L’Agcom dà ragione a Renato Brunetta: “Più spazio al centro-destra da Fazio e Annunziata”

By on luglio 25, 2013
Rai Tre nel mirino dell'Agcom

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BRUNETTA E L’AGCOM BACCHETTANO FAZIO E ANNUNZIATA. L’esposto presentato dal capogruppo del Popolo della Libertà alla Camera ha sortito l’effetto desiderato: in alcune tra le più seguite trasmissioni del servizio pubblico, a partire dalla prossima stagione televisiva, il centro-destra avrà diritto al più volte invocato “riequilibrio” di presenze. Oggetto dell’istruttoria appena conclusa dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, in particolare, sono stati due programmi di Rai Tre, Che Tempo Che Fa e In Mezz’Ora, da tempo nel mirino degli uomini di punta dello schieramento guidato da Silvio Berlusconi.

L’Agcom è andata così incontro alle richieste di Renato Brunetta, “falco” del Pdl molto attento al tema dei mass media e della linea editoriale della televisione di Stato, in particolare della terza rete, storicamente considerata vicina al principale partito della sinistra italiana (prima Pci, poi Pds-Ds, oggi Pd). Fabio Fazio e Lucia Annunziata, secondo l’accusa, avrebbero dato nei mesi scorsi troppo spazio ad alcuni esponenti politici a discapito di altri, privilegiando ospiti appartenenti all’area “progressista” ed emarginando di fatto il fronte opposto, che dovrà essere adeguatamente risarcito con un maggiore peso nelle future puntate in programmazione da Settembre in poi.

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La vexata quaestio del pluralismo nella tv pubblica continua a dividere le forze politiche dell’attuale maggioranza, pronte a verificare da qui ai prossimi mesi la persistenza o meno delle condizioni per la prosecuzione dell’esperienza delle larghe intese, pena il ritorno anticipato alle urne. Proprio in questa chiave, il tema dell’informazione e della televisione nello specifico non potrà mai passare di moda tra i principali portavoce dei partiti nazionali, consapevoli del notevole peso esercitato (principalmente da vent’anni a questa parte) dai tradizionali mezzi di comunicazione di massa su una fetta non minoritaria dell’elettorato.

La decisione dell’Agcom, per Brunetta ed alleati, è un importante risultato da mettere in cascina per rilanciare la più generale battaglia sulla “faziosità” (vera o presunta, a seconda dei punti di vista) di conduttori di talk show e giornalisti di lungo corso invisi ai pidiellini in quanto “opinion leaders” di orientamento culturale lontano all’ex blocco governativo di centro-destra. Alle critiche ed alle relative sanzioni, per il momento, sfugge Giovanni Floris con Ballarò, promosso ufficialmente dall’organo di controllo in tema di comunicazione nonostante le lamentele inoltrate in diverse occasioni non solo dal Pdl sul nodo della parità di accesso agli spazi televisivi del “salotto” del martedì sera di Rai Tre.

Fonte: corriere.it

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