“Angeli”: il film tv con Raoul Bova e Vanessa Incontrada

By on agosto 26, 2013
Raoul Bova

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ANGELI: IL FILM TV CON RAOUL BOVA E VANESSA INCONTRADA – Tempo di fiction. In Autunno sia Rai che Mediaset tireranno fuori dal mazzo nuove serie destinate a contendersi gli ascolti. E’ risaputo come la Rai abbia sempre più fortuna con i suoi prodotti, ma chissà che anche Canale 5 nella prossima annata non possa contare su dei buoni successi. Andrà in onda “Baciamo le mani” con Sabrina Ferilli e Virna Lisi, ci sarà il ritorno di Claudio Gioè e Claudia Pandolfi con “Il Tredicesimo Apostolo 2” e un film nuovo di zecca che vedrà protagonisti Raoul Bova e Vanessa Incontrada e che si chiamerà “Angeli”. Canale 5 punterà sul soprannaturale dunque perché questo tv movie ricalca film come Ghost o Uno strano caso in cui ad essere protagonisti sono dei fantasmi. Infatti, racconta di Claudio che farà una sorta di “patto con Dio”.  Quando la sua fidanzata Luisa avrà un incidente e si troverà a lottare tra la vita e la morte, l’uomo chiederà a Dio di prendere lui al suo posto. E la sua richiesta verrà accontentata.

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Luisa si salverà, ma l’angelo Uriel informerà Claudio che questo suo sacrificio salverà sì la donna che ama ma lui stesso perderà l’essenza umana e si trasformerà in un angelo custode. Claudio non accetta questa situazione e il suo mentore gli comunicherà che potrà scegliere se restare angelo o tornare umano solo dopo aver salvato tre anime. Claudio, dunque, ce la metterà tutta pur di portare a termine la sua missione, dovendo anche affrontare il fatto che Luisa ha perso la memoria e non ricorda chi lui sia. La donna potrebbe, perfino, innamorarsi di un altro uomo. Riuscirà questa fiction ad affrontare la concorrenza Rai? Il filone sovrannaturale avrà successo presso il pubblico italiano? Nel cast di “Angeli” avremo, oltre ai due protagonisti Bova e Incontrada, Ugo Pagliai (Uriel) Giampiero Judica, Lidia Vitale, Vincenzo Crea, Giampiero Mancini, Vittoria Piancastelli, Stefano Fresi, Carlo Molfese, Marco Bonini e Clotilde Sabatino. La regia è affidata a Stefano Reali, che firma anche la sceneggiatura con Uski Audino, Roberta Colombo, Alessandra Neri e Alberto Amoretti. Pare che se il tv-movie avrà successo, ne nascerà una serie tv…

About Dario Ghezzi

Dario Ghezzi nasce il 28 Giugno 1988. Fin da bambino matura la passione per la scrittura e il mondo dell’arte. Dopo il Liceo Classico si iscrive alla facoltà di Letteratura musica e spettacolo dell’Università la Sapienza di Roma laureandosi nel 2011. Nel 2012 si iscrive alla magistrale di Cinema Televisione e Produzione Multimediale dell’università Roma 3 e nello stesso anno ha frequentato una scuola di recitazione. E’ autore di tre romanzi usciti con ilmiolibro.it

One Comment

  1. rossella

    agosto 27, 2013 at 10:53

    Non e’ il mio genere ma non mi sembra male! Non ci sono riferimenti a nessuna religione e l’idea di un Dio che scende a patti e’ un’invenzione letteraria.
    Mi ricorda Fantasia.
    Se non ho capito male Benigni si dovrebbe produrre in uno spettacolo sui comandamenti. Sono curiosa ma velatamente scettica. Dopo l’Oscar Benigni sembra ininfluente nel panorama dello spettacolo italiano. Ma chi lo critica sbaglia e non ci rende giustizia. E’ come se si prodigasse di raccontare un’Italia che non ha molto a cuore le eccellenze. Infatti non mi piace quando si parla dei compensi dei campioni e di tutti coloro che hanno avuto un riconoscimento internazionale. Pessima pubblicita` che si aggiunge a tutto il resto! Benigni e’ un’eccellenza e gli italiani guardano con rispetto a tutti i red carpet – nessuno escluso, anche le vetrine televisive- figuriamoci se non riconoscono il prestigio di un riconoscimento di questa portata o delle Olimpiadi, degli Europei e dei Mondiali.
    Comunque Benigni, dopo l’Oscar, sembra sentire il peso dell’evento che sovrasta ogni suo lavoro. Ormai ogni sua “apparizione” e` un evento che vede punte di share che potrebbero intimidire chiunque.
    Non approvo il suo prossimo spettacolo perche` mi sembra banale. A me non piace l’ultimo Benigni, sembra partire dall’ovvio per non tradire le aspettative del pubblico e della critica. Dante, la Costituzione e adesso le Tavole della Legge quando basterebbe fermarsi al Codice civile. Sono curiosa di vedere come impostera’ il suo monologo. Altra cosa: perche’ persevera con i monologhi?
    Io lo avrei preferito in qualcosa di piu’ originale, tipo: Lettera a una professoressa! Magari creando un dialogo con un mimo che potrebbe diventare l’allegoria dell’intellettuale.
    In quel testo ci sono i Dieci Comandamenti: ” Per esempio ho imparato che il problema degli altri e’ uguale al mio. Sortirne tutti insieme e’ la politica. Sortirne da soli e’ l’avarizia!”

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