Speciale Showcase di Emma Marrone: “Ascoltare Amami in radio è un’emozione davvero forte”

By on giugno 14, 2013
Speciale Showcase di Emma Marrone

text-align: justify”>Speciale Showcase di Emma MarroneSono state numerosissime le persone, tra ragazzi e adulti, che ieri 13 giugno sono accorse allo Spazio 900 di Roma per assistere allo Speciale Showcase di Emma Marrone, organizzato per i fortunati vincitori del concorso Tim Young in collaborazione con Cubo Musica. È stato per così dire una sorta di anteprima del suo Schiena Tour 2013 che partirà il prossimo 16 novembre e anche se manca ancora un po’ di tempo all’inizio del tour, già ieri sera l’emozione è stata fortissima. Con la sua solita grinta, carica e nello stesso tempo “ansia a palla”, come lei stessa ha dichiarato sul suo profilo Twitter, la cantante salentina è riuscita a tenere il palco in modo straordinario, coinvolgendo tutto il pubblico. Era la prima volta che cantava dal vivo alcuni degli inediti contenuti nell’album come “Schiena”, “1 2 3”, “Dimentico tutto”, “L’amore non mi basta”, e accompagnata dalla sua nuova band ha dato vita ad uno show interamente acustico conclusosi con il singolo di grande successo “Amami” che da qualche giorno ha totalizzato le oltre 5 milioni di visualizzazioni su YouTube.

Subito dopo l’entusiasmante spettacolo, Emma si è sottoposta a domande di fans presenti in sala e domande provenienti direttamente dal sito di Cubo Musica, tenendo a precisare l’importanza di essere liberi, facendosi scivolare addosso i pregiudizi che alcuni hanno su di lei.

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Ad esempio, riguardo al modo di cui si rapporta con i suoi fans, Emma risponde: “Essere fan è una cosa bellissima, anche io lo sono, però essere fan è una cosa, la morbosità è un’altra. Questo vale anche per la vita di tutti i giorni, non solo per chi fa questo mestiere, ci sono comunque degli equilibri da mantenere e quando mi sento dire che sono un personaggio pubblico rispondo che io faccio l’artista e questo mestiere mi ha portata ad esserlo; ma prima di tutto sono una persona, ed essere un personaggio noto non vuol dire essere al 99.9% alla merce di tutti e dover dire e fare cose che gli altri vogliono, perché noi non siamo burattini. Le chiedono se ha altre canzoni scritte interamente da lei e se le andrebbe di tradurre il suo disco in un’altra lingua e risponde ad entrambe le domande di si. Riguardo al brano che l’ha più commossa la prima volta che l’ha ascoltato risponde: “Probabilmente Amami perché l’ho scritta per caso, giocando, e non pensavo che qualcuno avesse avuto il coraggio di metterla nel disco. Quando poi ho iniziato a lavorarci e mi han detto che sarebbe stato il primo singolo ero completamente stupita e ho pensato che è proprio vero che può succedere tutto nella vita perché l’ho scritta per un mio bisogno di farlo e non perché il disco avesse bisogno di altri pezzi. Sentirla poi in radio è stata un’emozione forte. Ha avuto modo di celebrare sempre di più cos’è per lei la musica: “La musica può essere tutto e niente, ti dà dei momenti di luce e momenti di buio in cui vorresti sprofondare, però è un’esigenza, un prolungamento di quello che sono dentro, la musica sono io quando sono sul palco e quando sono a casa, la musica fa parte di me!”. Spesso in questo periodo si parla di plagi musicali, e alla domanda che il sound del disco si avvicina a quello di Pink, lei ribatte: “Beh L’amore non mi basta è un plagio totale, solo che io lo faccio e lo dico, perché non credo ci sia niente di male; se ascolto una canzone e questa mi piace tanto, mi viene il desiderio di farne una simile, cosa c’è di male? Se poi lo sai fare bene è meglio, almeno se copi, copi bene. Pensa che quando è uscito il disco, volevo scrivere tra parentesi al nome della canzone, Try, titolo della canzone di Pink, perché volevo palesarlo prima che gli intelligentoni dicessero che è un plagio, ma me l’hanno impedito”. “Sono contentissima che il disco è tra i primi dieci posti in classifica, perché in un momento così di crisi essere in quelle posizioni senza fare nemmeno fare incontri promozionali con i fans è un risultato bomba, e questo è anche grazie a loro che mi supportano a prescindere dal successo, che ci sia o meno”.

Erano tanti i volti noti del mondo dello spettacolo che si sono potuti notare tra il pubblico: gli ex concorrenti di Amici, Pasquale Di Nuzzo (reduce dell’ultima edizione del talent in cui Emma gli ha fatto da coach), Giuseppe Giofrè (concorrente dell’undicesima edizione), Paolo Stella (dopo aver partecipato alla seconda edizione del talent e alla fiction Un ciclone in famiglia, prossimamente uscirà con un libro scritto interamente da lui e poi con il film Two Left Arms diretto da Domiziano Cristofaro, in cui interpreta il ruolo di protagonista) e per ultimo ma non ultimo, non poteva mancare l’attore più invidiato del momento, Marco Bocci (qui la sua intervista).

Alla fine del dibattito Emma viene chiamata a consigliare una lista di canzoni che poi tutti potranno ascoltare sul sito di CuboMusica e tra i 6 brani che lei cita spiccano quello di Gianna Nannini Profumo, Love Is A Losing Game di Amy Winehouse e Incredibile romantica di Vasco Rossi.

È stata una bellissima serata, ma solo un assaggio di quello che sarà il tour vero e proprio, che ricordiamo partirà il prossimo 16 novembre da Rimini.

About Paolo Mastromarino

Paolo Mastromarino (Classe 89) nato a Castellana Grotte (Bari), laureato in Scienze della comunicazione culturale e forme dello spettacolo presso l'università Lumsa di Roma, ad ora iscritto al corso di laurea magistrale in Produzione di testi e format per l'audiovisivo. Mi piace scrivere e da sempre sono appassionato di televisione, programmi televisivi e fiction, insomma mondo dello spettacolo in generale. Trovo molto interessante studiare il mondo televisivo straniero, soprattutto britannico e americano

One Comment

  1. rossella

    giugno 14, 2013 at 16:00

    Deve essere strano il rapporto con il pubblico. Anche a me creerebbe disagio. Poi uscire da Amici e’ ancora piu’ difficile perche’ in 20 anni la De Filippi e’ diventata una sorta di grande sorella. Maria appunto! Io ad esempio sono una fan di Raffaella Carra’ e mi accorgo che un filmato del 1974 crea in me una profonda nostalgia. Questo e’ molto strano perche’ non ero ancora nata! Quindi un artista dovrebbe contestualizzare l’ammirazione del pubblico e accettare questo piccolo disagio.
    La Carra’ e’ il metro con cui tra decenni potranno continuare ad analizzare lo spettacolo. Una grande artista prestata al piccolo schermo. Secondo me i piu’ grandi ispirano questa nostalgia proprio perche’ idealmente spendono il talento che gli e’ stato dato e la storia acquisisce un volto via via sempre piu’ umano proprio mentre la cultura sembra evolvere in una direzione opposta!

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