Anna Maria Tarantola: “La Rai deve evitare volgarità ed eccessi. La Vita in diretta crescerà in primavera”

By on settembre 24, 2013
foto di anna maria tarantola

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ANNA MARIA TARANTOLA SUL FUTURO DELLA RAI. Anna Maria Tarantola, Presidente della Rai, torna a parlare dell’azienda televisiva pubblica, in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero. Secondo l’ex vice direttore generale della Banca d’Italia: “la Rai deve essere un’azienda innovativa, efficiente, in equilibrio economico e finanziario, in grado di fare programmi di altissima qualità. Dobbiamo evitare la volgarità, il cattivo gusto, gli eccessi e nello stesso tempo far divertire, essere innovativi e mantenere la qualità con un occhio sempre attento agli ascolti”. Tra gli obiettivi del servizio pubblico c’è quello di: “continuare ad essere uno strumento per un cambiamento sociale positivo”. Quanto ai cambiamenti apportati da giugno 2012, momento del suo insediamento, fino ad oggi, in unione con il dg Luigi Gubitosi, la Tarantola si dice soddisfatta in quanto:

Abbiamo spronato i direttori di rete, canali e testate da un lato a non usare un linguaggio aggressivo, ma equilibrato, semplice, corretto e nello stesso tempo interessante, capace di raggiungere tutti i cittadini; e dall’altro a ‘inventare’ nuovi programmi di buon profilo culturale, capaci di emozionare e di divertire, di coinvolgere i giovani, di avviare l’indispensabile processo di educazione di genere”.

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LA TARANTOLA SUL FUTURO DE LA VITA IN DIRETTA. Sul tema, gravissimo, dell’evasione del canone, che ammonta al 27%, il più alto in Europa, la Presidente considera come soluzione possibile, quella di collegare il pagamento del canone alla proprietà o all’affitto di un immobile. Per quanto concerne La vita in diretta che negli ultimi giorni, causa bassi ascolti, ha avuto un cambio nella figura del capo progetto: dal dimissionario Pietro Raschillà si è passati ad Ivano Balduini, da oggi a capo della nuova versione del programma, la Tarantola sottolinea: “pur mantenendo il brand di riferimento, abbiamo rinnovato contenuti e lo stile dei conduttori facendo di quella programmazione una finestra aperte sull’Italia e sul mondo. Alcune fedelissime del pomeriggio Rai mi hanno scritto per lamentare il minor spazio dato ora alla cronaca e al gossip, ma sono certa che a primavera converranno con me che il racconto di storie vere, delle eccellenze italiane, di problemi legati al lavoro, alla salute, ai diritti civili, alle pari opportunità è sicuramente altrettanto se non più interessante e coinvolgente”. Chissà se l’ampia  pagina dedicata, nella puntata odierna, al matrimonio di Belen Rodriguez e le varie finestre informative sui casi Rea e Schettino, rientrano nel minor spazio, di cui parla la Tarantola, dedicato alla cronaca e al gossip. Misteri di Rai1.

LA TARANTOLA SUI PROSSIMI OBIETTIVI DELLA RAI. Quanto agli scenari futuri la Tarantola promette uno “spazio maggiore per il teatro” e “un rilancio delle co-produzioni internazionali nel campo della fiction, dei cartoni animati, dei documentari, in futuro sempre più col supporto dell’alta definizione”. Infine ricorda che la Rai conserva uno degli ascolti più alti tra i vari servizi pubblici europei, pari a circa il 40%. Ancora una volta, sembra che la Presidente abbia studiato alla perfezione la lezioncina, ma non abbia ne gli strumenti giusti, ne le conoscenze adatte, nella gestione di un’azienda che dovrebbe fare della comunicazione la sua priorità assoluta. Le sue dichiarazioni restano impeccabili, come quelle rilasciate fino a questo momento. Peccato che all’atto pratico non trovino risposta alcuna (citofonare nuova versione de La vita in diretta).

About Salvatore Petrillo

Avellino gli ha dato i natali, sotto il segno del Toro. La sua passione per la conduzione televisiva e tutto quanto fa spettacolo è nata con lui e fin da piccolo partecipa a feste, recite e saggi. All’età di 8 anni comincia lo studio del pianoforte frequentando poi il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Laureatosi prima in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e poi in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti, continua ad approfondire e conoscere meglio tutte le varie sfaccettature del mondo televisivo. Collabora con il quotidiano a tiratura regionale Corriere dell’Irpinia scrivendo di attualità, cronaca, spettacolo e con l’agenzia di organizzazione eventi ADVS di Roma. Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Londra, dove ha cercato di rubare i trucchi del giornalismo anglosassone, torna in Italia per frequentare un corso di dizione e uso della voce e uno di conduzione televisiva presso l’Accademia 09 di Milano. In futuro sogna di farsi strada nel mondo della conduzione televisiva e dello spettacolo.

2 Comments

  1. Rossella

    settembre 25, 2013 at 9:49:14

    Mi sembra doveroso; uno stile così informale non è certo un vantaggio per la civiltà di un Paese. Adesso che anche internet è fruibile su larga scala ci accorgiamo di quanto sia importante vigilare sui contenuti. Programmi come SOS Tata ti aprono un mondo e capisci quanto sia deleterio il punto di vista di chi presume che tutti abbiano gli strumenti per decriptare certi messaggi. E’ facile delegare alle famiglie, talvolta è doveroso, ma questo atteggiamento implica l’eventualità che lungo il percorso quelle che possono apparire delle “sbavature” finiscano per costituire il terreno sul quale si edificheranno una serie di conflitti interni ed esterni alla persona; la cronaca nera non lascia ombra di dubbio in questo senso. Magari se si parte dal servizio pubblico sarà più facile approdare a un cambiamento; la politica sembra sempre in coda a queste operazioni; non si sa come non si sa perché, fatto sta che le trasformazioni partono sempre e comunque dai media. In realtà si parla spesso anche di femminicidio e anche quando si procede con encomiabili interventi contro l’omofobia, nessuno sembra navigare su internet o leggere articoli che alludono ad una morale sessuale che dovrebbe inglobare anche quella degli altri. Penso che non si possa mortificare l’identità di genere di una persona, dovrebbe essere un diritto inalienabile. Penso che abbiano fatto bene a diminuire la presenza della cronaca rosa perché nella maggior parte dei casi il telespettatore non conosce il profilo artistico dei personaggi e si ferma sul numero dei fidanzamenti. In linea di massima l’approccio informale non ha mai portato da nessuna parte, infatti i giovani non sono pervenuti.

  2. Salvo

    settembre 25, 2013 at 13:41:48

    “Dobbiamo evitare la volgarità, il cattivo gusto, gli eccessi e nello stesso tempo far divertire”. Ma si rende conto di quello che dice? Vuole forse dire che il pomeriggio il pubblico deve sopportare questa “nuova” Vita in diretta che sembra un telegiornale?
    No, grazie. Preferivo i salotti di Festa Italiana e Buon Pomeriggio Italia, che erano divertenti ma non erano affatto volgari e di cattivo gusto.

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