In Questa Notte Fantastica: Jovanotti flop raccoglie solo il 13,08%

By on settembre 3, 2013
Jovanotti

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IN QUESTA NOTTE FANTASTICA: JOVANOTTI NON SODDISFA LE GRANDI ASPETTATIVE DELLA VIGLIA – In questa notte fantastica! Si, ma quale notte? Di certo, quella di ieri sera non può essere definita tale, almeno sotto il punto di vista degli ascolti. Il grande clamore della viglia, la grande macchina pubblicitaria “ufficiale” ed il centinaio di video pubblicitari non autorizzati non sono riusciti a far sì che si raggiungesse la grande massa di pubblico che si sperava di raggiungere, non riuscendo neanche ad arrivare alla metà del pubblico stimato. Davvero un grande spettacolo quello in onda nella prima serata di ieri, montaggio coinvolgente, musica impeccabile, forse di tanto in tanto qualche immagine eccessivamente pericolosa per chi soffre di schizofrenia, ma nonostante tutto il magro bottino raccolto e verificato soltanto all’alba del giorno dopo si è fermato ad un modesto 13,08% di share con soli 2.946.000 telespettatori. Colpa di Cherubini? Ennesima scelta sbagliata di Giancarlo Leone? O forse la vera causa è il pubblico stesso di Rai 1, destabilizzato dalle troppe mani in movimento e dal montaggio quasi da rave party? 

Concerto-lorenzo-jovanotti

Nella Gallery le migliori immagini tratte da “In Questa Notte Fantastica”

6 MILIONI DI TELESPETTATORI STIMATI ALLA VIGLIA – Prima di cercare di capire quanto accaduto ieri sera, buttiamo l’occhio su quello che invece ci si aspettava che accadesse. La grande aspettativa creatasi intorno al film-concerto di Jovanotti si è materializzata nella previsione di 6 milioni di telespettatori incollati davanti al televisore che facessero raggiungere alla serata il 26% di share. Su questa base Rai Pubblicità (concessionaria pubblicitaria della Rai ndr) ha venduto i propri pacchetti pubblicitari, sopravvalutando di molto quanto invece si è realizzato ieri sera. Un grande spettacolo, che ha però convinto quasi esattamente la metà del pubblico che era stato previsto, rendendo di fatti tutta la bagarre un flop. Giancarlo Leone, da bravo direttore di rete, non si sbilancia nei commenti, ma fa comunque tramite Twitter i complimenti al “compagno di una sera” che ha permesso al pubblico di Rai 1 di svecchiarsi rispetto al solito. Ma davvero quei 6 milioni di telespettatori previsti erano raggiungibili?

IL PUBBLICO DI RAI 1 TRADITO DA UNA NOVITÀ CHE NON GLI APPARTIENE – Non si può certo dire che a causare un così basso livello di ascolto sia stato Lorenzo Cherubini, che, oltre ad aver dimostrato ancora una volta di essere in grado di tener testa a delle folle tanto corpose, ha anche in qualche modo contribuito a creare l’evento investendo su se stesso pubblicizzandosi tramite il web per vie non convenzionali. Il direttore di rete Giancarlo Leone, invece, non può certo essere accusato di non aver osato in qualcosa di nuovo per Rai 1, che finalmente, anche se solo per una sera, ha visto diminuire l’età media degli spettatori. E allora, che sia stato proprio il pubblico affezionato di Rai 1 a boicottare quello che sarebbe potuto essere il più grande spettacolo dopo il week-end, dopo quello di Fiorello? Senza dubbio, quanto andato in onda ieri sera è risultato molto distante dalle abitudini del classico pubblico di Rai 1, in linea di massima attempato, che sposta il proprio pollice dal tasto 1 soltanto in quei rari casi in cui si sente tradito dalla rete, in quei rari casi in cui la prima rete tenta di proporre qualcosa di nuovo, che non abbia a che fare con il passato, con la religione, con i vecchi linguaggi.

JOVANOTTI BRAVO ARTISTA, NON ANCORA UN MITO – Prima di stimare il volume dei 6 milioni di telespettatori, in quel della Rai, oltre a non aver dato peso a come l’affezionato pubblico avrebbe potuto reagire, non hanno neanche preso in considerazione quanto poco tirano i concerti in tv, ancor più se registrati. Nel recente passato della televisione nostrana abbiamo già avuto modo di assistere ad altri vari concerti flop, uno tra tutti quello della Pausini su Canale 5 nel dicembre scorso; le uniche, e poche volte in cui si sono raggiunte soglie superiori ai 6 milioni si trattava di personaggi mitizzati e dal forte impatto mediatico, Celentano ne è l’emblema, e Jovanotti, per quanto bravo ed apprezzato, non ha ancora raggiunto il punto del mito. Insomma, sommando il pubblico ultra maturo di Rai 1 e le esperienze pregresse con i vari concerti già andati in onda, pareva azzardato già in partenza prevedere 6 milioni di telespettatori. Il vero flop non è stato il concerto, ma la previsione che si era fatto su di esso. Un plauso a Leone che, nonostante i continui insuccessi, ha almeno tentato di portare qualcosa di diverso dal solito; come dire, non ci riesce, ma lasciamolo provare. 

About Vito Tricarico

Nato nel cuore del sud nel 1993, diplomato da non molto come Tecnico della Gestione Aziendale. Curioso osservatore con la voglia di costruirsi ogni cosa con le proprie mani, dedica il proprio tempo a dilettarsi nella scrittura, nel disegno e dare seconda vita ad oggetti comuni.

3 Comments

  1. rossella

    settembre 3, 2013 at 16:49:37

    A me e’ sembrato il trionfo del cattivo gusto! Dopo un’ estete in cui a una stazione si e l’altra pure- tipo la via Crucis, ma per fortuna un po’ meno- ti capitava: “Faccio file di file e poi le archivio nel disco… Il passato e’ passato nel bene e nel male”… Comunque trovarti nel mezzo di un concerto organizzato in casa tua e’ una cosa allucinante! Ma quanto costa un biglietto? Cavolo…c’e’ una disoccupazione giovanile da spavento! Lorenzo sara’ pure negli stadi, ma i giovani non sono mica tutti ai concerti.
    E poi -con tutto il rispetto- ma non cantava della giornalista scrittrice? Adesso?

  2. Salvo

    settembre 4, 2013 at 14:57:25

    Ho guardato il programma, se così si può chiamare, soltanto per qualche minuto e mi stavo quasi per addormentare, forse perchè non sono un fan di Jovanotti. Secondo me comunque non è una cosa da proporre per una prima serata di Rai 1.

  3. rossella

    settembre 4, 2013 at 15:27:26

    Dal mio punto di vista si tratta di operazioni che cancellano l’identita’ della rete. Ma penso allo stesso Fiorello. Se ci fai caso anche un ventenne che sale sul palco di Rai Uno sembra Matusalemme. Apprezzo Panariello che almeno si e’ giocato la carriera a Sanremo. Ormai la prima serata di Rai uno e’ finita. Un conduttore come Giletti – o la stessa Milly Carlucci- devono faticare il doppio per portare in prima serata un lavoro impegnato sulla vita di don Puglisi o sulle periferie del nostro Paese.
    Ma imparassero da Benigni. Almeno fa il suo spettacolo rispettando l’identita’ della rete. Lo stesso vale per Bonolis: ogni volta che ritorna in Rai si avverte un cambio del registro.

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