Incontro con Max Pezzali: Repetto, i rapper e la canzone del millennio. Bagno di folla per il cantante

By on luglio 3, 2013
max pezzali alla feltrinelli

text-align: justify”>Se La Nostra Tv parla di un personaggio che forse ha più a che fare con la radio non è solo per le sue presenze al Festivalbar, la conduzione di “Le Strade di Max” su Deejay Tv o il suo ruolo di giurato in Mtv Spit quanto per l’importanza mediatica di un uomo che, volente o nolente, ha attraversato le vite di due generazioni. Quando si stringe tra le mani la copia di Max20, l’ultimo lavoro di Max Pezzali, la prima cosa che salta all’occhio non è l’evidente differenza tricologica tra il ciuffo del Max anni 90 e la pelata della versione 2013, contrapposti nella copertina del disco, quanto la potenza di un successo che non sente affatto il passare del tempo. Oggi più di ieri i fan di Max Pezzali lo seguono al limite dello stalking e intonano quelle note che, anni fa, cantavano i sedicenni dello scorso millennio. Max Pezzali ha inventato la macchina del tempo e non sono servite formule di fisica quantistica ma solo gli accordi de “Gli anni” o un paio di strofe di “Nessun rimpianto”.

Lo incontriamo alla Feltrinelli di Catania (c’eravamo già stati per parlare con Cristicchi) che, un’ora prima rispetto al suo arrivo, è già blindata come il caveaux di una banca con tanto di saracinesca abbassata e forze dell’ordine schierate all’esterno.

Centinaia di fan sono assiepati perfino sopra le copie dell’ultimo Dan Brown e il clima è quello da concerto a San Siro (con tanto di cori e lacrime). Alle 16 un tipo con il cappello esce fuori. Sembra Max Pezzali tredici chili fa e in effetti, dalle urla della folla, mi convinco che, si, è lui. Poco tempo “devo firmare gli autografi” dice lui. Tra la folla saltano fuori centinaia di copie del disco, qualcuna si infrange al suolo. “Ecco perchè nessuno compra i dischi” dice lui.

folla-alla-feltrinelli

Il disco in questione contiene 5 inediti (il primo, “L’universo tranne noi” è in heavy rotation nelle radio). Per il resto trattasi di un amarcord dei successi più belli riarrangiati con i nomi più influenti della musica italiana: Baglioni, Bennato, Cremonini, Jovanotti , Elio, Fiorello, Grignani, Nek, Raf, Ramazzotti, Renga, Giuliano Sangiorgi, Davide Van De Sfroos e Venditti. Ma non provate a chiedergli se gli è rimasto il desiderio di duettare ancora con qualcuno perchè lui, oltre a potervi cantare “Nessun rimpianto”, vi dirà che “si accontenta” di questo, “in fondo – dice – duettare con questi nomi è un privilegio”. Il mio rimpianto però è Mauro Repetto, il tizio danzereccio degli 883, e quando Max dice “ci siamo ritrovati” rischio di venire trascinato giù dalla commozione alla “C’è posta per te”.

“Abbiamo scritto due brani di Max 20” dice Pezzali. “La cosa bella è che si è ricreato il clima degli 883 senza nostalgia. Non abbiamo mai parlato del passato”.

Già, gli 883, un pilastro portante della musica italiana, i primi ad aver inserito quelle storie così comuni della provincia dove i motorini si fermano in salita e la noia dell’unico bar in città si vince con le risate tra amici. Oggi – secondo Max – quell’eredità l’hanno raccolta i rapper. “Il pop ha un perso quella voglia di raccontare il quotidiano” dice.

E adesso la cosa più difficile da fare: scegliere un pezzo simbolo nella raccolta di Max 20. Un’impresa praticamente impossibile perchè “ogni canzone rappresenta un pezzo importante della mia vita”. 2 nomi su tutti: “Gli anni” e “Tieni il tempo”, con quella Max ci ha vinto il Festivalbar. Sembrano passati secoli oppure giorni. Quando si ha davanti l’inventore della macchina del tempo l’effetto è quello.

About Simone Rausi

Quando nacque a Catania nel 1986, Pippo Baudo urlò “Fantastico!”. Già, la settima edizione era in onda su Raiuno in quel momento. Ha divorato decenni di fiction e programmi tv prima di laurearsi in Scienze della comunicazione. Ha fatto lo speaker, il giornalista, il blogger e attualmente è copywriter presso un’agenzia di pubblicità (ma sua nonna dice in giro che fa il copriwater). Ha scritto un romanzo sui carciofi ma non ne mangia uno da anni. Lo trovate su tutti i social network del mondo… o davanti qualche schermo.

One Comment

  1. rossella

    luglio 3, 2013 at 18:58

    Anche oggi ci sono moltissimi giovani artisti che possono rappresentare un esempio per i giovani. E’ bello sentirsi una generazione. Oggi ad esempio, in un’intervista a TV 2000, ho scoperto Davide Combusti, in arte The Niro, mi ha veramente stupito.

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