Red Ronnie contro Avanti un altro, accuse pesanti su Twitter a Marco Salvati

By on ottobre 24, 2013
red ronnie tweet polemica avanti un altro

text-align: justify;” align=”LEFT”>RED RONNIE DA BONOLIS, L’ERRORE IN TV E L’IRA SU TWITTER – Tweet al vetriolo questa mattina tra Red Ronnie e Marco Salvati, autore di Avanti un altro, il preserale di Canale 5 macina ascolti. Tv Blog ha monitorato lo scambio di accuse, spesso pesanti, tra l’ex conduttore di Roxy Bar e il braccio sinistro di Paolo Bonolis. Noi adesso ve ne facciamo una sintesi ma non prima di avervi raccontato l’episodio che ha innescato la miccia. Come saprete, le puntate domenicale di Avanti un altro possono spesso contare su concorrenti vip che si battono a suon di risposte per un montepremi da devolvere in beneficenza. Nella puntata di domenica scorsa il primo concorrente è stato proprio Red Ronnie che però, si è fermato proprio durante la prima domanda, sbagliando per di più un quesito sulla sua materia di competenza, la musica. Questo almeno sarebbe stato quello che noi abbiamo visto.

bonolis

QUEI TAGLI DI MONTAGGIO…- Le accuse che Red Ronnie lancia a Marco Salvati sarebbero in parte rivolte ai bruschi tagli di montaggio. Red Ronnie fa presente a Salvati la promessa che l’autore avrebbe fatto ovvero quella di rivedere i tagli alla scaletta perchè, come scrive lo stesso Ronnie, “io non dimentico. MAI”. “Erano lunghi. Hanno cancellato una domanda per tenere il tuo appello benefico. Era quello che contava” risponde Salvati. Ma il rosso conduttore non ci sta e accusa l’autore di aver cancellato ben 3 domande e una disquisizione con i giudici in merito a Moulin Rouge. “Fammi capire...” replica l’autore, “la tua preoccupazione era fare bella figura con le domande o parlare del progetto benefico?“. E da qui partono le accuse pesanti.

SI PASSA AGLI INSULTI – Red Ronnie esce dai gangheri (giusto per utilizzare un espressione dei tempi del Roxy Bar) e accusa salvati di usare la scusa della beneficenza per avere ospiti gratis che non vinceranno mai. Salvati replica che a vincere sono stati in tanti e che “a te brucia” mentre Ronnie lo accusa di non saper fare nemmeno le scalette e di essere quindi un autore mediocre. “Preferisco ricordarti per ciò che eri” replica Salvati, “chiudiamola qui”. Una tempesta mediatica di ripicche e frecciatine che alza un muro di astio tra Red Ronnie e Salvati. Chiudetela qui su, due caffè al bar e passa tutto. Non il Roxy però…

About Simone Rausi

Quando nacque a Catania nel 1986, Pippo Baudo urlò “Fantastico!”. Già, la settima edizione era in onda su Raiuno in quel momento. Ha divorato decenni di fiction e programmi tv prima di laurearsi in Scienze della comunicazione. Ha fatto lo speaker, il giornalista, il blogger e attualmente è copywriter presso un’agenzia di pubblicità (ma sua nonna dice in giro che fa il copriwater). Ha scritto un romanzo sui carciofi ma non ne mangia uno da anni. Lo trovate su tutti i social network del mondo… o davanti qualche schermo.

One Comment

  1. Rossella

    ottobre 24, 2013 at 20:42:22

    Mi sembra un fatto di poco conto, ma immagino che ne sentiremo parlare almeno fino a Natale. Ma anche se fosse? Vi sembra una notizia? In quell’idea c’è molta retorica e tanto basterebbe a cambiare canale. Del resto nell’immaginario collettivo si tratta della puntata vip e quandanche il gettone di presenza non dovesse ammontare ad una cifra considerevole l’ospite ne avrebbe un ritorno d’immagine che nell’Italia di oggi non ha prezzo; penso solo a U&D, partecipare a quel programma ti restituisce una visibilità che non significa solo serate in discoteca, a limite potresti pubblicare un libro o aprire un negozio senza dover acquistare un’attività già avviata che ha costi elevatissimi, l’avviamento commerciale entra nel pacchetto perché hai una clientela che si è formata nel tempo, ci vogliono anni per avviare un’attività e intanto devi investire molte risorse senza pretesa alcuna.
    La storia del montaggio, a limite, entra nei telegiornali. In quel caso le immagini di repertorio e la voce dello speaker dovrebbero fare media con i rumori della strada e con l’umore della gente, soprattutto quando ci sono tanti morti e ci accorgiamo che non ci ricordiamo più di niente. Molto spesso anche il silenzio ha un valore sulla memoria. La questione cognitiva non andrebbe sottovalutata perché non siamo più abituati alle sale d’aspetto e le autocertificazioni, i pagamenti on line e tutte le cose che comprimono il tempo alla lunga si esprimono in una serie di disagi.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *