Max Pezzali in cerca di tormentoni: “Nord, Sud, Ovest ed Est” il nuovo programma di Italia Uno. E c’è anche Jake La Furia

By on luglio 5, 2013
tormentoni on the road

text-align: justify” align=”LEFT”>Qualcuno fermi Max Pezzali! Il ragazzo è chiaramente sciupato e di sto passo, tra un nuovo disco, un tour nelle librerie e un nuovo programma tv, resterà solo quella maledetta coppola che si porta in testa da un anno e la sua Harley. Oppure tra un altro ventennio saremo ancora qui a celebrare l’uscita di Max40, un’antologia di mezzo secolo targato Pezzali.

L’ultimo disco del cantante, Max20, ad un mese dalla pubblicazione, rimane stabilissimo ai piani alti della classifica (numero 2 per l’esattezza) e il singolo estratto, “L’universo tranne noi” rimbalza da una radio all’altra.

Ora, come se gli impegni musicali non fossero abbastanza e, giusto per riposarsi tra un duetto con Baglioni e uno con Ramazzotti, Max Pezzali torna in tv.

Lo avevamo lasciato conduttore di “Le strade di Max”, una sorta di reality per Deejay Tv e poi giudice di Mtv Spit. Stavolta Max fa il grande salto e passa alla generalista e per di più con un ruolo da vero conduttore.

 

club-dogo

Dal 15 Luglio, in prima serata tutti i lunedì, Max Pezzali sarà su Italia Uno per condurre “Nord, Sud, Ovest, Est – Tormentoni on the road”. Si tratta del classico programma cocomero della rete giovane Mediaset che, dai tempi di Lucignolo (e “Tabloid”), occupa lo slot del lunedì sera con un programma che sappia vagamente di mojito. Va da sè che il ruolo di Max non sarà confinato a quelo di conduttore per bene con cravatta e “Signore e signori buonasera” anche perchè, giusto per rendere l’idea, il partner televisivo di Max, in questa avventura, sara Jake La Furia dei Club Dogo, non proprio un Pippo Baudo di casa Mediaset.

Nel frattempo, dopo la tappa catanese (noi ci siamo stati, guarda le immagini), continua il tour promozionale nelle librerie e negli store di Max. Se anche voi non state più nella pelle all’idea di farvi fotografare con l’amico Pezzali, segnatevi queste date: il 4 luglio a Parma (Mediaworld – Centro Commerciale Euro Torri – Piazzale Balestrieri, 19/A – h.19.00) ; l’11 luglio a Brescia (Mondadori – Centro Commerciale Freccia Rossa – Viale Italia, 31 – h.15.30) e a Padova (Mondadori -Piazza Insurrezione 3 – h.19.00) ; il 13 luglio a Cantù (Mediaworld – Centro Commerciale Mirabello – Viale Lombardia, 68 – h.17.00); il 14 luglio a Bassano del Grappa (Mediaworld – Grifone Shooping Center – via Capitalvecchio, 88 -h.18.00); il 17 luglio a Reggio Emilia (Mediaworld – c/c I Petali di Reggio – Piazzale Atleti Azzurri d’Italia, 1 – h. 16.30); il 18 luglio a Imola (Mediaworld – Centro Commerciale Leonardo – Via Amendola, 129 – h.15.00) e Rimini (Mediaworld – Romagna Center – Piazza Colombo 3, Savignano Sul Rubicone – h.18.00).

About Simone Rausi

Quando nacque a Catania nel 1986, Pippo Baudo urlò “Fantastico!”. Già, la settima edizione era in onda su Raiuno in quel momento. Ha divorato decenni di fiction e programmi tv prima di laurearsi in Scienze della comunicazione. Ha fatto lo speaker, il giornalista, il blogger e attualmente è copywriter presso un’agenzia di pubblicità (ma sua nonna dice in giro che fa il copriwater). Ha scritto un romanzo sui carciofi ma non ne mangia uno da anni. Lo trovate su tutti i social network del mondo… o davanti qualche schermo.

One Comment

  1. rossella

    luglio 8, 2013 at 10:28

    Non sarebbe bello dare spazio anche agli Articolo 31? Hanno lasciato una traccia importante.
    Adesso c’e’ un approccio abbastanza autoreferenziale e comunque e’ tutto piu’ concentrato sulla critica ai modelli.
    Nei loro testi invece vedevi “l’intrattenitore che viene dal quartiere!” Sarebbe interessante tornare sull’album “Italiano medio” perche’ ci sono brani come La mia ragazza mena che lanciano grandi spunti di riflessione. Oggi nei testi l’analisi della societa’ non e’ piu’ tanto nitida. Eppure quel testo era di ampio respiro perche’ apriva il dibattito culturale e permetteva all’opinione pubblica di tornare su temi come l’emancipazione femminile, la liberta’ sessuale e la parita’. Penso che gli artisti servano anche a questo, ad accompagnare certi processi storici per garantire che alcune conquiste possano trovare una loro degna prosecuzione. Mi piace molto quel brano perche’ capovoge alcuni stereotipi ma gli stereotipi restano “non cucina in cucina mi cucina nel letto”! Ne deriva un evidente paura del “maschio” e quello che accade oggi e’ sotto gli occhi di tutti. Gli uomini sono sempre piu’ pronti a stare sulla difensiva perche’ infondo la vera rivoluzione del 68, dal mio punto di vista, sta nella consapevolezza che hanno maturato le donne di essere il sesso forte. Infondo se ci pensiamo la liberta’ sessuale appartiene alla donna e forse e’ proprio per questa ragione che la perdita della verginita’ ha sempre avuto qualche cosa di poetico. Forse in quegli anni i giovani non consideravano questo aspetto.

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