Nicola Porro e Virus nel mirino di Benedetta Tobagi: “Roba già vista…”

By on luglio 5, 2013
Virus nel mirino della critica

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Virus, il nuovo programma di Nicola Porro andato in onda mercoledì scorso su Rai Due, ha incontrato i favori di una fetta del pubblico “orfano” dei talk show in prima serata, ma sembra destinato ad incontrare parecchi giudizi negativi tra critica televisiva e mondo politico. Una delle “stroncature” più severe, a poco più di un giorno di distanza dall’esordio del talk show condotto dal vicedirettore de Il Giornale, è stata messa nero su bianco da Benedetta Tobagi, consigliera d’amministrazione della Rai, con un lungo post pubblicato sul sito Valigia Blu: “Il fact checking preannunciato si è tradotto in una plastica mise en scéne di un retroscena romano. Non è questa la nuova frontiera del giornalismo televisivo” ha attaccato la scrittrice milanese (figlia del giornalista del Corriere della Sera ucciso dalle Brigate Rosse nel 1980), riferendosi esplicitamente ad una delle innovazioni introdotte dal conduttore della trasmissione estiva di approfondimento politico della seconda rete della tv di Stato.

Nicola Porro e la sua “creatura” Virus incassano pertanto una bocciatura senza appello, dopo una sola puntata, direttamente da uno dei componenti professionalmente più qualificati del cda dell’azienda radiotelevisiva di Viale Mazzini, non solo sullo specifico punto dell’intervista “romanzata” sul modello di Servizio Pubblico, ma anche sul resto dell’impostazione, giudicata sul solco della “più vetusta e consolidata tradizione del talk show, qualcosa che si potrebbe definire già visto.

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Non è andata giù, a Benedetta Tobagi e forse ad una percentuale non del tutto irrilevante degli spettatori a casa, la forzatura adoperata dal presentatore nel proporre il contributo filmato come un documento fedelmente improntato alla reale dinamica dei fatti raccontati (attraverso una serie di dialoghi, riprodotti in forma indiretta da attori chiamati ad interpretare lo stesso Porro ed alcuni esponenti dell’ala “ortodossa” del Popolo della Libertà), mancando peraltro testimoni diretti dell’incontro oggetto della mini-fiction andata in scena durante il programma. A favore di Virus gioca al momento il fattore-Twitter, considerato l’ottimo riscontro ottenuto durante e dopo la diretta di mercoledì sera dagli hashtag collegati al programma: quasi il 50% dei tweet relativi alle trasmissioni di attualità e politica della giornata hanno ruotato attorno agli argomenti affrontati da Nicola Porro ed i suoi ospiti nel salotto televisivo di Rai Due, con una leadership (sia pure temporanea, ma certificata da osservatori competenti in materia di tv e web) nel settore informazione sui social network nazionali che lascia ben sperare i diretti interessati per il seguito dell’ambizioso esperimento del talk show “controcorrente” dell’estate 2013.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

3 Comments

  1. rossella

    luglio 6, 2013 at 16:39:17

    Sotto certi aspetti e’ un pensiero condivisibile. Pero’ vent’anni fa questo riscontro di pubblico lo aveva il Bagaglino. Adesso la politica e i suoi derivati vanno per la maggiore.
    Secondo me i piu’ interessati sono i giovani perche’ lo vedono come un teatro. Non e’ colpa delle televisioni. E’ vetusto tutto il resto. Prendiamo la legge sul divorzio. Il punto di vista di chi e’? Non certo il nostro. Secondo me in politica ci dovrebbero tornare i giovani per lavorare sul diritto di famiglia che presenta un sacco di lacune. Non vi pare? Se mi dovessi risposare per una questione di principio ricomincerei da zero perche’ quello che ricevi con un atto di donazione dai tuoi genitori non entra in comunione dei beni. Per questo motivo lascerei tutto ai miei figli perche’ in futuro dovrei comunque provvedere alle spese per i loro studi e il loro matrimonio. Ma questo e’ solo un esempio che mi fa pensare al fatto che una generazione fa una legge e poi chi la vive la perfeziona.

  2. Marco Franco

    luglio 7, 2013 at 0:40:17

    Che la politica attiri l’interesse del pubblico dovrebbe in sé essere un fatto positivo, purchè l’attenzione degli spettatori non si rivolga esclusivamente o prevalentemente agli aspetti meno “nobili” dei dibattiti televisivi (risse e urla incrociate, spesso accompagnate da un clima da stadio). Molti dei nuovi talk show sia della Rai che della concorrenza, fortunatamente, sembrano aver preso una strada diversa…

    • rossella

      luglio 7, 2013 at 10:18:42

      E’ vero!
      Pero’ ammetterai che infondo l’opera di divulgazione e di svisceramento di alcuni temi spesso si deve confrontare con l’arretratezza del resto del sistema televisivo. E’ facile dare la colpa ai talk show o ai palazzi del potere. In realta’ a me sembra che tutto il resto ci formi alla superficialita’; c’e’ un gap culturale che mi costa fatica quando devo dire ad un mio ipotetico figlio “lo stato siamo noi!”
      Mi sembra chiaro che Casa Vianello e’ finita. Quel microcosmo che ti faceva capire che sei un animale sociale. Molto spesso proprio nel bel mezzo dell’eta’ evolutiva scopri che un uomo che perde la testa per una donna come faceva Raimondo com la Kate di turno in realta’ e’ innamorato e quando ad innamorarsi e a progettare e’ tuo padre che succede? Io non saprei che dire, forse sono troppo bigotta, sta di fatto che oggi si parla sempre d’amore e non mi puoi venire a dire che programmi come U&D sono meglio di Vespa e di Santoro. Ci sono donne che guardano uomini baciare altre donne e cosi’ nasce l’amore. Nasce dal desiderio di stare con quella persona. Quanto di questo costume ritorna nelle nostre vite? Io dico parecchio. Nell’ultimo decennio si tradisce spesso per amore. Non sono il Censis ma mi guardo intorno.
      Per questa ragione penso che chi opta per la convivenza e’ immerso nel nostro tempo. E’ consapevole che niente e’ per sempre. E allora ecco perche’ non potremo mai gustare la bellezza delle leggi. Le sentiamo talvolta inutili ma non e’ cosi’! L’essere precario e’ anche questo.
      Mi scuso per il discorso contorto ma la politica che viviamo tocca questi aspetti della vita.
      Un saluto

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