Festival di Venezia 2013, la rivincita del cinema documentario

By on settembre 8, 2013
Il regista Gianfranco Rosi filma il documentario Sacro Gra

text-align: justify”>Il regista Gianfranco Rosi filma il documentario Sacro Gra

FESTIVAL DI VENEZIA 2013 ha decretato la vittoria di Gianfranco Rosi con il suo acclamatissimo Sacro GRA, film documentario che mette in scena la vita intorno al Grande Raccordo Anulare romano. Un vero e proprio riscatto per il cinema documentario, il Leone d’oro a Gianfranco Rosi che di certo non si sarebbe mai aspettato che il suo film prevalesse tra i tanti film in concorso. “Mai e poi mai mi sarei aspettato un premio per il mio documentario – ha infatti commentato Rosi dopo la premiazione – mi sembrava già un enorme risultato essere in concorso. Ringrazio Bertolucci e il direttore del festival Alberto Barbera che ha avuto fiducia in questo film e ha rotto una breccia: finalmente il documentario si confronta con la finzione, il documentario è cinema”.

IL CINEMA DOCUMENTARIO è assolutamente cinema a tutti gli effetti e non ha di certo nulla a che invidiare con il tanto blasonato cinema di fiction che secondo l’opinione comune sarebbe il “cinema vero e proprio”. E se la contrapposizione Méliès e Lumière  ha accompagnato da sempre la storia del cinema, è più che altro l’Italia a trovarsi in una posizione retrograda nei confronti del cinema documentario e a stupirsi di un suo riscatto. Il regista Michael Moore con la vittoria al Festival di Cannes grazie a Fahrenheit 9/11  è stato soltanto l’ultimo a dimostrare le facoltà del cinema documentaristico, confinato spesso secondo la coscienza comune a una mera rappresentazione naturalistica degli ambienti, senza contare le grandi potenzialità narrative ed epistemologiche.

gianfranco-rosi-regista-di-sacro-gra

E dunque Sacro Gra, leone d’oro alla 70esima edizione del Festival di Venezia, attraverso il suo linguaggio drammaticamente poetico ci racconta della nostra quotidianità e della nostra appartenenza più di quanto possa scaturire dai talk show televisivi sull’attualità politica. “La grande crisi del nostro Paese non è tanto una crisi economica, che è un elemento ciclico della storia – racconta infatti Gianfranco Rosi –  ma è una crisi d’identità. Per questo per me è stato importante trovare personaggi di grande identità”. Una crisi storica quanto ciclica, in cui il cinema senza etichette di sorta, riesce ad essere il grande protagonista perché occhio veggente di una società sospesa e trasformata, portavoce della grande tradizione neorealista.

 

 

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *