Centovetrine, LaNostraTv intervista Luciano Roman: “Leo Brera non ha paura di nulla e cerca la sua vendetta”

By on ottobre 1, 2013
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text-align: justify”>CENTOVETRINE, INTERVISTA A LUCIANO ROMAN – Proseguono le nostre interviste ai nuovi protagonisti di Centovetrine: dopo Gaia Scodellaro (qui l’intervista) e Jacopo Venturiero (qui l’intervista), è ora il turno di Luciano Roman, che veste i panni del misterioso Leo Brera. Roman non è nuovo nell’ambiente delle soap dal momento che fu protagonista dell’ultima stagione di Vivere e ne visse la chiusura. Nonostante però conoscesse già parte del cast tecnico di Centovetrine, l’attore tiene a sottolineare come sia arrivato a interpretare Leo Brera attraverso il tradizionale casting: “E’ giusto che vengano fatti dei provini – ha dichiarato – più che altro per vedere com’è l’attore in quel momento, cosa è diventato”.

Il personaggio di Leo Brera porterà non poco scompiglio nella soap di Canale 5, e lo stesso interprete rivela come Brera sia un uomo pronto a tutto a causa delle ingiustizie subite nel corso della sua vita e che hanno come principale colpevole niente meno che Sebastian Castelli (interpretato da Michele D’Anca) con cui lo scontro si prospetta avvincente: basti pensare che per tornare a Torino a consumare la propria vendetta, Brera ha proposto a Carol (Marianna De Micheli), una perfetta sconosciuta, di sposarlo. Cos’altro è pronto a fare? Quel che è certo è che ci aspettano moltissime sorprese e colpi di scena. Luciano Roman interpreterà Leo Brera sicuramente fino al termine della quattordicesima stagione, mentre per il futuro non si sbilancia. In teatro tornerà invece in scena dal 3 Ottobre con lo spettacolo “Hedda Gabler” a cui prende parte lo stesso Jacopo Venturiero.

Leo e Carol

Com’è lavorare sul set di Centovetrine?

E’ sicuramente un ambiente divertente e di gran lavoro, un’esperienza nuova, faticosa, ma anche di grande soddisfazione e sono felice di far parte del cast.

Ha vissuto la chiusura di Vivere, mentre a Centovetrine è arrivato dopo lo scampato pericolo. Cosa vuol dire chiudere un prodotto del genere?

La chiusura di “Vivere” è stata abbastanza traumatica per tutti. Possiamo dire che era una cosa che ci si aspettava, ma nessuno ci credeva realmente fino in fondo, c’era la speranza che alla fine il prodotto si sarebbe salvato grazie a una mano magnanima. Purtroppo non è andata così.

In Centovetrine la vediamo nei panni di Leo Brera. Cosa dobbiamo aspettarci da questo personaggio?

Leo è sicuramente un uomo capace di tutto, e questo perché nella sua vita lui stesso ha subito di tutto: non ha più paura di fare o ricevere del male, non ha più paura di niente. Nonostante questo, è anche un uomo con dei sentimenti nascosti che non mostra quasi a nessuno ma che ci sono, altrimenti non avrebbe neppure la capacità che ha di guardare nelle persone. Quindi, se da una parte è pronto a tutto, dall’altra si pone anche dei limiti: non è disposto a uccidere in leggerezza, ad esempio.

TvSoap ha da poco rivelato come Brera sia il vero padre di Jacopo Castelli, dunque è istintivo pensare che la sua vendetta vedrà come protagonista Sebastian. Cosa può anticiparci?

Sì, gira questa notizia! (ride, ndr) Non posso rivelare molto, ma diciamo che loro due si conoscevano da ragazzi e Sebastian è quello che ha cambiato letteralmente l’esistenza di Leo: gli ha portato via un figlio, una moglie, tutta la sua vita insomma…e questo fa ben comprendere l’odio nei suoi confronti.

Leo Brera quindi è un personaggio negativo ma è soprattutto la vendetta a spingerlo

Assolutamente, è un uomo che ha sofferto talmente tanto che porta con sé una rabbia, un rancore e un desiderio di vendetta che sono diventate le sue ragioni di vita, le ragioni del suo rientro a Torino e di tutti i gesti che fa. Nonostante questo, gli altri personaggi e la stessa Carol non riescono comunque a giustificare alcuni suoi atteggiamenti e a capirlo fino in fondo.

A proposito di Carol, tra lei e Brera per ora si parla solo di finzione…vedremo nascere qualcosa in più?

Diciamo che ciò che lega Leo e Carol è la sensazione di avere qualcuno accanto con cui si possono avere dei progetti e delle finalità comuni, e questo non è poco dal momento che spesso i matrimoni si basano su un amore che non si sa bene identificare. Al contrario, lui e Carol hanno un progetto molto definito e preciso che li accomuna, li unisce e li tiene insieme. E non è detto che questo non possa sfociare in un sentimento di altro tipo…vedremo.

Si tratta inoltre un personaggio che nasconde qualcosa anche in relazione alla sua salute

Sì, man mano vedremo che ha diverse fragilità. E’ un uomo forte, apparentemente inossidabile, che però porta degli strascichi della durezza di vita che ha vissuto attraverso la famosa cicatrice e questa forma virale che ha preso anni prima e che deve tenere costantemente sotto controllo. Ecco, è uomo che deve tenere tutto sotto controllo, e che a sua volta è estremamente controllato, per questo l’abbiamo visto applicarsi alle discipline orientali. Sono stati proprio il carcere e la sofferenza a insegnargli che il controllo è l’unica forma che abbiamo per difenderci e per attaccare al momento giusto nella vita.

Come si è approcciato a questo personaggio? Quanto c’è di lei in Leo Brera?

Di me c’è pochissimo, per fortuna la mia vita è un po’ diversa dalla sua! (ride, ndr) Allo stesso tempo però ho dovuto scavare dentro di me per riuscire a trovare sentimenti ed emozioni così estremi, perché questo è il mestiere dell’attore. Quindi, seppure le nostre vite siano completamente diverse e io non provi realmente ciò che prova lui, allo stesso tempo Leo Brera sono io: in questo lavoro ci si può imbattere in personaggi che ti regalano la possibilità di scoprire quello che puoi avere dentro e che non sospettavi di avere, è un’occasione di gioco teatrale incredibile. Un personaggio nella scrittura è un ideale, poi quando lo vediamo rappresentato da un attore diventa tutto ciò che quell’attore può dargli.

Ha letto sul web le impressioni del pubblico? Sembra essere stato ben accolto dai fan della soap

In generale non seguo molto i social, senza considerare che in questi giorni sono sotto pressione con il lavoro. Comunque mi sono arrivate voci che il personaggio sta piacendo e questo mi fa molto piacere, seppure possa anche essere normale che i telespettatori siano un po’ restii nei confronti dei “nuovi volti”: l’inizio è importante ma ci si affeziona ai personaggi pian piano, per quello che diventano. Da parte mia posso dire che Leo Brera è stato costruito molto bene dagli autori, riserverà una sorpresa dietro l’altra, non c’è via di scampo. Le cose che succedono e che lui stesso fa succedere sono veramente sensazionali.

Lei è soprattutto un attore di teatro, e dal 3 Ottobre so che sarà in scena con “Hedda Gabler”. Vuole parlarci di questo spettacolo?

E’ uno spettacolo di Ibsen, un autore che nell’800 scriveva testi che oggi potrebbero tranquillamente essere trasformati in soap o teleromanzi. In fondo erano i teleromanzi di allora, anche lì si parla di sentimenti, di amori impossibili. Inoltre credo che Ibsen non sarebbe quello che è stato se non fosse un genio nel suo modo così profondo di raccontare personaggi e situazioni. In un’ora e mezzo di testo c’è la scoperta di un mondo.

Avrà anche una piccola parte in “Provaci ancora prof 5”, giusto?

Sì, vesto i panni di un gioielliere, padre di un’alunna che va in classe con la professoressa Baudini, che viene coinvolto nell’omicidio di suo fratello. Prenderò parte a due episodi, e reputo che anche quello sia un ruolo molto interessante: vedremo che pure in quel caso il mio personaggio ha diverse cose da nascondere.

La sua permanenza a Centovetrine sarà invece chiusa alla quattordicesima stagione o pensa di rimanere se la soap dovesse continuare?

Diciamo che per il momento il personaggio vive e sta bene. (ride, ndr)

About Vanessa Colella

Nata a Roma nel 1989, ha conseguito la laurea triennale in Scienze Statistiche presso la “Sapienza”, e sta proseguendo i suoi studi con la laurea specialistica in “Statistica, assicurazioni e finanza”. Si è inoltre diplomata presso l’accademia di Roma “La maschera in soffitta”, prendendo successivamente parte ad alcuni spettacoli teatrali. Ama leggere i gialli e soprattutto d’estate…altrimenti lo studio passa totalmente in secondo piano.

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