Canone Rai, ipotesi abolizione smentita da Catricalà: “Paghino tutti, no a sistemi alternativi”

By on agosto 1, 2013
Rai, niente riforma del canone

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CANONE RAI, NIENTE ABOLIZIONE. L’imposta a carico di tutti gli abbonati alla tv di Stato non sarà cancellata, nonostante l’interesse manifestato dal viceministro Catricalà per altri sistemi in vigore in paesi europei dove anziché tassare il possesso degli apparecchi televisivi si richiede ai cittadini un contributo legato alla cosiddetta “convergenza tecnologica”. Per l’ex rappresentante di vertice dell’Autorità generale sulle comunicazioni, la priorità del momento è la lotta all’evasione contributiva, finalizzata al miglioramento della qualità dell’offerta del servizio pubblico nel breve e medio periodo: “Non sono previste formule diverse, dobbiamo fare in modo che tutti paghino ha precisato Antonio Catricalà smorzando gli entusiasmi di chi vorrebbe dal governo Letta un intervento risolutore per consegnare alla storia uno dei balzelli più odiati da milioni di contribuenti italiani.

CANONE RAI, SALTA L’IPOTESI ABOLIZIONE. A chiedere un radicale cambiamento nel sistema di tassazione degli utenti della televisione pubblica era stato nelle scorse settimane il Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza, Roberto Fico, esponente di spicco del Movimento 5 Stelle, da sempre critico verso i vertici di Viale Mazzini ed i rappresentanti del mondo politico dentro la tv pagata coi soldi di tutti i cittadini.

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Il dibattito sul canone Rai, sui costi dell’azienda radiotelevisiva nazionale e sul pluralismo dei mass media è tutt’altro che chiuso, ma la prossima occasione di confronto tra forze politiche e rappresentanti istituzionale sarà a Settembre, quando si analizzeranno i costi, la trasparenza e gli aspetti fondamentali del contratto di servizio, sulla base del testo presentato da Catricalà e trasmesso al direttore generale ed al consiglio d’amministrazione.

CANONE RAI, QUALI ALTERNATIVE? L’imposta sull’utenza del mezzo televisivo rimarrà in piedi senza variazioni, almeno fino al prossimo anno, ma sul campo restano diverse opzioni per il rilancio della tv statale con riduzione delle spese a carico dell’erario ed eventuali ritocchi all’organigramma ed alla struttura di un’azienda che da tempo si trova alle prese con seri problemi di bilancio. Il pressing di Fico e di altri componenti della Vigilanza punterà a mettere in discussione sia gli antichi ”riti” di compromesso con la politica che la nebulosa gestione di alcuni capitoli di spesa, già finiti nel mirino del M5S dopo le prime riunioni della commissione. Su molte di queste questioni, lo stesso viceministro allo sviluppo economico ha assicurato che “sarà fatta chiarezza, attraverso una specifica norma che renderà trasparenti i costi degli stipendi dei dipendenti ed altri aspetti”.

About Marco Franco

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2 Comments

  1. enrico vitturini

    agosto 2, 2013 at 7:04:11

    secondo il mio parere la rai dovrebbe richiedere a skay e mediaset i dati dei loro abbonati e verificare che siano in regola con il canone (RAI) avrebbe così buon
    ritorno in termini economico

    • Alessandro

      agosto 10, 2013 at 3:17:17

      al posto di chiedere a mediaset e sky i dati… perché non facciamo un asta pubblica e vendiamo la Rai a uno o più privati? così la piantiamo di spendere 100 e passa euro per un servizio che molti di noi non sfruttano, la smettiamo di pagare degli idioti che conducono programmi Rai con stipendi da capogiro!! siamo seri! A cosa serve una televisione di stato?! A NULLA un conto se fosse gratis… Ma per quello che costa e per il servizio pessimo che offre, non capisco perché continuiamo ad andare avanti così.

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