Guido Barilla si scusa pubblicamente in un videomessaggio

By on settembre 28, 2013
Le scuse di Guido Barilla

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“HO AVUTO RISPETTO NEI CONFRONTI DI TUTTE LE PERSONE CHE HO INCONTRATO, INCLUSI I GAY E LE LORO FAMIGLIE” Non si arresta il polverone generato dalle recenti dichiarazioni di Guido Barilla e l’azienda ha deciso di correre ai ripari. “Non faremo pubblicità con omosessuali, perché a noi piace la famiglia tradizionale”. Questa frase pronunciata dal presidente della multinazionale, durante la trasmissione radiofonica La Zanzara, ha generato una pioggia di polemiche nonché l’indignazione del mondo omosessuale. “Se i gay non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca” ha continuato il signor Barilla. Non hanno perso tempo i marchi della concorrenza, che si sono schierati immediatamente dalla parte lesa.  Il principale concorrente della Barilla, la Buitoni, ha infatti twittato “A casa Buitoni c’è posto per tutti”, mentre sul profilo Twitter di Misura possiamo leggere  “Lavoriamo per le intolleranze, ma solo quelle alimentari”.

Anche il mondo di Youtube non è rimasto certamente a guardare. I the Jackal hanno pubblicato un simpatico spot intitolato “Dove c’è Barilla c’è gay ingenui”, quasi a voler smorzare la tensione.

Resta comunque Twitter la piattaforma più fertile per alimentare la polemica, grazie anche alla creazione dell’hashtag #boicottabarilla. Unica voce fuori dal coro quella di Selvaggia Lucarelli. La nota giornalista si è schierata dalla parte di Guido Barilla, scrivendo su Facebook

“Non mi pare nulla di sconvolgente. Anche gli altri non fanno spot con famiglie omosessuali, non vedo mamma e mamma che cambiano pannolini o due uomini che si regalano i Baci Perugini.”

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La campagna #boicottabarilla

La tragedia sembrava quindi inevitabile, in sole 48 ore la notizia aveva già fatto il giro del globo e il marchio Barilla continuava ad incassare critiche su critiche. Non sono bastate nemmeno le scuse di Guido Barilla, pubblicate attraverso uno stato sulla pagina ufficiale dell’azienda. “Per chiarezza desidero precisare che ho il più profondo rispetto per qualunque persona, senza distinzione alcuna. Nutro il massimo rispetto per gli omosessuali e per la libertà di espressione di chiunque.”

Le scuse su Facebook non sono bastate a placare la rabbia omosessuale, perciò il signore della pasta italiana si è scusato pubblicamente in un video messaggio internazionale, diffuso ieri sera sui canali social della Barilla . ”Nella mia vita – sottolinea Barilla – ho avuto rispetto nei confronti di tutte le persone che ho incontrato, inclusi i gay e le loro famiglie, senza alcuna distinzione”. Con aria seria e dispiaciuta, il presidente della Barilla ha affermato che nelle prossime settimane incontrerà alcuni “membri dei gruppi che rappresentano nel modo migliore l’evoluzione della famiglia, inclusi coloro che ho offeso con le mie parole”. Ma nonostante tutto, la campagna #boicottabarilla continua.

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2 Comments

  1. said

    settembre 28, 2013 at 19:11:24

    la Lucarelli, perde sempre un occasione per tacere, non si espone semplicemente perchè ci tiene a quella poca considerazione di cui gode… Certo anche altri marchi non fanno pubblicità con gli omossessuali ma non lo dichiarano apertamente come ha fatto il Barilla incautamente, pertanto godono del beneficio del dubbio…Per Barilla, correre ai ripari adesso dopo aver pronunciato una frase oer niente “rispettosa”che non lascia spazio a interpretazioni diverse, soprattutto questa: “Se i gay non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca” e che conferma la prima . “Non faremo pubblicità con omosessuali, perché a noi piace la famiglia tradizionale”… e credere alle scuse del rampollo pastaio, francamente la vedo in salita… comunque consola il fatto che se ne parlerà ancora per poco…la gente nella nostra “italietta” dimentica in fretta…Ciao blog!

  2. Rossella

    ottobre 8, 2013 at 12:00:54

    Sai Said penso che la famiglia, comunque la si concepisca, rappresenti qualcosa da tenere al riparo dalla pubblicità. Ma io allargherei il discorso proprio alla persona e alla sua dignità.
    Proprio in questi giorni mi è capitato di rileggere la Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II. Mi ha colpito il passaggio in cui Woytila parla del dovere di proteggere specialmente i bambini e i ragazzi dalle “aggressioni” che subiscono dai mass-media. Da quel novembre del 1981 ne è passata di acqua sotto i ponti.
    Ieri cambiando canale ho visto che si parlava del tema della contraccezione e ho pensato che in qualche misura a partire dagli anni ottanta i media si sono prodigati nel dar voce proprio a quegli ideali che si sono riproposti talvolta escludendo altre voci che parallelamente stavano animando il dibattito culturale.
    Penso a tutti gli scritti di Benedetto XVI che negli anni del suo pontificato – di tanti concetti è saltato solo qualche frammento- mi è sembrato la voce più giovane d’Italia, quantomeno ha tentato di far capire alla storia contemporanea che anche chi ha una morale diversa non vive nel mondo dei folletti e delle fate. Penso solo al contributo che ha lasciato nella “Deus caritas est” dove affronta la questione dell’eros e dell’agape e afferma che: “l’apparente esaltazione del corpo può ben presto convertirsi in odio verso la corporeità”. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    Mi chiedo che senso abbia parlare di contraccezione in televisione? Davvero non capisco. Peraltro non mi sembra molto elegante. Gli anni settanta hanno tolto alla vita il suo aspetto poetico. Ci sono i tabù e gli argomenti di cui sarebbe meglio non parlare. La sessualità richiede una certa consapevolezza, il resto va da sé. Che dire? C’è sempre l’aspetto commerciale che non andrebbe sottovalutato, per il resto ciascuno si tiene le sue idee. Però in rete ho trovato un discorso della dottoressa Poltawska, amica di Giovanni Paolo II, proprio sulla contraccezione. Mi è sembrato particolarmente esaustivo. Ovviamente i media tendono a dare un’immagine della coppia che privilegia le relazioni brevi e quindi questo discorso si svuota ed è chiaro che il discorso cambia.

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