La Grande Guerra: 100 anni dopo. La Rai celebra il centenario del primo conflitto mondiale

By on settembre 19, 2013
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LA GRANDE GUERRA: 100 ANNI DOPO. LA RAI RIEVOCA IL PRIMO CONFLITTO MONDIALE – Quando si parla di servizio pubblico, non si può certo tralasciare un aspetto fondamentale nella vita sociale di ogni Paese, più o meno civile che sia: La propria storia. In questo mamma Rai ha quasi sempre fatto un buon lavoro, tanto da dedicare alla storia un intero canale dove ricordare vicende, società e costumi dell’Italia che era, per spiegarne l’evoluzione che abbiamo raggiunto oggi. Dal fronte Rai Storia arriva adesso un nuovo progetto ambizioso e potenzialmente coinvolgente che, se fatto come si immagina con le dovute accortezze, permetterà anche a chi non ne ha studiato gli eventi sui banchi di scuola di comprendere in maniera piena le vicissitudini della prima grande guerra mondiale, di cui il prossimo anno ricorre il centenario. Gli oltre 5 anni del primo grande conflitto mondiale verranno rievocati per altrettanti 5 anni, ogni giorno, tramite i canali Rai dedicati ed un portale internet già attivo, implementando nel racconto storico tecnologie moderne quali l’utilizzo delle immagini in alta definizione e la riproduzione di filmati e contenuti storici in 3D, per un maggior coinvolgimento dello spettatore ed una migliore comprensione di quanto accaduto in quagli anni.

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FILMATI STORICI RESTAURATI IN 3D ED AUDIO 5.1 PER UN PROGETTO DAL RESPIRO EUROPEO – Molti e diversificati gli appuntamenti televisivi previsti, tante le collaborazioni attivate ed un grosso lavoro tecnico-logistico per portare avanti la memoria di un avvenimento sconvolgente avvenuto quasi 100 anni fa. Un grande progetto, presentato al pubblico tramite il filmato La Grande Guerra, prossimamente trasmesso su Rai Storia ed in 3D al canale 501, che accompagnerà lo spettatore nei luoghi che hanno visto combattere il conflitto, attraverso filmati storici digitalizzati e riprese in 3D registrate sui luoghi delle battaglie. Il tutto, contornato da sonorità trasmesse a 5 canali per immergere chi guarda nelle sensazioni di chi c’era. Un ambizioso progetto dal respiro europeo avallato da un protocollo d’intesa siglato tra Rai e struttura di missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in vista delle celebrazioni per il centenario della prima guerra mondiale.

CARLO LUCARELLI ALLA GUIDA DEL PROGETTO – Dal 28 giugno 2014 all’11 novembre 2018 il conflitto sarà raccontato giorno per giorno, dalla nascita che nessuno sembrava volere al tramonto che ha ridato speranza e respiro alla gente di allora, oltre che migliaia di vite spezzate. Speciali, documentari, immagini di repertorio e filmati attuali contribuiranno a celebrare quei 1599 giorni di conflitto che immobilizzarono l’Europa intera, con l’obbiettivo di rendere, in quegli stessi giorni di 100 anni dopo, il canale Rai Storia ed il portale Grandeguerra.Rai.it i luoghi di riferimento per non dimenticare. Fin’ora diversi sono gli accordi già siglati con vari enti, ai quali se ne aggiungeranno altri, e le riprese di un primo documentario sono già completate. Tra i racconti proposti, oltre ai grandi avvenimenti di quei giorni troveranno spazio anche storie minori, ricordi di personalità fondamentali dell’epoca e valide testimonianze di importanza storica rilevante, il tutto presentato e presidiato dallo scrittore ed autore televisivo Carlo Lucarelli, cultore ed appassionato conoscitore di questo particolare periodo storico. Nel mese di novembre, inoltre, a 95 anni dalla fine del conflitto la Rai riproporrà in versione restaurata ed in HD La Grande Guerra di Hombert Bianchi, serie tv prodotta nel 1965 che racconta il dramma e le speranze di quei giorni.

About Vito Tricarico

Nato nel cuore del sud nel 1993, diplomato da non molto come Tecnico della Gestione Aziendale. Curioso osservatore con la voglia di costruirsi ogni cosa con le proprie mani, dedica il proprio tempo a dilettarsi nella scrittura, nel disegno e dare seconda vita ad oggetti comuni.

One Comment

  1. Rossella

    settembre 19, 2013 at 19:58

    Mi sembra un’iniziativa molto bella. Oggi in un talk si parlava di crisi della scuola, anche questo canale procede nella stessa direzione ma sembra più prestigioso di un’aula scolastica o universitaria. Per grandi linee ripropone documenti che vediamo anche a scuola. Non mi sembra il caso di processare i nostri maestri. Oggi l’insegnamento inaridisce. I media sdoganano una cultura a buon mercato e nessuno si ritrova davanti ai suoi limiti. Il timore reverenziale e la disciplina sono diventati dei veri tabù e la libertà è dipendere dalle mode o dal gruppo.
    Sul finire degli anni ottanta c’era meno pudore nell’ammettere la propria ignoranza e la cultura passava dal professore della porta accanto o da un figlio. Un avvocato entrava in un bar e raccontava il telegiornale delle venti. La gente si fermava ad ascoltarlo e così cominciava un dibattito. La scuola ti fornisce un metodo, se i media rendono prossime a zero le capacità cognitive non è colpa di nessuno. La scuola è anche nozionismo. Ma quanto indottrinano i talk? Ci vorrebbe l’interprete di chi sta interpretando la notizia. Se si smarrisce il filo rosso delle relazioni umane non è colpa dei docenti che peraltro sono figli dell’epoca e si comportano di conseguenza. Il web è pieno di forum in cui discutere di questo o di quello. Se ti piace la cucina puoi seguire quei programmi sui “tuoi” canali.
    La storia vive di tante rivoluzioni silenziose: tutte hanno un peso!
    Dobbiamo ricominciare dalla mia maestra?
    Avere il my magic diary alle elementari ti rendeva una bambina sicuramente emancipata rispetto a chi giocava solo con il dolce forno. La maestra ai suoi tempi giocava al massimo alla settimana, non avrebbe mai pensato che un giorno io avrei giocato con il my magic diary o che il Cicciobello sarebbe stato l’antesignano del tamagotchi. Eppure dal my magic diary e dal tamagotchi siamo arrivati allo smartphone che magari la mia maestra utilizzerà meglio di me; però, intanto, io conosco il tamagotchi: lei non ha vissuto il senso di smarrimento derivante dal fallimento di un gioco di vite da difendere.

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