Un posto al sole, intervista a Emiliano De Martino: “Alfonso Vitale è un personaggio quasi fuori contesto, ma questo contrasto è il suo punto di forza”

By on luglio 23, 2013
Emiliano De Martino Intervista

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EMILIANO DE MARTINO, UN POSTO AL SOLE, INTERVISTA – Il suo personaggio all’interno della soap di Rai 3 “Un posto al sole”, il camorrista Alfonso Vitale, ha terrorizzato la povera Angela Poggi (Claudia Ruffo) nel corso del periodo 2011-2012, per poi sparire dalla trama: lo scorso giugno è arrivata la conferma da parte dell’attore in persona, ovvero Emiliano De Martino, che tramite il Social Network Facebook aveva annunciato il proprio ritorno all’interno delle intricate storie di UPAS. Per l’occasione abbiamo rivolto qualche domanda a questo giovane interprete, di recente tornato sul set della soap opera partenopea.

Emiliano De Martino ha rivelato, nel corso di questa intervista esclusiva rilasciata al nostro blog, il percorso artistico che lo ha portato a recitare in “Un posto al sole”, ma anche di stimare molto Toni Servillo e Paolo Sorrentino, e infine di avere numerosi progetti lavorativi in cantiere per i prossimi mesi, tra i quali alcune partecipazioni presso importanti produzioni cinematografiche. Leggete cosa ci ha raccontato il simpatico attore.

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Visto il tuo recente ritorno, ormai da parecchio tempo interpreti Alfonso Vitale nel cast di “Un posto al sole”: come stai vivendo questa esperienza? Quali sono gli aspetti positivi del lavorare all’interno di una soap così longeva e rodata? E quelli negativi?

Si, è da un pò che faccio parte di questa soap e devo dire che tutto ciò che mi ha dato non me lo aspettavo minimamente. Alfonso Vitale è un personaggio molto particolare e direi quasi fuori contesto in un contenitore come un posto al sole, ma proprio questo contrasto, a mio avviso, lo ha fatto emergere particolarmente. Si distingue dallo stile della soap nonostante ne faccia parte e questo è geniale. Gli aspetti positivi sono tanti. In primis entrare a far parte di una squadra vincente è sempre positivo, poi la popolarità che upas riesce ad elargire a chi ci lavora come attore è allucinante. Di negativo, se così si può dire, c’è che la popolarità stessa porta una parte del pubblico a non scindere il personaggio dalla persona, e credetemi, mi capitano cose a dir poco surreali!

Il tuo personaggio è decisamente diverso da te, come riesci a calarti perfettamente in un personaggio così spietato?

Beh, questa è la base del mio lavoro. Se avessi voluto interpretare me stesso e dire le cose come emiliano de martino non avrei fatto l’attore. Secondo me, il personaggio più è lontano dall’attore che lo interpreta, più per l’attore stesso è affascinato e stimolato dal lavoro che va a fare su di esso. La credibilità di Alfonso Vitale sta non nel modo di recitare, e non solo, ma anche nel pensare come il personaggio stesso, uno sguardo cattivo non è tale senza un pensiero reale radicato nel nostro intimo e nel nostro passato.

Qual è stato il percorso artistico che ti ha portato ad “Un posto al sole”?

Il percorso è stato lungo e travagliato. Un posto al sole è arrivato dopo circa quindici anni di lavoro nel mondo dello spettacolo. Quindici anni di dura gavetta che mi hanno permesso oggi di vivere il mestiere dell’attore come un vero e proprio lavoro. Dal mio debutto come personaggio di strada nella serie “La nuova squadra 1 e 3”, sono arrivati altri ruoli del genere, come ad esempio quelli interpretati nel film “Tatanka” e poi “Un Posto al Sole” che mi ha reclutato regalandomi la gioia di farne parte.

Consiglieresti il tuo stesso cammino a chi si accinge ad intraprendere la carriera da attore?

È sempre difficile consigliare una cosa del genere, perché ogni aspirante attore ha delle proprie motivazioni, un passato dal quale viene o fugge e un futuro al quale aspira. Direi che se le motivazioni di un giovane sono tanto forti come erano le mie quando ho iniziato, e la fatica non lo spaventa, perché l’obiettivo prefissato è più importante del sacrificio…beh, allora a questa persona direi : “si, vai, credici e spacca!”

Hai altri lavori in cantiere? Cosa ti piacerebbe fare prossimamente?

Ho molte cose in cantiere. Il prossimo anno sarà per me importante con tante uscite al cinema, a partire da settembre “Dimmelo con il cuore”, ad ottobre “Che strano chiamarsi Federico” di Ettore Scola, poi a natale “Un fantastico via vai” con Pieraccioni e tante altre cose che sto girando in questi giorni e, a settembre, dovrei e dico dovrei lavorare in un progetto che mi piace tanto, spero di chiuderlo a breve! Incrociate le dita per me!

Lo faremo! Ti chiedo anche se c’è qualche attore/regista, sia italiano che straniero, che stimi particolarmente.

Uno in particolare non c’è, ma c’è uno straordinario attore che mi piace da sempre, ed ogni volta che vedo un suo film mi ipnotizza e mi fa venire voglia di avere una ventina d’anni in più per somigliargli almeno un pò. Sto parlando di Toni Servillo. Mentre un regista che stimo molto e spero di incontrare presto è Paolo Sorrentino, magari se glielo fate sapere mi aiutate!

Pensi che all’interno della tv italiana manchi o ci sia abbondanza di qualcosa?

Nella tv italiana manca la cosa che è l’esatto contrario di cui invece abbonda….

Puoi dichiarare qualcosa a tutti i fan di “Uno posto al sole?”

Dichiaro pubblicamente, nelle piene facoltà fisiche e mentali, ai fan di Un Posto al sole che vi adoro! siete stupendi….grazie per tutto l’affetto che mi dimostrate!

About Mara Guzzon

Nata nei pressi di Lodi, si è laureata in Scienze e Tecnologie della comunicazione presso lo IULM di Milano. Nella stessa città ha frequentato il Master in Giornalismo e critica musicale del CPM Centroprofessionemusica e ha iniziato ad intraprendere i primi passi nel mondo del giornalismo scrivendo e fotografando. Appassionata di musica, cinema e televisione, attualmente collabora con siti appartenenti al settore dell'intrattenimento e con una web radio.

One Comment

  1. rossella

    luglio 23, 2013 at 21:04:35

    Non seguo piu’ questa fiction da quando i personaggi mi hanno comiciato a dare l’impressione di non adeguarsi alle abitudini del posto. Magari si tratta di un punto di vista errato.
    La terrazza ad esempio non mi sembrava credibile. Troppo settentrionale! Ma secondo voi due si sposano per andare a vivere in una stanza e per giunta con degli amici? Ma un giornalista non si puo’ pagare l’affitto di un monolocale? E poi perche’ dividere un’unita’ immobiliare in una citta’ che non e’ Milano? Nessuno viene dalla periferia con i mezzi pubblici? E Guido perche’ viveva con loro? Se la metti come una favola la gente si abitua. Invece il desiderio della casa muove l’economia e si pensa al lavoro inteso come posto fisso e busta paga. Un personaggio come Franco non aveva senso: magari lo facciamo diventare pure il marito ideale! Un aspetto positivo non giustifica la totalita’ di un personaggio.
    E poi il cattivo con la faccia cattiva non funziona.
    Secondo me Bergoglio sul piano della comunicazione e’ molto piu’ pronto. Ad esempio ieri e’ riuscito a spiegare che “morto un Papa se ne fa un altro!” Molto efficace! La paura non esiste. Ma uno con la faccia da buono allora non puo’ essere cattivo?

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