Resistenza, l’Anpi critica Pippo Baudo: “Fuorvianti le tesi sui partigiani”

By on luglio 11, 2013
Anpi contro Baudo per "Il Viaggio"

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“Il Viaggio” di Pippo Baudo fa infuriare l’Anpi per il servizio sull’azione partigiana di via Rasella andato in onda nella trasmissione di lunedì scorso. Alla base delle contestazioni dell’associazione in difesa della Resistenza antifascista, la ricostruzione storica effettuata dalla redazione del programma insieme al generale Sardone, intervistato dal conduttore per ripercorrere i giorni-chiave del’insurrezione armata contro i tedeschi a Roma e in tutta Italia. L’agguato del 23 Marzo 1944 costò la vita a 32 militari nazisti e scatenò la violenta rappresaglia dei capi delle SS, pronti ad uccidere 10 civili per ogni soldato morto come promesso pubblicamente ai “nemici”.

Pippo Baudo, secondo l’Anpi, doveva e poteva evitare che nel corso de “Il Viaggio” si avallasse una visione parziale della Resistenza, accusata neanche tanto velatamente di aver compiuto attentati di tipo “terroristico”, termine usato dal maggiore dell’esercito italiano durante l’intervista trasmessa l’8 Luglio scorso, contestata anche per altri passaggi, non ultimo quello in cui si faceva confusione tra “Gruppi Armati Proletari” (formazione terroristica attiva negli anni ’70) ed i “Gruppi di Azione Partigiana” nati dopo l’8 Settembre 1943. “Parlando in quei termini della strage di via Rasella”, accusano i militanti dell’associazione fondata quasi 70 anni fa nella Capitale, “si è finito col legittimare le presunte leggi di guerra, continuando a diffondere l’idea sbagliata che si potessero eliminare 10 persone per ogni singolo tedesco ucciso”.

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“IL VIAGGIO” NEL MIRINO DELL’ANPI. Immediata la reazione del presentatore siciliano, dispiaciuto per la polemica scoppiata il giorno dopo dell’ultima puntata del programma itinerante di Rai Tre: “Si tratta di una spina dolorosa che si trascina nel tempo, ma i partigiani sapevano quali conseguenze avrebbero avuto le loro azioni, per quanto eroiche potessero essere. Diverso fu l’esempio del brigadiere Salvo D’Acquisto, immolatosi da solo per salvare 22 persone”. Nessuno, ha precisato Baudo all’agenzia di stampa Ansa, avrebbe mai avuto intenzione di offendere la memoria dell’antifascismo nella trasmissione estiva a sfondo storico sperimentata dalla terza rete della tv pubblica con altalenanti riscontri in termini di share.

Difficile che nei prossimi giorni si venga ad un chiarimento definitivo tra le due parti in questione, essendo tecnicamente impossibile che si possa dar luogo ad una puntata “riparatrice” con eventuali repliche e controrepliche dei diretti interessati di fronte alle telecamere: rispetto ad un tema così delicato come quello della Resistenza antifascista, però, ogni incomprensione o gaffe sui grandi media merita sempre un approfondimento ed un dibattito pubblico, specialmente se a trovarsi nel ruolo di protagonisti (più o meno consapevoli) sono volti noti dello spettacolo nazionale.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

2 Comments

  1. Rossella

    luglio 12, 2013 at 12:42:33

    Francamente non ho seguito questo programma perché fare televisione significa anche non stravolgerne il linguaggio corrente. Almeno quando ti collochi in uno spazio di nicchia. L’ho trovata un’operazione abbastanza presuntuosa con i tempi che corrono. Non era contemporaneo come linguaggio! Bastava guardare al ritorno di Costanzo per capire che sarebbe stato meglio rivolgersi altrove. Fare solo televisione è abbastanza alienante. Ho saputo che Costanzo torna alla radio: fa benissimo! In questi programmi sembra una pianta grassa: non senti l’esigenza di innaffiarla perché è sempre rigogliosa anche in mezzo al deserto! A parte tutto, per cambiare il linguaggio bisogna pensare allo sguardo della gente. Secondo me è degenerato tutto perché non ci sono molti giovani artisti: nessuno ha mai rischiato! Penso alle coppie di attori: secondo me oggi nessuna coppia diventerebbe una sit com. Ma secondo voi si fa più bella figura a crogiolarsi nel gossip? Sono punti di vista! Certo è che la gente cerca la verità in quello che guarda e quindi creare un fenomeno di costume intorno a un matrimonio come quello di Sandra e Raimondo potrebbe capovolgere le regole del linguaggio odierno. Ma si potrebbe fare solo attraverso un giornale con inserti da fotoromanzo! I primi romanzi non li pubblicavano a puntate? Comunque il linguaggio è importante: penso ad Anna dai capelli rossi. Non era la vera storia di un’adozione?
    Baudo comunque ha toppato! Non era coinvolgente. Assolutamente no!

  2. Marco

    luglio 13, 2013 at 23:13:49

    Rossella, ci fa piacere confrontarci coi tuoi commenti sempre garbati e ricchi di spunti. Senza voler troppo affondare il coltello su un tema delicato come quello della memoria storica, l’impressione è che Baudo abbia peccato di approssimazione lasciando spazio ad una sola tesi senza interpellare altri soggetti (gli ex partigiani) che avrebbero portato un importante contributo al “racconto”. Per il resto, l’idea di una trasmissione itinerante, sviluppata sul filo conduttore della storia nazionale, non era delle peggiori: l’esperimento ha funzionato solo in parte, ma rispetto ad altri programmi “Il Viaggio” ha perlomeno mostrato una maggiore attenzione ai contenuti anzichè agli elementi di contorno. Grazie per l’intervento.

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