattro puntate – che racconta la storia vera di una donna che si batte per quello in cui crede, andando contro la criminalità organizzata – ha esordito superando i 5 milioni di telespettatori, risultando la più seguita di questa primavera (su Canale 5). Guia Jelo ha raccontato al nostro blog la sua recente esperienza, spiegandoci quali siano secondo lei i punti di forza di questa serie, e svelandoci con sincerità alcuni episodi riguardanti la sua longeva carriera.

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In questo periodo sei sugli schermi di Canale 5 al fianco di Manuela Arcuri inPupetta Maresca”: puoi dirci qualcosa su questa recente esperienza?

Voglio approfittare di questa utile testata per raccontare sul web l’opinione del più importante critico della mia vita professionale e non solo, che è mio figlio Vincenzo Filippo, persona di cui mi fido ciecamente, il quale all’inizio mi ha ferito e poi mi ha dato spunti su cui riflettere. Infatti, Vincenzo mi ha detto che devo fare di tutto per lavorare nel mio dialetto o in italiano. Io sono siciliana. Devo dire, però, che lavorare in napoletano è stata una scelta  da parte della rete e soprattutto da parte di Tarallo esclusivamente artistica. È una prova di attenzione artistica e stima nei miei confronti. È un disegno, è un’operazione, è una costruzione che io faccio, perché non è nel mio dna. Non si pensi che perché esisteva il Regno delle due Sicilie, allora napoletano e palermitano sono la stessa cosa. Il partenopeo, l’accento camorrista, è totalmente diverso da quello mafioso e nella costruzione della battuta e nel pensiero. Chissà magari questa mia intervista aiuterà a farmi interpretare qualche ruolo nel mio dialetto.

Quali pensi che siano i punti di forza della serie?

Beh, non posso che essere soddisfatta dei risultati della prima puntata, anche perché la prima puntata è quella in cui io sono più presente. Nel resto della serie, il mio personaggio, come è giusto che sia, va scemando. Il mio è un personaggio fatto di silenzi, fatto di interiorità. Essendoci poche battute, io sono stata molto favorita dalla regia, che a mio avviso è stata impeccabile.

Riuscirà il grande pubblico ad apprezzare argomenti e personaggi così delicati e intensi?

Secondo me è merito della regia e delle scelte di Tarallo, perché avrebbe potuto rischiare di non fare questi ascolti, soprattutto fuori Napoli. Ha avuto tanto successo anche al di fuori. È stato prezioso l’aiuto di Tarallo, persona squisita, che riesce a dare il meglio anche perché sceglie e lavora sempre con grandi registi, non guarda alle raccomandazioni, ha molto potere decisionale e questa è la sua fortuna.

Comè stata lesperienza sul set? Come ti sei trovata a lavorare con la Arcuri e gli altri colleghi?

È stata un bella esperienza. Credo sia stato fondamentale il feeling artistico che si è creato con la signora Arcuri, attrice, secondo me, bravissima. Tra di noi c’è stato uno scambio reciproco, entrambe abbiamo imparato e preso qualcosa l’una dall’altra. Ci siamo aiutate a vicenda a migliorarci sempre di più.

Quali caratteristiche dovrebbe avere secondo te una serie per avere successo?

Il potere del produttore, che deve chiaramente essere in grado di farlo, e delle scelte artistiche. Deve essere esente da spinte istituzionali. Tarallo è un autonomo. Sicuramente è fondamentale la scelta del regista come nel caso di “Furore”.

Hai sempre voluto fare lattrice o è stato un percorso casuale?

Ne l’uno nell’altra, o entrambi. L’ho sempre voluto fare da ragazzina però sono un avvocato, dovevo fare il penalista, avrei dovuto seguire le orme di mio nonno e mio padre. Però devo ammettere che ho sempre voluto fare l’attrice. Fu Turi Ferro a vedermi e fu per caso, e da lì ho iniziato a fare questo percorso con lui.

Consiglieresti a chi sta per farlo, di intraprendere la strada attoriale? Che qualità bisogna avere per sfondare in questo complicato mondo?

È necessario avere molto fegato, poco cuore, molto cervello e abilità nei contatti con le istituzioni. E questo è mostruoso. Sicuramente c’è bisogno anche di tanta fortuna, e quindi di affidarsi alla dea bendata. È fondamentale anche un appoggio nepotistico. Al di là di tutto, lo  consiglierei a chiunque, amo questo lavoro, sarebbe bello se lo facesse mio figlio.

DopoPupetta”, dove ti vedremo prossimamente?

In televisione non c’è nulla. Diciamo che non ho abilità con le istituzioni. Tranne per il fatto che ho avuto la fortuna non nepotistica ma artistica di avere incontrato Alberto Tarallo, che a mio avviso non risente delle oppressioni istituzionali, lui possa mettere in atto in “Furore” la sua enorme stima nei miei confronti.

About Mara Guzzon

Nata nei pressi di Lodi, si è laureata in Scienze e Tecnologie della comunicazione presso lo IULM di Milano. Nella stessa città ha frequentato il Master in Giornalismo e critica musicale del CPM Centroprofessionemusica e ha iniziato ad intraprendere i primi passi nel mondo del giornalismo scrivendo e fotografando. Appassionata di musica, cinema e televisione, attualmente collabora con siti appartenenti al settore dell'intrattenimento e con una web radio.

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