Raoul Bova parla della sua separazione a Vanity Fair: “Io e Chiara ci separiamo ma i miei figli non si meritano questo trattamento”

By on ottobre 8, 2013
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RAOUL BOVA PARLA DELLA SUA SEPARAZIONE A VANITY FAIRRaoul Bova – in queste settimane più che mai – è stato al centro dell’attenzione mediatica a causa del recente annuncio della sua separazione dalla moglie Chiara Giordano dopo 13 anni di legame matrimoniale.

I presunti motivi di tale rottura avevano portato a diffondere numerose voci sulla presunta omosessualità dell’affascinante attore romano, il quale, spinto dal desiderio di proteggere i suoi due figli Alessandro Leon e Francesco da malignità e gossip, ha rilasciato una lunga intervista al settimanale Vanity Fair, spiegando con precisione tutti i dettagli della situazione.

“Chiara e io nel tempo siamo cambiati, e il cambiamento a volte unisce e a volte no. Noi due, purtroppo, non ci siamo più capiti. Allora è iniziato un periodo molto lungo – quasi tre anni ormai – in cui ci siamo parlati e confrontati. Abbiamo provato a risolverli in tutti i modi quei problemi ma ciò non è bastato. Ora abbiamo deciso di comune accordo, con grandissimo dolore e grandissima civiltà, di prendere strade diverse. Lo abbiamo fatto perché crediamo troppo nel valore della famiglia pre tenerla in piedi a qualunque costo, come facciata e senza onestà. E’ un atto non dico di amore, ma di rispetto per l’amore che c’è stato tra di noi”.

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Il numero di Vanity in edicola domani, mercoledì 9 ottobre, dedicherà la copertina all’attore e riporterà per intero la chiacchierata con Bova: nell’intervista, si parlerà dei figli, dell’ultimo e negativo periodo, oltre che della sua “preferenza per le donne”. L’interprete romano, che in occasione delle prossime feste sarà nelle sale con il film di Fausto BrizziIndovina chi viene a Natale”, ha inoltre dichiarato:

“Sono un personaggio pubblico e conosco le regole del gioco, i miei figli non hanno fatto nulla per meritarsi questo trattamento. L’assedio dei fotografi li spaventa e a scuola i compagni hanno genitori che ascoltano, leggono e commentano queste cose. Loro tornano da scuola e ripetono, con la cattiveria che possono avere i bambini: tuo padre è un ladro, tuo padre divorzia, tuo padre è gay. Se mi vedo costretto a parlare è per proteggere loro”.

Raoul Bova infine, ha preso le proprie difese specificando i propri gusti, e mettendosi dalla parte delle amicizie che lo hanno accompagnato per tutta la vita, concludendo:

“Lo dico apertamente, mi piacciono le donne; se fossi omosessuale non avrei nessun problema a riconoscerlo. O Forse non lo direi: perché questo obbligo di dichiararsi, o giustificarsi? Nessuno va in giro a dire: piacere, sono etero. Più della metà dei miei amici sono gay, persone con cui lavoro o sono cresciuto e andato a scuola. E’ per loro che mi fa ribrezzo questo modo razzista e retrogrado di usare questa etichetta come macchia inconfessabile o come una peste”.

About Mara Guzzon

Nata nei pressi di Lodi, si è laureata in Scienze e Tecnologie della comunicazione presso lo IULM di Milano. Nella stessa città ha frequentato il Master in Giornalismo e critica musicale del CPM Centroprofessionemusica e ha iniziato ad intraprendere i primi passi nel mondo del giornalismo scrivendo e fotografando. Appassionata di musica, cinema e televisione, attualmente collabora con siti appartenenti al settore dell'intrattenimento e con una web radio.

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