La7, lite in diretta a “In Onda” tra Civati e Biancofiore: politica sull’orlo di una crisi di nervi (VIDEO)

By on agosto 7, 2013
Telese e la lite tra Civati e Biancofiore

text-align: center”>Telese e la lite tra Civati e Biancofiore

CIVATI E LA BIANCOFIORE, LITE IN DIRETTA A “IN ONDA” (LA7). Il clima politico, dopo la sentenza della Cassazione che ha decretato la condanna definitiva di Silvio Berlusconi per frode fiscale nel processo Mediaset, non sembra proprio volersi raffreddare: le turbolenze interne alla maggioranza sulla quale si sostiene il governo Letta crescono di intensità col passare dei giorni, preludendo ad una fase istituzionale di particolare delicatezza da qui alle prossime settimane. Pd e Pdl, alleati pro tempore nel discusso esperimento delle larghe intese, mostrano una reciproca insofferenza forse per via dell’incessante pressing proveniente dalle rispettive basi elettorali, messe a dura prova dal difficile e per molti versi inatteso compromesso tra “storici nemici” degli ultimi vent’anni di storia nazionale.

LA7, PIPPO CIVATI E MICAELA BIANCOFIORE DUELLANO IN DIRETTA DURANTE “IN ONDA”. Mentre le alte sfere del Popolo della Libertà e del Partito Democratico si interrogano sull’ipotesi di trovare un salvacondotto diretto o indiretto per l’ex presidente del Consiglio altrimenti costretto ad abbandonare anzitempo la politica attiva, deputati e senatori di centrodestra e centrosinistra continuano ad affrontarsi dentro l’arena televisiva, dando luogo ad una sorta di antipasto della campagna elettorale che da diverse parti viene invocata come soluzione imprescindibile all’attuale impasse.

civati-giovane-parlamentare-del-pd

BIANCOFIORE VS. CIVATI NEL TALK SHOW DE LA7. Indiscutibili protagonisti delgli accesi dibattiti allestiti nei talk show di Rai, Mediaset e La7, i rappresentanti delle ali più estreme dei principali partiti rivali non se le mandano a dire ad ogni occasione utile, accendendo gli animi nei programmi di punta dell’informazione estiva, con effetti tutt’altro che trascurabili sugli indici d’ascolto. Pur non raggiungendo (se non in limitati frangenti) i livelli di rissosità di altri spazi televisivi, sono le versioni estive di In Onda e Omnibus  ad ospitare quasi regolarmente le più feroci liti tra i falchi del Pdl e del Pd, attenti agli umori dell’elettorato ed insofferenti verso l’attuale assetto istituzionale.

Pippo Civati e Micaela Biancofiore, negli studi de La7, hanno replicato solo in parte le performances pirotecniche di alcuni “polemisti di professione” da talk show (Sgarbi, Santanchè in primis), battibeccando sui temi caldi del momento: “Sono berlusconiana ante litteram, per me il Cavaliere è innocente e ci sono i presupposti per la revisione del processo” ha argomentato la pasionaria altoatesina del centrodestra, rispondendo alle domande di Luca Telese e punzecchiando ripetutamente gli interlocutori Jacopo Fo e Giuseppe Civati, quest’ultimo indispettito fino al punto di accusare l’esponente pidiellina di “dire scemenze da tutta la sera offendendo l’altrui intelligenza” e “di essere follemente innamorata di Berlusconi“. Tra una stilettata e l’altra, il confronto-scontro è scivolato verso un più morbido finale di trasmissione, con tanto di pacificazione in extremis tra i due contendenti.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

6 Comments

  1. piero

    agosto 9, 2013 at 21:28

    salve avrei una critica da fare alla trasmissione di telese , in onda , ma come si fa ad invitare la carfagna la santanche’ ecc. Io dico ben venga il confronto ma nn c’è moderazione fanno sempre monologhi , fermatele un po’ nn se ne puo piu , per la questione di berlusconi che ha avuto tanti voti , nn è perche’ lui e bravo , ma se vi ricordate aveva promesso abolizione dell’imu e il rimborso di quello dell’anno prima , la gente si è fatta abbindolare dalle promesse . La popolazione ha la memoria corta il silvio ha mandato alla rovina l’Italia , nel 2011 ha dato le dimissioni consegnando la nazione a monti , sapete perche’,? ve lo dico io , nn sapevamo come porre rimedio alla crisi , ed ora ? vuole risolvere i problemi con la santanchè , la carfagna , la biancofiore ? povera Italia .

  2. Rossella

    agosto 10, 2013 at 11:23

    Non condivido il commento di Piero. Non si tratta di promesse; quelle tengono in piedi la campagna elettorale e rientrano nel programma di governo dei singoli schieramenti: aboliremo il canone Rai, ecc.
    Penso che il Cavaliere sia diventato un punto di riferimento per il suo elettorato perché la gente sente forte la questione dell’identità.
    Io ad esempio sono di destra, ma non mi presento e dico: piacere, mi chiamo Rossella e vota e voto per il centro destra. Voto a destra significa che mi riconosco in quei valori e francamente ho trovato più incisiva l’intervista che il Cavaliere ha rilasciato da Barbara D’Urso.
    Penso che ad oggi il Cavaliere o comunque il suo partito potrebbero avere ottime chance perché anche la destra sembra essersi appiattita sulla sinistra. In questo periodo mi hanno detto: mi sembri di sinistra!
    Non ho niente contro la sinistra ma non mi riconosco in quegli ideali. Queste larghe intese confondono anche me e se in autunno si dovesse andare alle urne penso di avere le idee abbastanza chiare.
    Comunque la vera partita non si gioca nei salotti televisivi. Quelli rappresentano uno spazio. Ho citato barbara D’Urso solo per farti capire che i temi che ha toccato in quell’intervento stanno a cuore a molti italiani. Le elezioni lo hanno dimostrato: Berlusconi ha avuto un rilancio che non saprei spiegarmi altrimenti.
    Poi progressivamente ci sentiamo sempre più precari con quello che si sente in tv. Quante separazioni dolorose e questi bambini contesi. E poi i processi, tutti questi delitti. Ma io continuo a credere nella giustizia anche se non mi spiego perché non ci sono pene più severe per tutto quello che si vede.

  3. piero

    agosto 10, 2013 at 20:35

    ciao rossella mi permetto di dirti che fra un po sara’ tolto anche il titolo di cavaliere perchè nn piu degno del fregio . E poi ne abbiamo piene le bisacce della destra sinistra ,ormai sono la stessa cosa dobbiamo liberare il campo da questa politica vecchia e corrotta tutti a casa . Spazio ai giovani ma con regole chiare per evitare gli stessi errori del passato . La politica deve essere al servizio del cittadino e nn per i soliti che si fanno le leggi ad personam , scusami nn voglio creare antipatie ma nn credi che adesso meritiamo gente piu’ seria ?

  4. Rossella

    agosto 10, 2013 at 21:46

    Ciao,
    non saprei rispondere al tuo quesito perché come avrai notato ho posto la questione in termini molto semplici, mi piaceva un punto che in teoria è quello del bambino di sei anni che guarda sua madre e sua nonna e poi guarda le nuvole.
    Ho cercato di calarmi nel punto di vista del cittadino medio, quello che in teoria non esiste. Un po’ come il concetto di “telespettatore-tipo”: neanche quello esiste! Dunque portavo la discussione sul piano dell’Italia che non esiste.
    I talk politici non raccontano la politica, raccontano la politica che non esiste.
    La politica te la racconta la cronaca ma anche quella non esiste in valore assoluto. Le agenzie sono piene di fatti che accadono minuto per minuto ma i riflettori sono puntati giustamente solo su quelli che ai fini del racconto della giornata sembrano più rilevanti.
    Quindi anche la cronaca non esiste.
    Però noi esistiamo: infatti ci stiamo scrivendo anche se non ci conosciamo… questa è la storia che esiste e che viviamo in un paese libero!
    Io sono assolutamente convita del fatto che la politica rinascerà dalle sue ceneri. Ma attaccarsi alle televisioni non ha senso: la televisione è un non-luogo che può creare aggregazione e veicolare alcuni concetti: bisognerebbe aprire gli orizzonti!
    Creando dei campi semantici mi è più facile capire perché la storia prende una direzione.
    Berlusconi si presta a quest’analisi.
    Anche le sue famose storielle si possono contestualizzare.
    Staremo a vedere!
    Ti saluto e ti auguro buona domenica

  5. piero

    agosto 10, 2013 at 22:19

    Se niente esiste , nn esiste nemmeno berlusconi , io guardo i commenti in tv con la consapevolezza di uno che ha capito dove stiamo andando a finire , sono disincantato dalle parole di una destra ed una sinistra che per anni si sono ramificati in tutti i settori . Io votavo silvio berlusconi ma dopo quello che ha fatto , tipo dare il governo della nazione a monti , odio il suo egocentrismo il suo prendere in giro la gente , vedi incontri con Obama la Merkel ed altri , un pagliaccio dell’Italia , e nn lo dico solo io , come possiamo confrontarci in europa con simili persone ?. Ok mi fermo qui’ scusa dello sfogo , ti saluto e ti auguro buona domenica e buona fortuna , e di quella ce ne serve tanta a tutti.

  6. Rossella

    agosto 11, 2013 at 11:02

    Forse gli italiani la pensano come te ma ti accorgerai che ormai non abbiamo più niente in cui sperare.
    Non ci fidiamo di nessuno perché abbiamo tutti delle aspirazioni che vengono tradite talvolta dalla paura.
    Penso ad un giovane che scrive e vorrebbe fare il giornalista. Se non hai i soldi per far fronte alle querele come fai?
    Ci sarà sempre chi si offenderà: allora impari a pesare le parole! Ma il lettore lo capice e la parola si svuota perché ci sono delle realtà che non si possono negare.
    Ma anche i critici televisivi fanno una gran fatica. Quindi s’innesca un meccanismo culturale improntato al “lasciamo correre”!
    Ad esempio non ho apprezzato #iostoconlucio per la questione di Grasso anche se la storia del pacchetto Presta non piaceva neanche a me!
    Comunque il professore resta un critico eccellente e forse in questa stagione è stato un po’ inclemente perché lui conosce la televisione ed evidentemente non la riconosce più!
    A “L’altra” si poteva fare una critica del critico tanto appariva immerso in quei filmati.
    Si vede che la critica nasce da un amore per l’opera d’arte.
    Adesso tutti gli intellettuali cercano di sondare questa grammatica del brutto e le analisi finiscono per essere approssimative e offensive: talvolta è addirittura il pubblico il protagonista della critica!
    Non si capisce molto e che dire?
    Forse si dovrebbe partire dalle scuole e gli insegnati dovrebbero ricevere un nuovo tipo di formazione volta a non appiattire le personalità e ad accogliere una pluralità di punti di vista. I programmi dovrebbero essere meno densi e gli argomenti dovrebbero essere inquadrati dalla propettiva di almeno due scuole diverse di critica.
    Però in merito a Belusconi posso dire che una personalità strabordane come la sua crea squadra: ha ragione Vespa!
    Penso alla storia di Carletto…

    Un saluto

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *