David Parenzo: “Radio Belva non era adatto alla prima serata di Rete4. Ci è sfuggita la situazione di mano”

By on ottobre 12, 2013
foto di david parenzo a radio belva

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DAVID PARENZO SUL FLOP DI RADIO BELVA. Mercoledì sera, ha debuttato su Rete4, la trasmissione condotta da David Parenzo e Giuseppe Cruciani: Radio Belva. Il programma, definito alla vigilia del debutto l’anti talk, si è rivelato un flop senza precedenti, collezionando una serie di cadute di stile, una di seguito all’altra, che lo hanno portato alla chiusura, dopo la prima puntata. Parenzo, intervistato dal quotidiano La Repubblica, ha ammesso il fallimento: “Radio Belva non era adatta alla prima serata di Retequattro. Chapeau a Mediaset per averci dato la libertà: fino a Sgarbi le cose non andavano male, Villaggio era intelligente. Era un numero zero in onda. Succede, in tv si parte di corsa. Ci siamo lasciati prendere la mano dallo spontaneismo, è come col wasabi: se esageri la bocca s’infiamma. Mancava la ciccia. Provo a scherzarci su, nessuno si ricorderà delle mie inchieste, del libro sulla Lega. Solo del flop”.

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LA VOLGARITA’ DI SGABRI SECONDO PARENZO. Tra gli episodi peggiori andati in onda a Radio Belva, il turpiloquio di Sgabri, che secondo Parenzo, ha provato, riuscendoci, a sabotare la trasmissione. “E’ stato di una volgarità inaudita e senza freni. La nostra responsabilità è di non aver provato a bloccarlo, il suo mandato era metterci il bastone tra le ruote. In genere fa una mattana a trasmissione, e ho pensato che la finisse. L’ho domato più volte quando lavoravo con Telese a In onda, stavolta ci è sfuggito di mano” – dichiara il conduttore.

PARENZO: “LA ZANZARA IN TV NON FUNZIONA”. Parenzo prosegue: “il punto non è Sgarbi, abbiamo provato a sperimentare, a destrutturare il talk show. Funari era un’altra cosa. Noi abbiamo provato a fare l’extreme talk, con ospiti che hanno idee forti e decise a confronto. Abbiamo sbagliato a pensare che la tv sia come la radio. Con Cruciani abbiamo vinto il Premiolino per la Zanzara. Abbiamo creato uno stile, un linguaggio. In tv quel meccanismo non funziona”. Allo stesso tempo rivendica il successo che la trasmissione ha ottenuto sul web: “Nell’amarezza, mi fa sorridere che i video della trasmissione siano cliccatissimi, neanche l’arresto di Bin Laden ha avuto tanti accessi. I ragazzi sui social l’hanno seguita. La grammatica televisiva non ha sopportato o supportato il nostro linguaggio. Ma il mondo della rete è impazzito”.

RADIO BELVA TORNERA’? Quanto alla possibilità di un ritorno della trasmissione, come dichiarato dal direttore Mario Giordano, magari in uno slot come quello della seconda serata di Italia1, Parenzo sottolinea: “Non ho sentito nessuno, vedremo. Non so chi diceva ‘Sto lavorando al mio prossimo insuccesso’, non vorrei fosse questo il caso. Ho fatto come l’apprendista stregone di Fantasia: a Radio Belva ho messo un po’ di tutto”. Purtroppo ce ne siamo accorti.

About Salvatore Petrillo

Avellino gli ha dato i natali, sotto il segno del Toro. La sua passione per la conduzione televisiva e tutto quanto fa spettacolo è nata con lui e fin da piccolo partecipa a feste, recite e saggi. All’età di 8 anni comincia lo studio del pianoforte frequentando poi il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Laureatosi prima in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e poi in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti, continua ad approfondire e conoscere meglio tutte le varie sfaccettature del mondo televisivo. Collabora con il quotidiano a tiratura regionale Corriere dell’Irpinia scrivendo di attualità, cronaca, spettacolo e con l’agenzia di organizzazione eventi ADVS di Roma. Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Londra, dove ha cercato di rubare i trucchi del giornalismo anglosassone, torna in Italia per frequentare un corso di dizione e uso della voce e uno di conduzione televisiva presso l’Accademia 09 di Milano. In futuro sogna di farsi strada nel mondo della conduzione televisiva e dello spettacolo.

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