Amore puro il migliore album di Alessandra Amoroso: ecco la recensione del disco prodotto da Tiziano Ferro

By on settembre 24, 2013
Alessandra Amoroso e Tiziano Ferro

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AMORE PURO DI ALESSANDRA AMOROSO: LA RECENSIONE Amore puro è il nuovo album di Alessandra Amoroso, disponibile da oggi 24 Settembre in tutti i negozi di musica e nei digital store e distribuito da Sony Music, la casa discografica alla quale la cantante salentina è legata dai tempi di Immobile e della vittoria ad Amici. Con Amore puro probabilmente si chiude una stagione della vita artistica della Amoroso, quella di un lancio discografico durato più di tre anni nella vana attesa di qualcosa di veramente originale, prezioso e ricercato che, fatto salvo qualche buona eccezione, non è mai arrivato. Sembrano dunque lontani e finalmente archiviati i tempi in cui la Amoroso, da ottima interprete quale è sempre stata, cantava canzoni di un amore declinato in ogni sua sfumatura, condensato in versi dallo spessore artistico non propriamente definito (quelli firmati dalla celebre coppia di autori Camba-Coro) e appariva decisamente molto meno sicura di quello che è oggi.

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IN AMORE PURO ANCHE FERRO, ANTONACCI, SANDE Per carità, stiamo parlando pur sempre di un album pop-commerciale, che farà ancora storcere il naso a chi si aspettava il cambio epocale, approfittando della eccezionale produzione di un artista del calibro di Tiziano Ferro. Eppure Amore puro una piccola svolta l’ha già segnata: innanzitutto nei toni e negli arrangiamenti, che, per la prima volta, si fanno talvolta più leggeri e freschi, talvolta melodrammatici, comunque decisamente eterogenei. Ma il primo cambiamento si ha proprio in quei testi, firmati per la maggior parte dallo stesso Ferro ma anche da Biagio Antonacci ed Emeli Sandé, che questa volta sono in molti casi veramente da riascoltare ed apprezzare, a tratti poetici. Amore puro è il migliore album di sempre di Alessandra Amoroso: esso corre su un binario decisamente più alto di quegli esperimenti discografici, decisamente mal riusciti, costituiti da Cinque passi in più, Ancora di più e in parte anche da Il mondo in un secondo. E’ questa la strada su cui continuare, nella consapevolezza di poter e dover fare ancora molto di più.

AMORE PURO: LE CANZONI DELL’ALBUM L’album parte con Da casa mia (voto 7), il pezzo nel quale la stessa Amoroso fa i conti, per la prima volta, con la scrittura: effettivamente si percepisce in maniera decisa la “presenza” (essenzialmente nei contenuti) della cantante salentina, che racconta in un’intensa e intima ballata i profumi e le emozioni della sua terra e il bisogno di ritornarvi, gli affetti familiari, le amicizie. Amore puro (voto 7) è il pezzo che anticipa e da’ il nome al disco: fin da subito apprezzato dalla maggior parte dei fan, il pezzo ha riscontrato un discreto successo commerciale ed è in rotazione radiofonica nelle principali radio. Fuoco d’artificio (voto 7.5) è il piccolo gioiello firmato da Emeli Sandé, tra i pezzi più belli del repertorio di Alessandra, mentre con Starò meglio (voto 5.5) si cambia decisamente tono: il pezzo è trascinante e presenta una parte di “parlato”, ma l’impressione è che questo genere, cantato in italiano, non rende giustizia alla voce della cantante.

Con Difendimi per sempre (voto 8 ) ritorna quel Tiziano Ferro che tutti conosciamo come straordinario cantautore (“Difendimi per sempre in questo mondo in tempesta in cui l’amore è solo grido di tempesta di noi uomini“): probabilmente sarà proprio questo il prossimo singolo, già definito da Alessandra come “la massima espressione dell’amore in una (sua) canzone“. Bellezza, incanto e nostalgia (voto 6.5) parte con una strofa ritmata e coinvolgente, ma l’esplosione che ci si aspetta per il ritornello non arriva mai. L’hai dedicato a me (voto 6) è il primo provino ascoltato da Alessandra con la voce di Ferro per il nuovo album; Non sarà un arrivederci (voto 4) segna un brusco passo indietro: l’unico pezzo firmato da Camba e Coro sembra direttamente ripescato da uno dei precedenti album e poteva essere facilmente risparmiata (il testo è decisamente banale). Non devi perdermi (voto 6) è il brano di Biagio Antonacci, presente nel ritornello con il controcanto; chiudono Amore puro La vita che vorrei (voto 5) e soprattutto Hell or high water (voto 9), che probabilmente vale da sola una buona metà dell’album. La bellezza dei cori gospel del ritornello e tutta la potenza delle note black della voce di Alessandra, una volta finito il pezzo, fanno pensare: “Finalmente!“. Voto complessivo: 6.5

About Matteo

Nato e residente in provincia di Lecce, è il più giovane tra i Redattori de LaNostraTv.it. Frequenta il Liceo Linguistico e adora il calcio (ma solo quello in Tv), la lettura (in particolare la saga di 'Harry Potter' e la magica penna di J.K. Rowling), il mondo dell'Interior Design, la Filosofia, la musica e naturalmente la televisione . La passione per la scrittura e per il giornalismo ha sempre accompagnato il suo percorso scolastico e non. Per il futuro ha molti sogni e parecchie ambizioni, ma anche tanta confusione.

5 Comments

  1. Michele Morello

    settembre 24, 2013 at 11:08:01

    Non sono d’accordo in parte con questa recensione.UN BRANO NUOVO E FRESCO COME starò meglio 5.5 è davvero un eresia così come il 6.5 di emili sande!!! Anche la canzone camba coro per quanto rispetto alle altre minima di spessore do comunqueuna ssufficienza mentre AL PEZZO DI ANTONACCI non si può appioppare un 6 e 5.L’album merita mokto più di quwl 6.5 appioppato a casaccio da chi ha fatto qyesta recensione..e mi dispiace ma nascondete il vero salto di qualità che c’è stato considerando che a tutti i vecchi album avete dato una votazione simile in passato.Se vedete il miglioramente dare solo quel 6 e mezzo è riduttivo irrispettoso (professionalmente parlando) e contraddittorio.
    ASCOLTATO peR BENE questo è il sul album della svolta…COME DITE VOI ALBUM MIGLIORE DELLA CANTANTE E DA TALE non da 6 e mezzo.COMPLIMENTI per questo progetto.

    • Matteo

      settembre 24, 2013 at 12:16:38

      Ciao Michele,
      al pezzo di Emeli Sandé ho infatti assegnato 7.5, non 6.5. La media è pura matematica, il brano di Camba e Coro, che reputo non appropriato a quest’album, ha di fatto abbassato la votazione complessiva, in parte “bilanciata” dal voto altissimo a Hell or high water.
      Per di più, se cominciamo a dare 7, 8 e 9 a questi album, cosa dovremmo fare di fronte “The dark side of the moon”? Solo per farti il primo esempio che mi è venuto in mente 😉

  2. Michele Morello

    settembre 24, 2013 at 12:21:19

    Senza ombra di dubbio 🙂 però considera che ad un pezzo di biagio o di tiziano hai dato 6 e mezzo che trovo molto riduttivo..cosi come il voto dato a starò meglio.
    IL pezzo di emi sande ho letto male io e chiedo scusa 😉
    Sicuramente ci sono album internazionali che varranno 8 9…a questo dal punto di vista nazionale avrei dato un 7 pieno o qualcosina in più 🙂 cmq grazie mille per la cortesia.

    • Matteo

      settembre 24, 2013 at 12:55:33

      Ma figurati, grazie a te per essere passato 😉
      Dopotutto si sta parlando di musica ed il confronto è sempre produttivo.

  3. Rossella

    settembre 24, 2013 at 13:05:18

    A me non piace Tiziano Ferro. Però non nego che in più circostanze mi è capitato d’inciampare nelle sue canzoni. A chi non capita di cambiare canale o di entrare in un negozio proprio in quel momento?
    Ma adesso non potrei dire neanche che mi piace Antonacci o i Negramaro. In linea di massima preferisco quelli che scrivono “astrolabio”. Lo stesso Mogol se non avesse incontrato Battisti non avrebbe avuto la giusta ispirazione.

    Adesso che ci penso posso anche capire perché una volta mi hanno scambiato per una comunista. Nel raccontare la parabola della vita non mi potrei allontanare molto dal Diario di Eva.

    Secondo me Dario Fo e Franca Rame sono fantastici! Non potrei prescindere da questo ragionamento sulla donna e da questo simpatico gioco delle parti tale che nessuno s’abbiocchi de mortificazione.

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