Giffoni Film Festival, Bandabardò: “Rifiutammo il Sanremo di Baudo, è un carrozzone”

By on luglio 24, 2013
Bandabardò

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Tra gli ospiti accorsi al Giffoni Film Festival ci sono stati anche i componenti della Bandabardò con il concerto tenuto nella serata di martedì 23 luglio. La band capitanati da Erriquez si sono raccontati in una speciale Masterclass con i ragazzi della manifestazione e si sono lasciati andare a qualche considerazione poco carina sul Festival di Sanremo. La Bandabardò, infatti, venne invitata a partecipare al Festival da Pippo Baudo, invito declinato prontamente: “Baudo ci aveva proposto di partecipare al Festival di Sanremo, ma quando abbiamo realizzato che avremmo suonato una stessa canzone per sette sere, abbiamo scelto di suonare sette sere in sette posti diversi. Non siamo mai scesi a compromessi. noi preferiamo avere un controllo su ciò che facciamo, senza sponsor, senza marchi, siamo liberi di suonare dove vogliamo

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Venuti al Giffoni Film Festival per festeggiare i loro venti anni di carriera, hanno deciso di presentare il loro docu-film dal titolo “Bandabardò un mistero italiano” e che ha visto la partecipazione di Carlo Lucarelli.  Un docu-film che spiega la storia della band che tra successi su successi continua a rappresentare un un fenomeno underground. “Carlo è bravissimo, riesce ad essere interessante anche parlando di noi.Per noi era un dramma dover scegliere solo alcuni episodi di 20 anni di musica, ma la ‘ lucarellizzazione’ del testo, con le sue frasi tormentoni “Ma questa è un’altra storia”, “Iniziare da una data”, ci ha aiutato molto nella scrittura“, ha spiegato la band italiana.

E sul fenomemo del momento, i talent show, Erriquez è sicuro: “Tra qualche anno avranno rotto gli zebedei e magari si inventeranno qualcosa di altro, ma il musicista deve suonare. I dischi oggi sono il frutto di persone che si stanno esibendo e non esprimendo, oggi si fa solo esercizio di canto. Oggi i ragazzi dovrebbero prendere esempio da Saviano a lui devo dire grazie per quello che sta facendo. Roberto deve essere visto come esempio, non come eroe“, ha concluso l’artista

About Federico Ranauro

Nato e residente in provincia di Salerno ma da cinque anni vive a Parma. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specializzazione in Giornalismo e cultura editoriale presso l’Università di Parma. Ha la passione per la scrittura e lavora come giornalista da circa tre anni, in particolare nel settore sportivo e televisivo.

One Comment

  1. rossella

    luglio 25, 2013 at 10:37:23

    Il festival di Baudo un carrozzone?
    Sicuramente non poteva funzionare sul piano stilistico perche’ nel bene e nel male il linguaggio e’ stato rivoluzionato. Dopo Maria De Filippi e’ difficile fare televisione. Mike cambierebbe lavoro e Corrado se ne andrebbe in qualche isola tropicale!
    Forse Bonolis ha dato il meglio perche’ e’ riuscito ad allinearsi con la tradizione sanremese e non ha lanciato nessuno. La musica era marginale, caricava tutto sulla gara. La competizione che tanto ci piace. Sul colpo non capii poi mi e’ stato chiaro il meccanismo dell’eliminazione e la rivoluzione del televoto. Quello significava contemporaneita’!
    Lui e la Clerici hanno dato spazio all’evento televisivo quando oggi la televisione e’ la grande assente. Basta guardare all’ESC per capire di cosa parlo. Ma io ci metterei pure Amici: ottimo traino!

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