Bruno Vespa: “L’informazione Mediaset in mano ad uomini di sinistra. Rifarei il Contratto con gli italiani”

By on ottobre 11, 2013
foto di bruno vespa e silvio berlusconi a porta a porta

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LE DICHIARAZIONI DI VESPA SUL BERLUSCONISMO. Il popolare giornalista Bruno Vespa, in un’intervista al Corriere della Sera, viene chiamato a fare un bilancio sul fenomeno del berlusconismo, che molti ritengono arrivato al capolinea, ma secondo Vespa: “l’uomo politico non è finito, ha ruolo e consensi”. Interrogato sul peso che Porta a Porta avrebbe avuto nella creazione, e diffusione, di questo fenomeno, replica: “Meno di quanto si creda. Berlusconi in 16 anni ci è venuto 52 volte. I sei segretari del Pd e i tre Presidenti del Consiglio di centrosinistra in tutto 76. Il fatto è che Berlusconi fa sempre rumore“. Era il 2001 quando Silvio Berlusconi, firmò, in diretta televisiva, il famoso Contratto con gli italiani, che Vespa rifarebbe: “Domani mattina. E lo farebbero tutti, perfino Michele Santoro. E’ una botta mediatica pazzesca“. Chissà cosa replicheranno Santoro e gli altri, e se al suo posto, avrebbero realmente accettato di mandare in onda quella firma in diretta, che cambiò la storia politica e televisiva del nostro Paese.

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LE DICHIARAZIONI DI VESPA SULL’INFORMAZIONE A MEDIASET. Ripercorrendo a ritroso la vita politica di Berlusconi, seconda Vespa, nel 1994 il Cavaliere commise l’errore di “aver pensato di poter guidare il Paese attraverso la televisione”. Il conduttore di Porta a porta, ammette inoltre che: “senza tv non avrebbe avuto il consenso che ha avuto” –  e aggiunge:

Ma è una bufala colossale sostenere che abbia dominato l’informazione italiana. Le sue aziende si sono rafforzate col suo potere, non ha fatto certo la Dama di San Vincenzo… Ma in Mediaset l’informazione che conta è sempre stata in mano a uomini di sinistra: Ricci, Costanzo, Mentana, Gori, lo stesso Santoro che vi lavorò per tre anni in assoluta autonomia. Quando era in maggioranza, alla Rai nominò i direttori generali e del Tg1. Ma come qualsiasi altro editore di riferimento, termine coniato non da me, ma dal Pci nel 1975 elogiando il servizio pubblico televisivo sul caso Moro. E ha sempre subito gli attacchi di Raitre da mattina a notte”.

Il giornalista, che nutre un forte senso di appartenenza verso la tv pubblica, sta preparando un altro libro, in uscita agli inizi di dicembre, che lo porterà nuovamente a fare il giro di tutti i programmi della tv italiana.

About Salvatore Petrillo

Avellino gli ha dato i natali, sotto il segno del Toro. La sua passione per la conduzione televisiva e tutto quanto fa spettacolo è nata con lui e fin da piccolo partecipa a feste, recite e saggi. All’età di 8 anni comincia lo studio del pianoforte frequentando poi il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Laureatosi prima in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e poi in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti, continua ad approfondire e conoscere meglio tutte le varie sfaccettature del mondo televisivo. Collabora con il quotidiano a tiratura regionale Corriere dell’Irpinia scrivendo di attualità, cronaca, spettacolo e con l’agenzia di organizzazione eventi ADVS di Roma. Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Londra, dove ha cercato di rubare i trucchi del giornalismo anglosassone, torna in Italia per frequentare un corso di dizione e uso della voce e uno di conduzione televisiva presso l’Accademia 09 di Milano. In futuro sogna di farsi strada nel mondo della conduzione televisiva e dello spettacolo.

One Comment

  1. Rossella

    ottobre 11, 2013 at 20:55:28

    La penso proprio come Vespa circa la fine del Berlusconismo. Al di là dell’informazione trovo che le ideologie siano dure a morire. Pensiamo solo all’immagine della donna. Per quanto mi riguarda la signora Pascale ha fatto benissimo a presentarsi all’Italia con un look in netta controtendenza rispetto al modello femminile sdoganato negli anni sessanta. Mi è sembrata una scelta molto coraggiosa almeno quanto le dichiarazioni riportate in alcune interviste. A me sono sembrati temi importanti! Forse in provincia una ragazza che non ha una vita sociale molto impegnativa fa più fatica a esprimersi con la sua disinvoltura. Rispetto alle nostre nonne abbiamo fatto molti passi indietro. Certo, si tratta di punti di vista! Ma mi sembra palese che esiste un guardaroba che non rende la donna schiava della moda e del suo corpo. Ormai la questione del corpo delle donne è diventata marginale perché anche l’uomo deve fare i conti con i nuovi stereotipi. Penso che dal mondo della politica dovrebbero arrivare segnali importanti.

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