Gli ascolti premiano Barbara D’Urso e il suo Pomeriggio 5 contro Paola Perego e Franco Di Mare

By on settembre 13, 2013
Barbara D'Urso

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E’ partita a pieno ritmo la nuova stagione televisiva con tutti i programmi di punta delle reti ammiraglia che hanno iniziato a sfidarsi a suon di ascolti e share. Le sorprese sicuramente non sono mancate, soprattutto nella programmazione del daytime pomeridiano dove c’è sempre stato un occhio particolare sulla sfida tra La Vita in Diretta e Pomeriggio 5. Una sfida che quest’anno vede schierati Paola Perego e Franco Di Mare su Rai1 la chiacchieratissima Barbara D’Urso su Canale5. Se fino all’anno scorso la coppia Mara Venier-Marco Liorni portava a casa una media di 2milioni di telespettatori e uno share medio del 20% contro il 14/15% della D’Urso, ora le cose sono leggermente cambiate. La Vita in Diretta, infatti nella prima settimana di programmazione ha perso il 6% di share, battuto dalla “Bislacca” della tv.

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Un calo che, forse, nessuno si aspettava: Barbara D’Urso con il suo Pomeriggio 5 riesce a raggiungere un ottimo 15/16 % di share a differenza del 13% di La Vita in Diretta. A non convincere, forse, il pubblico di Rai 1 è stato il cambio di conduzione con gli amatissimi Mara Vernier e Marco Liorni fatti fuori nel valzer di conduttori che ha riguardato i vari programmi di punta della Tv di Stato. Un dato che non va trascurato se si pensa che Barbara D’Urso con il suo Pomeriggio 5, almeno per ora, è l’unica a superare in ascolti e share un programma Rai inserito tra il daytime della mattina e il preserale. Mattino Cinque con Federica Panicucci e Federico Novella non riesce a decollare ancora e nella prima settimana di programmazione si è dovuto accontentare di un misero 7% di share mentre Uno Mattina con i suoi vari segmenti riesce a raggiungere una media del 15% di share.

Fatica anche Barbara Palombelli con il suo Forum che nella prima settimana di messa in onda si è dovuta accontentare del 13% di share contro il 16% di Antonell Clerici con La Prova del Cuoco. Ascolti non esaltanti per nessuno ma Barbara D’Urso vince e convince

About Federico Ranauro

Nato e residente in provincia di Salerno ma da cinque anni vive a Parma. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specializzazione in Giornalismo e cultura editoriale presso l’Università di Parma. Ha la passione per la scrittura e lavora come giornalista da circa tre anni, in particolare nel settore sportivo e televisivo.

9 Comments

  1. lory

    settembre 13, 2013 at 11:32:41

    era prevedibile! e Liorni perchè l’hanno messo a casa?

  2. Rossella

    settembre 13, 2013 at 14:26:26

    Per me sono uguali questi due programmi. Non dipende dai conduttori il flop. Fose dipende dalle storie e dal racconto della cronaca nera che parte dalla coda. Dovrebbero parlare più spesso di Viagra, alcol e sostanze stupefacenti. Ma anche di gioco d’azzardo e temi d’attualità al confine dell’illegalità. Non si può parlare di depressione in senso lato: ci vuole rispetto! C’è gente che ha perso il lavoro, vive un lutto o comunque affronta una depressione con dignità e coraggio. Forse certe storie non sono adatte a rai uno perché è la rete della famiglia.
    Ma magari sbaglio, ne ho visto appena un frammento! Tuttavia questa è la mia impressione.

  3. Salvo

    settembre 13, 2013 at 14:53:05

    Secondo me il flop della vita in diretta è dovuto al fatto che hanno completamente stravolto il programma, adesso sembra quasi un telegiornale, c’è sempre cronaca e politica che non si sopportano più. A me per esempio manca tanto anche il salotto di Buon Pomeriggio Italia ricco di ospiti con cui si parlava di argomenti leggeri, si rideva, per non parlare dei collegamenti con i personaggi dello spettacolo o i servizi realizzati in giro per l’Italia alla scoperta delle tradizioni. Tutti questi elementi rendevano La vita in diretta un programma di successo e adesso non esistono più. Spero che ritornino alla vecchia formula, altrimenti la trasmissione continuerà a fare bassi ascolti.
    L’ultima cosa che influisce è anche la nuova concorrenza della soap Il segreto che lo scorso anno non c’era e che adesso è un ottimo traino per la D’Urso. Insomma, la colpa non è di Paola Perego, ma di tutte queste cose che ho scritto.

  4. rossella

    settembre 13, 2013 at 17:00:12

    Adesso peraltro ricorda la Cronaca in diretta: perche’ non lo chiamano cosi’? In quel “Vita” c’e’ l’Italia intera.
    Mi sembra una questione di buon senso. La situazione nel Paese non e’ semplice e chi opera nel mondo della comunicazione dovrebbe stemperare ogni animosita’ adoperando le parole giuste! Questo programma e’ da rai due: non penso di essere la sola a pensarlo; perche’ la rai si ostina a trasmetterlo sul primo canale?
    Non si puo’ rischiare di alimentare la frustrazione della gente. L’ordine pubblico rischia di essere compromesso, almeno questa e’ la mia posizione!
    Sono contenta del cambio di conduzione perche’ questo cambio di registro evidenzia l’inadeguatezza del contenitore rispetto all’identita’ della rete.
    Mara Venier e’ Rai Uno: con lei non c’era partita! A me non piaceva neanche quando alla conduzione c’era Sposini. La stagione di Cucuzza e’ quella che piu’ mi ha convinto.
    Ma sono tutti giornalisti eccellenti. Pero’ non posso negare che a me Liorni non e’ dispiaciuto, l’ho trovato piu’ adatto a questo nuovo corso.

  5. coccolone

    settembre 14, 2013 at 11:54:03

    Non ci credo… sta battendo la vita in diretta!!!! Non è possibile… E’ l’unica che batte la rai nel daytime… se fosse alla rai diventerebbe assolutamente imbattibile! Regina di bellezza, regina d’ascolti, n°1 in tutto

    • Salvo

      settembre 14, 2013 at 13:47:16

      coccolone, sei sicuro di quello che hai scritto? La D’Urso non è l’unica che batte la rai nel daytime, c’è anche Maria De Filippi che il pomeriggio vince sempre con Uomini e donne e poi chiamarla regina di ascolti mi sembra una cosa assurda considerando che fino ad ora ha sempre perso sia con Pomeriggio Cinque sia con Domenica Live. E poi n°1 in tutto? Ma in che cosa? Forse sull’antipatia e sulle smorfie…in questo si che è la n°1.

  6. Rossella

    settembre 14, 2013 at 14:29:05

    La D’Urso in questa televisione non mi dispiace. Racconta storie importanti senza creare simboli. Alle volte provo addirittura a seguirla: è tutto un “aspettate”, “dopo la pubblicità”… ma alla fine non ti lascia niente! Mi sembra eccellente. Io non la seguo: tanto di guadagnato! Però è tra le poche ad aver capito che il nostro spirito non è quello degli americani. Adesso ci siamo appiattiti sul modello americano: a qual pro? Quella del simbolo è la loro storia! Non so se ricordate la vicenda di John Wilkes Boot: ancora una volta storia e spettacolo si sovrappongono sul palco del Ford’s Theatre di Washinton! Ho fatto un esempio limite – la violenza mi lascia sempre attonita- però quando si dice: l’ironia della sorte! Lo stesso Ervin Gofmann scrive: La vita quotidiana come rappresentazione. Si tratta si un sociologo importante che ti fa capire il loro livello di anticorpi rispetto all’ide dello spettacolo. La D’Urso è perfetta per una televisione che non mi piace e continuerà a non piacermi per molti molti anni! In Rai non ci andrebbe, ne ha masticato di teatro: non mi sembra una sprovveduta! Io ho trovato più presuntuoso il Maurizio Costanzo Show, secondo me in Italia chi si mette lo Show nel cognome dovrebbe pagare una tassa!

  7. ANNA

    settembre 15, 2013 at 18:45:32

    La D’Urso sarebbe una conduttrice piacevole se non avesse la prosopopea di togliere la parola di bocca a tutti, non tace mai, se le stanno raccontando la propria storia lei è sempre pronta a prendere parola come se sapesse l’occorso meglio dei protagonisti. Non parliamo poi del suo gesticolare, alza sempre le braccia per far vedere che alla sua età è ancora molto tonica. Ride a dismisura, mi sono accorta che non è delicata nei confronti di coloro che hanno subito delle cose tremende infatti fa dele domande che potrebbe evitare, affondando sempre il coltello nella piaga. La invito ad essere più misurata e sicuramente i giudizi sarebbero a suo favore.

    • Rossella

      settembre 16, 2013 at 9:34:26

      La trovo molto professionale: fa uno spettacolo! Gli artisti per vivere fanno anche spettacoli. Che dire? Sul piano etico appare convincente: proprio per le ragioni esposte nel suo commento! Non ha un approccio giornalistico: ben venga! L’approfondimento giornalistico ha luogo nelle sedi opportune: Annunziata, Mentana, Lerner e via dicendo.
      Se alcuni contenitori di approfondimento si trasformano nel salotto della D’Urso questo non dipende da lei. A quel punto, suo malgrado, entra nella competizione e ne esce malconcia.
      E dico suo malgrado perché mi sembra evidente che ha molto a cuore la comunicazione del suo personaggio! La trovo impeccabile: come minimo te la ritroverai su qualche rivista ,struccata, a fare compere in Corso Buenos Aires o al supermercato! Ma proprio il minimo… “ma chi ci crede? “Questo è il vero sottotitolo del suo personaggio: è una “disturbatrice” impenitente! Adoro le sue pantomime.
      Per conservare una certa autonomia – in una televisione dove si parla spesso di violenza, di giochi sessuali finiti male, di abbandoni, ecc.- è necessario ricorrere al trash! Il suo spettacolo rientra in questo filone e le si deve riconoscere una coerenza che non è paragonabile all’ambiguità della televisione di Maria de Filippi! Il trash della sua televisione sembra essere attraversato da un profondo snobismo. Ma a me non importa: guardo tutto – quando posso- e non potrei non riconoscere quanto di buono c’è anche nella sua televisione. Ma di sicuro non c’è l’intrattenimento, almeno non c’è quello spirito e non c’è unità del lavoro che non passi dal personaggio di “Maria”! Passa da C’è posta per te a IGT: non è mai chiaro il confine tra miseria e nobiltà del cuore!
      Invece una che fa quei collegamenti o esordisce dicendo: “Signoreeee: – stamattina ho letto un po’ di giornali per voi!- ” E’ chiaro: indispone tutto il condominio e l’Italia da casello a casello! Però da donna e da artista non puoi affrontare, marcando con il tono perentorio dei giornalisti, tematiche molto impegnative per un bambino che sta facendo i compiti mentre la madre stira o prepara la cena!
      Perché mettere il genitore davanti a un bivio. Se cambia canale il figlio lo vede come un dittatore e le dirò di più: potrebbe conservare quel tabù e abituarsi ad un certo voyerismo! Un argomento diventa proibito e il bambino, che è curioso per definizione, elabora a modo suo quel divieto e alimenta le sue fantasie. Siamo in fascia protetta. E poi non dimentichiamo che i media non hanno alcun rispetto per l’educazione sentimentale; è meglio riderci sopra: mi creda! Purtroppo la cronaca parla chiaro e sarebbe quasi ora di smetterla di parlare di coppia e famiglia come se si stesse parlando di un partito o di una spa. Come impara un ragazzo a convivere con la propria emotività se si parte dal racconto del divorzio? Non vivrà mai con maturità tutte le contraddizioni del sentimento. Diamogli il tempo per separarsi! Oppure se si propongono modelli dove la coppia è come il cambio di stagione! Ci s’innamora spesso a quanto vedo! Se Battisti non avesse cantato “Gelosa amica” sarebbe stato un tabù anche ammettere che si fatica ad esser’ civili: è importante questa consapevolezza per provare a costruire il futuro! Invece raccontare la cronaca nera dalla cattedra abitua a pensare che esiste un pericolo ma al massimo devi essere diffidente. E i freni inibitori?

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