Rai, scontro Gubitosi-Minzolini in Commissione Vigilanza: ascolti e deficit al centro della polemica

By on luglio 4, 2013
Vigilanza Rai, scintille tra Gubitosi e Minzolini

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Volano gli stracci in Commissione Vigilanza Rai, teatro di una feroce polemica tra l’ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il dg Luigi Gubitosi. Oggetto del contendere, i poco esaltanti numeri registrati dall’azienda televisiva di Stato negli ultimi anni, a livello di ascolti e di raccolta pubblicitaria in primis. Secondo il giornalista e senatore del Popolo della Libertà, gran parte delle responsabilità sulla delicata condizione in cui versa la Rai sarebbero da addebitare all’attuale gruppo dirigente, colpevole di essersi presentata come una sorta di “Messia, dal quale ci si sarebbero attesi ben altri risultati rispetto a quelli presentati”. Gubitosi, secondo Minzolini, si dovrebbe dimettere se i dati da lui forniti si rivelassero sbagliati”, anche perché “non è dato sapere dove sia il vantato successo di pubblico.

Le sedute della Commissione Vigilanza Rai, presieduta in questa legislatura dall’esponente del Movimento 5 Stelle Roberto Fico, da sempre offrono occasione a parlamentari dei vari schieramenti presenti nelle due Camere di interrogare i vertici del servizio pubblico a 360 gradi, confutando aspetti gestionali e linea editoriale in contraddittorio con le altre forze politiche oltre che coi diretti interessati.

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Il nuovo corso della televisione statale, inaugurato un anno fa sotto l’egida del governo tecnico di Mario Monti, ha messo in discussione alcuni punti fermi delle gestioni precedenti, provando ad allentare (senza tuttavia particolari strappi) la pressione dei partiti sull’amministrazione del servizio pubblico per favorire l’ingresso di manager e professori nelle stanze di viale Mazzini. La risposta di Gubitosi alle “sfida” portata in Vigilanza Rai dal rappresentante del Pdl è arrivata a stretto giro di posta, con altra benzina sul fuoco di un dibattito che, con ogni probabilità, nelle prossime settimane avrà un seguito sulla carta stampata ed in altre sedi diverse da quelle istituzionali.

“Sotto la guida di Augusto Minzolini l’azienda ha ottenuto la multa più alta per infrazione di pluralismo, corrispondente a 350 mila euro”, si è difeso l’ex amministratore delegato del gruppo Wind Telecomunicazioni, rivendicando al contempo la discontinuità dell’attuale gestione rispetto al passato, soprattutto in tema di imparzialità ed efficienza. Pur non replicando apertamente alle stoccate più pesanti ricevute pochi minuti prima (“La sua nomina è frutto di una determinata stagione politica, non certo dell’arrivo della cicogna aveva attaccato in aula Minzolini) il direttore generale ha ribadito con fermezza l’intenzione di rilanciare la Rai attraverso una rinnovata attenzione alla razionalizzazione dei costi ed alla valorizzazione delle risorse esistenti, intervenendo se necessario sui “rami secchi” e sulle sacche di inefficienza accumulati nel tempo.

About Marco Franco

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