C’è posta per te: Patrick Dempsey, Charlize Theron, Orlando Bloom a Marco Mengoni ospiti

By on ottobre 29, 2013
Maria De Filippi e Patrick Dempsey

text-align: center”>Maria De Filippi e Patrick Dempsey

MARIA DE FILIPPI CALA UN POKER DI OSPITI – La nuova stagione di “C’è posta per te” tornerà in tv a gennaio 2014 ma Maria De Filippi e il suo staff è già al lavoro, nonostante sia ancora impegnata con Italia’s Got Talent. Un lavoro che vede la conferma di alcuni ospiti, e che ospiti. Da Hollywood arrivano Charlize Theron, Orlando Bloom e Patrick Dempsey. Quest’ultimo, inoltre, sembra averci preso gusto a far visita a Maria De Filippi. L’attore di “Grey’s Anatomy”, infatti, è stato ospite nell’ultima edizione di Amici in veste di giudice, ora tornerà per far felice qualcuno oltre che al pubblico di “C’è posta per te”. Sarà proprio lui ad aprire la nuova stagione mentre durante la seconda puntata, come anticipa “Tv Sorrisi e Canzoni”, ci sarà la bellissima Charlize Theron. Poi toccherà a Orlando Bloom, uno degli attori americani più amati e apprezzati fino ad arrivare a Marco Mengoni.

charlize-theron

MARIA DE FILIPPI PRONTA A UN NUOVO SUCCESSO – Quest’anno “C’è posta per te” non ha aperto la stagione televisiva ma ha lasciato spazio a “Italia’s Got Talent” che domina il sabato sera televisivo portando a casa una media del 25% di share con picchi che toccano anche il 30%. Una decisione presa, quella di Mediaset, per la rendere vita difficile a Milly Carlucci con “Ballando con le stelle” tornato dopo un anno di pausa. Alle fine così è stato visto che la squadra del talent di Canale 5 è riuscita a battere quella di Rai 1 con almeno sei punti di distacco in termini di share. Di conseguenza “C’e posta per te” è slittato a gennaio e aprirà il nuovo anno televisivo cedendo, poi, il timone del sabato sera al serale di Amici. Maria De Filippi vuole un ritorno in grande stile e oltre alle storie che continueranno a caratterizzare il programma, punta forte sugli ospiti con un tris di americani amatissimi in Italia. Non è da escludere anche l’arrivo delle fedelissime Emma e Alessandra Amoroso, da sempre ospiti della De Filippi

About Federico Ranauro

Nato e residente in provincia di Salerno ma da cinque anni vive a Parma. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specializzazione in Giornalismo e cultura editoriale presso l’Università di Parma. Ha la passione per la scrittura e lavora come giornalista da circa tre anni, in particolare nel settore sportivo e televisivo.

One Comment

  1. Rossella

    ottobre 29, 2013 at 14:03:11

    Marco Mengoni ? Mi sembra eccesivo! Perché? Penso che la critica avrebbe dovuto essere molto più severa con lui. Il testo che ha proposto a Sanremo stonava pesantemente con la sua età anagrafica eppure è stato accolto con entusiasmo. A me non ha trasmesso assolutamente nulla. Che dire? I suoi testi ripercorrono il repertorio di tutti i “trovatori” dei talent però lui riesce a rendere credibili quelle atmosfere della poesia duecentesca solo perché ha una vocalità che gli consente di dare corpo all’amore cortese, c’è sempre un vagheggiamento sintetizzato da parole e musica, si fa viva l’idea di quell’amore inappagato che legava l’amante alla donna amata, detta anche “madonna”! Ovviamente lo avvantaggia il fatto di essere uomo perché questo tipo di poetica è assai insidiosa per la donna che nella distanza deve conservare la sua regalità; una donna non può cantare brani di questo tipo perché tra le altre cose viene meno al senso della poesia e attenta a quell’ideale di fedeltà, obbedienza e omaggio che rappresentano l’unica risorsa a disposizione di un uomo che non può appagare il suo amore e vive sospeso tra desiderio e devozione! Sono testi che hanno senso solo se si spiegano in questo modo, altrimenti si rievocano l’amor fino e l’amore lontano senza tener conto dell’impatto che possono avere sulla cultura del nostro tempo. Anche Ramazzotti mi ha delusa profondamente! L’ultimo singolo meriterebbe una critica “ferocissima” perché rimanda alla poesia stilnovista: ma non bastavano i “trovatori” dei talent? In realtà la lirica del duecento seguiva delle regole quasi auliche che ce la consegnano come Dio comanda! Alle volte l’anonimato è l’incerta attribuzione servivano proprio a salvaguardare l’aristocrazia culturale di appartenenza. La lirica amorosa, in questo senso, aveva proprio la prerogativa di mantenersi all’interno dello stile della scuola. Regole rigide ma comprensibili alla luce del valore che veniva attribuito alle arti liberali del trivio e del quadrivio. C’era un’etica di fondo accompagnata ad una certa visione del mondo. Perché recuperare questi schemi? Mi sembra assolutamente anacronistico ritornare su “Al cor gentil rempaira sempre amore”, in questo brano Ramazzotti sembra rielaborare la poetica stilnovista ma il punto più criptico è quello dell’amore come autoperfezionamento, in questo punto il testo diventa ibrido perché non lo canta un artista che ha scelto di tenersi lontano dalle luci della ribalta. Mi sembra più adatto ad un esordiente, in linea di massima preferisco artisti che lavorano come Battisti e consegnano al pubblico un brano che non indirizza il pensiero verso una categoria prestabilita. Il testo è bello, ci mancherebbe! Però diventa interessante solo quando la meraviglia che canta si traduce in poetico stupore. Sicuramente lo presenterà anche a C’é posta!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *