Luca Telese a Matrix con l’ombra di Pubblico e dei precari

By on settembre 10, 2013
Luca Telese inaugura Pubblico

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LUCA TELESE si appresta ad esordire stasera alla conduzione di Matrix in seconda serata su Canale 5, programma lanciato da Enrico Mentana sostituito poi da Alessio Vinci. Ma oltre a lasciarsi alle spalle La7 e In Onda, Luca Telese porta con sé ancora le ombre di Pubblico, il giornale fondato nel 2012 che si riprometteva di lanciare un’informazione di grido (in chiara contrapposizione con Il Fatto Quotidiano) ma che è durato soltanto 100 giorni. Nulla di grave per Luca Telese che si è rifugiato brillantemente in tv, ma ciò che non si è detto e si continua a tacere è che il giornalista ha lasciato letteralmente allo sbando tanti giornalisti precari senza remunerazione e senza alcun ammortizzatore sociale.

LA NOTIZIA DI LUCA TELESE A MATRIX ha quindi scatenato una vera e propria ondata di polemiche di coloro che attendono ancora una risposta per avere il corrispettivo dopo tre mesi di collaborazione. E se sui social network è già iniziato il tormentone al grido di “Talese paga” le testimonianze dei precari coinvolti la dice lunga sull’edulcorato mondo dei media italiani, che si spendono tanto per denunciare e condannare ingiustizie sociali ma poi “razzolano male” nel loro giardino, così come le tante testimonianze raccolte su Facebook raccontano.

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Testimonianze di Carolina Cutolo, ex collaboratrice di Pubblico che scrive:

Certa che adesso provvederai tempestivamente a pagare tutti i compensi in sospeso di tutti gli ex collaboratori di Pubblico e di Orwell finalmente tiro un sospiro di sollievo sulle bollette insolute impilate sul tavolo di cucina. Tutto è bene quel che finisce bene! E che meraviglia quando la vita somiglia a un film di Frank Capra, grazie Luca, GRAZIE.”

E di Christian Raimo, ex direttore di Orwell, l’inserto letterario di Pubblico che sottolinea:

“Dei 18mila euro che spettavano ai nostri trenta collaboratori ne sono stati pagati solo 2mila 400. Stessa situazione per i cento collaboratori di Pubblico che sono in attesa di circa 80mila euro. Quello che fa arrabbiare ancora di più è che i venti giornalisti assunti hanno ottenuto due anni di cassa integrazione per tre soli mesi di lavoro. I precari, invece, a distanza di un anno ancora non hanno visto un euro”

Una vera e propria sollevazione popolare che mette in risalto le tante ombre dell’informazione italiana, nè migliore nè peggiore delle tante aziende italiane che chiudono i battenti lasciando per strada gli operai.  Vere e proprio ingiustizie italiane, lì dove invece dovrebbe risiedere il senso del lavoro, la libertà e il rispetto della propria dignità.

 

 

 

 

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

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